Intervista Dott. Pasqualino Emerito sindaco del comune di Cancello ed Arnone.

A partire da lunedì 3 agosto 2015 gli imprenditori agricoli e gli operatori del comparto agro alimentare del comune di Cancello ed Arnone potranno usufruire di uno sportello “amico” attivo presso gli uffici della casa comunale.
L’importante iniziativa, ideata e voluta fortemente dal Sindaco, dott. Pasqualino Emerito, ha lo scopo di coadiuvare e tutelare istituzionalmente gli allevatori e i trasformatori dei prodotti lattiero caseari, che spesso sono disorientati dal complesso e dinamico contesto normativo vigente in materia. Il supporto tecnico messo a disposizione degli allevatori, unico sul territorio nazionale, è da considerarsi un aiuto concreto da parte del primo cittadino di Cancello ed Arnone che, ancora una volta, si è dimostrato vicino alle problematiche del proprio territorio.
A dirigere lo sportello è stato nominato il dott. Salvatore Giardullo, già Luogotenente del Nucleo Antisofisticazione e Sanità di Napoli.
I cittadini potranno usufruire del servizio nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì negli orari di apertura degli uffici comunali.
In proposito abbiamo posto alcune domande al dott. Pasqualino Emerito per avere maggiori dettagli riguardo l’iniziativa presa.

Come nasce l’idea di fondare questo sportello per gli allevatori ?

Il comune di Cancello ed Arnone ha un territorio a spiccata vocazione agro zootecnica con notevole consistenza dei capi allevati ed un tessuto produttivo afferente la trasformazione del latte. Tuttavia la famosa mozzarella di bufala, che costituisce una delle sicure eccellenze della provincia di Caserta, è spesso oggetto di segnalazioni mediatiche che il più delle volte mettono in luce le irregolarità che emergono attraverso i controlli sia dei caseifici che degli allevamenti. A tal proposito mi preme evidenziare che molto spesso si tratta di anomalie sicuramente non attribuibili alla cattiva fede degli allevatori e/o dei trasformatori, bensì dovute alla scarsa conoscenza del contesto normativo che regola la materia. Vede le persone che operano nel comparto sono costrette ad iniziare il lavoro ancor prima del sorgere del sole e terminarlo a tarda sera, quindi non hanno la possibilità di aggiornarsi sul complesso ed articolato contesto normativo, peraltro, in continua evoluzione. Lo sportello che la mia amministrazione ha inteso mettere a disposizione per la tutela e la valorizzazione degli allevamenti bufalini e dei caseifici, non vuole assolutamente sostituire le tante associazioni di categoria che ben svolgono il loro ruolo, ma ha lo scopo di fornire, a coloro che ne faranno richiesta, il necessario supporto giuridico-amministrativo e sanitario per cercare di scongiurare eventuali contenziosi con la Pubblica Amministrazione anche in occasione dei tanti controlli che vengono effettuati. Io spesso sono sul territorio e, quindi, ben conosco le difficoltà che gli allevatori e i trasformatori incontrano per cercare di operare nel rispetto delle normative regionali, nazionali e comunitarie che regolano il settore.

Quali sono le prime iniziative che verranno intraprese?

Lo sportello dedicato sia agli allevatori che ai caseifici, si avvarrà della consulenza e dell’assistenza di specialisti delle malattie enzootiche, di medici veterinari e di laboratori di analisi specializzati, individuati anche in ambito di altri Stati dell’Unione Europea o extraeuropei. In particolare verrà prestata la dovuta attenzione e cura al risanamento sanitario degli allevamenti e all’accertamento dell’assenza nei terreni di fonti di inquinamento ambientale rivenienti dalla diossina. L’organismo comunale si rivolgerà a qualificati professionisti per assistere e difendere gli allevatori e i trasformatori davanti alle Autorità Giudiziarie e Sanitarie nel caso di denunce o in presenza di altri provvedimenti penali e amministrativi. Uno dei primi obiettivi da perseguire con l’ausilio di luminari di fama internazionale sarà quello del superamento delle situazioni di criticità correlate alla nota problematica dell’ipotizzato utilizzo di vaccino anti brucellosi rb51 che durano ormai da troppo tempo. A conclusione della predetta attività si provvederà al risanamento sanitario di tutte le aziende, fino al conseguimento della qualifica di stalla “ufficialmente indenne”. Sarà studiata ogni opportuna tutela per difendere il patrimonio bufalino di questo comune evitando la diffusione della brucellosi e riottenendo così il ruolo di leadership nella produzione del latte e della mozzarella di bufala DOP. A tal fine sarà opportuno circoscrivere i focolai di infezione da brucellosi e tubercolosi eventualmente ancora presenti in qualche allevamento mediante l’identificazione e la tipizzazione delle brucelle circolanti nel patrimonio zootecnico del nostro comune, servendosi, se necessario, di specialisti e laboratori di analisi da individuare, se necessario, anche negli Stati Uniti D’America.

Mi parla delle altre iniziative che l’ufficio intende perseguire?

Una grossa novità sarà quella di eseguire, con cadenza perlomeno semestrale, dei sopralluoghi presso ciascuna azienda del territorio che ne farà richiesta, con lo scopo di verificare la corretta attività gestionale della stessa, scongiurando di fatto eventuali attività repressive (denunce penali e amministrative, sequestri, sanzioni ecc.) che potrebbero nascere a seguito dei controlli effettuati dalle preposte autorità. Sarà intrapresa, con l’ausilio di personale qualificato, una capillare attività di intelligence volta a verificare il corretto approvvigionamento del latte di bufala da parte dei grossi caseifici operanti anche in altre aree DOP del territorio italiano, segnalando e denunciando le eventuali irregolarità riscontrate all’Autorità Giudiziaria e a quella Sanitaria. Per questi motivi ho voluto chiamare a dirigere lo sportello il dott. Salvatore Giardullo , il quale in virtù della sua vasta esperienza lavorativa ultratrentennale nei NAS potrà dare un concreto contributo agli allevatori e ai titolari di caseifici.
Inoltre, l’ufficio ha in animo un progetto che potrebbe coinvolgere nella gestione di strutture agricole sottratte alla criminalità organizzata molti giovani del posto.

Non teme che l’ ufficio possa sovrapporsi ad altri organismi similari, quali ad esempio l’A.N.A.S.B. (Associazione Nazionale Allevatori Specie Bufalina)?

Assolutamente no, perché come le ho detto il nostro fine è solo quello di tutelare gli interessi degli allevatori per superare i momenti critici che inevitabilmente si verificano nella gestione aziendale. Anzi, è nostra ferma intenzione interagire e confrontarci proprio con l’A.N.A.S.B. su alcuni aspetti connessi alla tutela della bufala mediterranea italiana, che come ben sa, con la legge 27 2002, n.292 è considerata patrimonio zootecnico nazionale regolamentata.
Cancello ed Arnone 31 luglio 2015

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