INTERVISTA A MARIA TESSITORE CHE CI RACCONTA IL SUO VIAGGIO DENTRO IL VIRUS COVID 19

Cancello ed Arnone (Redazione) – Maria Tessitore è una giovanissima artista, molto creativa e intraprendente.

Nel corso della sua vita ha ottenuto molti riconoscimenti, soprattutto in campo artistico,  dato che sin da piccola, ha partecipato a diverse mostre e spettacoli teatrali, caratterizzata, come è sempre stata, da spiccate competenze artistiche.

E’ da sempre l’orgoglio della sua famiglia. Oggi è una straordinaria mamma di due bambine di 7 e 3 anni, un’eccellente docente e un’esperta psicologa.

La sua passione l’ha portata alla frequentazione di corsi d’arte specialistici. Insomma una donna inarrestabile, una fonte di energia, tanto che chi la conosce può definirla una sorgente di acqua inesauribile, fresca e zampillante. La gioia di vivere è una costante nella sua vita, il suo sorriso incanta e riempie i cuori di gioia.

Maria, esperta di laboratori per bambini, collabora con la ONLUS Don Lorenzo Milani, ed è sempre attenta ai bisogni degli altri.

Ebbene abbiamo accennato a qualche sua particolare caratteristica, ma lei riesce facilmente ad incantarci vuoi per la sua bellezza fisica che per le capacità artistiche. Tuttavia in questa sede ci è sembrato opportuno e doveroso nei confronti dei nostri lettori, intervistare la Signora Maria Tessitore in merito alla sua esperienza, vissuta a contatto diretto con il Covid 19

Maria, infatti ha contratto il Virus ed ha vissuto momenti veramente tragici, dal momento che ha dovuto affrontare da sola, con la sola compagnia delle sue due bambine, la debilitante malattia.

La malattia colpisce tutti e arriva inaspettata – dice Maria –  io vivo a Piacenza e sappiamo che l’Emilia Romagna è stata una delle zone d’Italia più colpite dalla pandemia ed io non ho potuto fare a meno di pensare, oltre alla mia salute, a quella delle mie bambine e alla catastrofe che ha coinvolto le moltitudini.

Alla mia domanda se avesse avuto paura di morire mi ha risposto – Non è solo perché ho rischiato la morte e guardandomi in uno specchio mi vedevo non respirare, come un pesce che sbatte sul molo. È soprattutto la condivisione di una sorte comune: altri come me – anziani, con patologie pregresse – sono morti, e continuano a morire, benché ufficialmente d’altro.

Ad un certo punto ho avuto la consapevolezza di essere circondata, ho realizzato che il virus può colpire chiunque in qualunque momento, far morire deboli e anziani, ma anche giovani in buona salute; assolvere il compito che sta nel desiderio crudele di morte, ossia meno anziani, meno poveri, meno disabili, meno spesa pubblica; sacrificarsi per l’economia. Chi si esprime così è gente sfacciata, con espressione grottesca, ma c’è anche questo genere di persone!

Comunque io personalmente, dopo un primo momento di eccessivo disagio, con febbre alta, capogiri, respiro corto, e due bambine che richiedevano, comunque, le mie attenzioni, ho conosciuto un dottore che pian, piano mi ha guarita facendomi uscire dal disperato tunnel.

Ora tutti i controlli medici/sanitari risultano negativi, io mi sento bene e  ringrazio Dio ogni giorno per avermi risparmiata e lasciata insieme alle mie figlie che sono la mia gioia e la mia stessa vita.

Una bella storia a lieto fine – dico a Maria – grazie per avercela raccontata; spero di poterti rivedere presto e conoscerti di persona.

Buona vita,

Matilde Maisto

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