Il Pm Antonella Cantiello e la giornalista Francesca Nardi al Liceo Salesiano di Caserta

Incontro di alto profilo quello che si è svolto mercoledì 8 marzo al Liceo Salesiano di Caserta dove la Pm Antonella Cantiello e la giornalista Francesca Nardi hanno risposto alle curiosità degli allievi e delle allieve sul ruolo necessario della donna d’oggi. A dare il benvenuto alle ospiti il Preside del Liceo Don Cristiano Ciferri che ha introdotto i lavori. “Quanti passi in avanti abbiamo fatto sulla strada dell’uguaglianza dimenticando che il Cristo fu rivoluzionario anche in questo aprendo un dialogo costante con le donne, rivalutandole fino a quanto non era mai stato fatto prima” ha ricordato il direttore dell’Istituto Salesiano, Don Franco Gallone. A ‘gestire’ l’incontro tre alunni del Liceo Salesiano, Francesca Diana, Angelica Frezza e Giuseppe De Lise. “Sottolineare il proprio essere donna non vuole dire segnalare una differenza ma affermare le proprie qualità – ha esordito il magistrato – ed anche nel mondo del lavoro ritengo che sia possibile raggiungere un sano equilibrio tra il ruolo di madre e la professione grazie alla sensibilità femminile”. Anche Francesca Nardi, apprezzata anchor woman e volto noto dell’informazione locale, ha segnalato le difficoltà che possono esserci invitando tutte le giovani a non farne una zavorra. “Non sono mai stata una femminista da corteo – ha spiegato la giornalista – ritengo che le donne non debbano dimostrare e far vedere nulla al di fuori di quello che realmente sono. Se c’è la consapevolezza e l’obiettivo da raggiungere è chiaro sarete in grado di arrivare dappertutto” ha continuato ricordando la sua carriera che l’ha condotta anche alla direzione di una testata locale quando, come fatto notare, in tutto il paese non si contavano che 5 donne alla direzione di un quotidiano. Ma l’appuntamento al salone Don Rua è stato anche l’occasione per discutere di femminicidio e delle violenze di genere con il caso della Miss Rosaria Aprea, nota alle cronache per gli episodi di stalkeraggio e violenze private che l’hanno coinvolta. A raccontare l’incontro in Ospedale con la giovane donna è stato il magistrato Cantiello: “Mi recai con gli agenti della Mobile presso l’Ospedale dove era ricoverata Rosaria Aprea e mi ha molto sconcertato il vedere una ragazza molto bella, così fragile e, nonostante tutto, ancora ostinata a difendere l’uomo che l’aveva ridotta in fin di vita”. Contraria alla classificazione di genere dei reati, Francesca Nardi ha posto l’attenzione sulla violenza che anima i gesti raccontati quotidianamente dai mezzi di informazione: “Sono contro, con la K per rafforzare ancora di più il concetto, il termine femminicidio. Come si fa a caratterizzare la violenza? E’ più violenta quella dell’uomo a scapito della donna?”. Altro argomento importante spiegato ai ragazzi è stato il 1968 con le sue rivoluzioni. “Sono stata una 68ina e mi piacerebbe si facesse un convegno serio sul 1968, anno particolarissimo. Siamo stati tutti politicizzati senza sapere neanche cosa fosse la politica – ha raccontato – ritengo che il ’68 sia cominciato il primo e finito il 31 gennaio, tutto quello che è venuto dopo è stato organizzato ed è stato deviato” ha raccontato Francesca Nardi. “Il ’68 ci dimostra che è possibile, nelle forme pacifiche consentite, battersi per i propri ideali” ha sottolineato la Cantiello sottolineando, come al di là delle strumentalizzazioni, l’anno ‘fatidico’ abbia ampliato le modalità di libertà di espressione del proprio sentito. Nessuna esitazione quando gli studenti chiedono a quale donna si sono ispirate. “Oriana Fallaci, una figura che mi ha sempre commosso perchè ha sofferto molto pagando sempre di persona per essere stata una grande donna e una grande professionista” sostiene la Nardi prima di raccontare l’episodio del ‘Fiorino” negatole dal comune di Firenze. Resta ancora anonima la fonte di ispirazione del magistrato Cantiello: “Dei giorni in cui dovevo sostenere, assieme a migliaia di altri candidati, il concorso da magistrato ricordo un’immagine viva. La mattina della prova scritta, era molto presto, vidi arrivare l’auto del magistrato che doveva consegnare le tracce da cui scese una donna bellissima con un tailleur blu e una camicia bianca. In quei giorni, nei momenti di difficoltà, pesavo che ce la potevo fare e che avrei voluto essere come quel magistrato. Superati gli scritti, andai a comprare un tailleur blu per la prova orale. Ovviamente – conclude – non dobbiamo somigliare a nessuno ma solo avere consapevolezza delle nostre capacità per arrivare dove vogliamo”.

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