In Italia Odiare Ti Costa con Tlon e WildeSide

IESUS

Istituto Europeo di Scienze Umane e Sociali – Brusciano NA IT EU

Bologna, #OdiareTiCosta è la Campagna di Tlon e Wildside contro gli odiatori in Rete.  (Scritto da Antonio Castaldo)

E’ partita da Bologna, dove è nata ad opera dell’Associazione Tlon, con la filosofa Mara Gancitano e lo studio legale Wildside, con l’avvocato Chaty La Torre, la Campagna #OdiareTiCosta contro chi usa il web per insultare, minacciare, diffamare, spargere odio e fango sulle persone. Lo scorso 21 luglio è stata lanciata questa campagna di sensibilizzazione che è n vera e propria scialuppa di salvataggio per quanti sono abbandonati nel mare magnum della Rete e dei social, inquinato da illecite immissioni di fango e melma fatte dagli odiatori, leoni da tastiera, che abusano della libertà di espressione e mortificano i diritti garantiti dal sistema democratico a garanzia delle diverse appartenenze culturali, civili, religiose e politiche.

Qui l’avvio della Campagna #OdiareTiCosta di WildSide e Tlon, https://www.facebook.com/associazionetlon/videos/1283202625187229/UzpfSTEzMTYxNDU2Mzg6MTAyMTk1MDIwNzQwNDUyNjA/  , sulla pagina FB di Chaty La Torre la quale precisa “Che da oggi i commenti d’odio verranno citati in giudizio e gli autori PAGHERANNO di tasca propria il loro odio. Come fare? Inviate i LINK DEI POST e NON gli screenshot dove ci sono contenuti d’odio a odiareticosta@gmail.com. Iniziamo da quelli contro Carola Rackete, la capitana della Sea Watch ricoperta di insulti dopo lo sbarco di Lampedusa”. Immediatamente l’iniziativa è stata diffusa dai media nazionali, dopo che l’ANSA ne ha fatto un lancio nazionale nel pomeriggio del 22 luglio. Subito, giornali e siti web, l’hanno trattata come notizia ed ora sta circolando come apprezzata novità a sostegno del civile panorama comunicativo nazionale collocato in Rete ma debolmente tutelato, e da tanti abusato.

A garanzia della libertà di espressione abbiamo l’articolo 21 della Costituzione della Repubblica Italiana del 1948; l’Art. 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo del 1948; l’articolo 10 della Convenzione Europea per la Salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, che l’Italia ha ratificato con Legge n. 848 del 4 agosto 1955. Per continuare nella dimensione sovranazionale Europea, vi sono gli articoli 6 e 7 del Trattato sull’Unione Europea e l’articolo11 della Carta di Nizza, paragrafo 1, (TUE) con i principi comuni agli Stati membri: libertà, democrazia, rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, nonché dello stato di diritto. Poi ci sono gli articoli 7 del TUE (introdotto dal Trattato di Amsterdam, modificato poi a Nizza) ed il 309 TCE (Trattato che istituisce la Comunità europea) danno alle istituzioni gli strumenti atti a garantire il rispetto dei valori comuni da parte di ogni Stato membro.

Ma una cosa è il diritto alla libera espressione critica, manifestazione di diversità di opinione, altra cosa è l’odio vero, come pur vere sono le difficoltà a stabilire un netto confine fra esse e l’incertezza a stabilire una norma definitoria dell’incitamento all’odio “Hate Speech”.

L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni AGCOM lo scorso 23 maggio ha messo in rete, all’indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=JDd3_W2IG6U, il video intitolato “Stop Hate Speech” per la sua campagna istituzionale di sensibilizzazione in occasione dell’approvazione del regolamento volto a contrastare la proliferazione dei discorsi di odio in televisione, sui social, alla radio e sulla stampa. Il messaggio è questo:Ci sono tante parole, scegliamo quelle giuste”.

Ma è l’inedita iniziativa bolognese di questi giorni, di Tlone e WildSide a tenere banco ed a riscontrare numerosissime adesioni e segnalazioni sin dalle prime ore di avvio. Ancora più chiaro e diretto è il messaggio di Cathy la Torre fissato in un suo post su Facebook :«Da oggi non vi consentiremo più di danneggiare impunemente gli altri col vostro odio. Di offendere, diffamare, calunniare, minacciare, impunemente. Da oggi i danni arrecati alle vittime di odio su Facebook, Messenger, Instagram, Youtube, vi costeranno. E non vi costeranno una condanna penale di pochi mesi che vi appunterete al petto come una medaglia. No. Vi costeranno denaro, perché agiremo in sede civile. E sarà un giudice a stabilire con quanto denaro dovrete risarcire la vittima delle vostre azioni. Perché se il diritto di critica è sacro e inviolabile, se la libertà di opinione è sacra e inviolabile, se la libertà di dissenso, anche aspro, duro, netto, schietto, è un diritto sacro e inviolabile, la diffamazione no, l’ingiuria no, la calunnia no, l’offesa no, la minaccia no. Quelli sono delitti. Anche e soprattutto sui Social. E arrecano danni».

Il sociologo Antonio Castaldo rammemorando il verso dantesco, Commedia, Purgatorio, Canto VI, “Ahi serva Italia, di dolore ostello, / nave sanza nocchiere in gran tempesta, / non donna di province, ma bordello!” parafrasato in rappresentazione del mondo web nazionale, ritrova «la corretta rotta in questa coraggiosa e forte iniziativa ed augura alle “Capitane” Cathy La Torre e Mara Gancitano, a Tlon e WildSide, la Buona Navigazione e il Buon Vento per l’affermazione del rispetto dell’umanità».

IESUS – Istituto Europeo di Scienze Umane e Sociali – Brusciano NA-

  Antonio Castaldo

 

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