LA DISABILITA’

La dot.ssa Psicologa Tania Parente parla di disabilità con la giornalista Matilde Maisto.

Gentilissima dottoressa, oggi allora affrontiamo la tematica della disabilità. Ci può per cortesia spiegare che cosa s’intende esattamente con il termine disabile?

Ancora oggi si tende a considerare la disabilità come un sinonimo di menomazione. In realtà la definizione di disabilità si è evoluta nel corso degli anni. Si è passati da un modello medico, che la considerava in termini di anormalità fisiologiche e psicologiche da trattare in campo medico, e un modello sociale, che, invece riguardava gli svantaggi e i limiti che l’ambiente fisico e sociale causavano alle persone con problemi di funzionamento, all’idea di disabilità come dimensione.

Qual è il documento che identifica la persona disabile?

La definizione di disabilità come una delle tre dimensioni, attraverso cui descrivere una persona viene utilizzata nell’ICDH proposto dall’OMS nel 1980. In questo documento si fa una distinzione tra menomazione (situazione esteriorizzata) che si riferisce ad una perdita o anormalità che può essere transitoria o permanente, disabilità (situazione oggettivizzata) che indica una restrizione o carenza, conseguente ad una menomazione, della capacità di svolgere una attività, ed handicap (situazione socializzata) che si riferisce ad una condizione di svantaggio conseguente ad una menomazione o disabilità che limita o impedisce di ricoprire il proprio ruolo.

Ci può parlare anche dell’ICF, ossia la Classificazione Internazionale del Funzionamento della Disabilità e della salute?

La definizione di disabilità subisce una nuova modificazione nel 2001 con la pubblicazione dell’ICF ( Classificazione Internazionale del Funzionamento della Disabilità e della salute). Questo strumento intende descrivere la persona in relazione al suo contesto di vita, pertanto la disabilità non viene più intesa come condizione personale di chi a causa di una o più menomazioni, non riesce ad interagire bene con l’ambiente sociale e ad essere autonomo. Per disabilità, secondo questo nuovo approccio globale alla persona, si intende “la conseguenza o il risultato di una articolata relazione tra la condizione di salute di un individuo, fattori personali e fattori ambientali che rappresentano le circostanze in egli vive”. Questo significa che il contesto può facilitare o restringere le capacità funzionali di un individuo che si trova in particolari condizioni di salute.

Il pre-requisito fondamentale per l’inclusione delle persone disabili al diritto all’accessibilità, attualmente è garantito?

Diventa un pre-requisito fondamentale per l’inclusione delle persone disabili il diritto all’accessibilità, che purtroppo ancora oggi non viene sempre garantito?

Grazie mille dottoressa per le sue spiegazioni, ci sentiremo anche per altri argomnti, se le fa piacere.

Matilde Maisto

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