La giornalista Matilde Maisto parla di libri con Tania Parente e Lucia Petrella in Video Conferenza

 Cancello ed Arnone (Redazione) – Nuovamente  insieme le dottoresse Tania Parente e Lucia Petrella, rispettivamente Presidente e Vice Presidente dell’Associazione Onlus Don Milani di Grazzanise e la giornalista Matilde Maisto, coordinatrice del gruppo letterario Letteratitudini di Cancello ed Arnone, nonché direttore responsabile del giornale on line Cancello ed Arnone News.it, per una particolare puntata della   rubrica  # RitroviAMOci: cultura, territorio e tradizioni.

Infatti poiché non è stato possibile vedersi personalmente le tre protagoniste della suddetta rubrica hanno pensato di incontrarsi virtualmente, pur di non interrompere il cammino intrapreso, con l’unico obiettivo di evitare un arresto della cultura a causa della terribile pandemia che ha sconvolto la vita di ogni persona.

L’argomento che verrà trattato si riferisce alla “Giornata Mondiale del Libro e del diritto d’autore”. Come sappiamo dal 1996 ogni 23 aprile ricorre detto evento istituito dall’UNESCO. Quest’anno, in Italia e nel resto del mondo l’avvenimento che celebra il libro come mezzo di conoscenza e solidarietà umana, purtroppo, è ricaduto nel pieno della pandemia di Coronavirus. Ma andiamo per gradi e parliamone con le dottoresse Parente e Petrella, alle quali diamo del tu e chiamiamo per nome per creare una sorta di afflato e familiarità, che fa bene al nostro cuore ed a quello dei nostri lettori.

  • TANIA, ma perché la Giornata Mondiale del Libro si celebra il 23 aprile?

Per celebrare la Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore, istituita nel 1996 dall’Unesco, come tu hai già accennato, è stata scelta una data simbolo come quella del 23 aprile per diverse ricorrenze legate ai grandi nomi della letteratura che coincidono proprio in questo giorno. Questo giorno è stato scelto, infatti, perché è il giorno in cui sono morti nel 1616 tre scrittori considerati dei pilastri della cultura universale: Miguel de Cervantes, William Shakespeare e Garcilaso de la Vega.

  • LUCIA, come mai è così importante questo evento?

E’ una data ed un evento importante per riscoprire il valore dei libri, anche e soprattutto per i ragazzi. Purtroppo l’edizione 2020 si svolge in piena emergenza Coronavirus, mentre si moltiplicano gli appelli per salvare l’intera filiera del libro, nel nostro Paese e non solo, fortemente danneggiata dalla crisi innescata dalla diffusione del Covid-19

  • TANIA, ci puoi accennare alla maratona letteraria in streaming che è stata effettuata per la Giornata Mondiale del Libro 2020?

In occasione di questa giornata, la Fondazione De Sanctis, in collaborazione con il centro per il libro e la lettura, ha organizzato la sua prima maratona letteraria in streaming. Ideata dieci anni fa con appuntamenti periodici in sedi istituzionali, si è svolta per la prima volta in streaming, raggiungendo la durata eccezionale di sette ore con un evento che ha unito la comunità dei lettori. La maratona è iniziata alle 11,00 del 23 aprile ed ha proposto interventi di commento critico di alcuni autori alle grandi opere della letteratura e la lettura di alcuni passi significativi dei grandi classici da parte degli attori che hanno aderito al progetto. Tra i protagonisti: Eraldo Affinati, Serena Autieri, Daria Bignardi, Claudio Bisio, Massimo Cacciari, Laura Morante e tanti, tanti altri.

 

  • LUCIA, ci ricordi chi sono le persone che ne hanno curato la conduzione?

La conduzione è stata curata dallo scrittore Paolo Di Paolo che, assieme a Vladimiro Polchi, Veronica Gentili e Pietro del Soldà, hanno introdotto gli ospiti della maratona “per una staffetta culturale che si è proposta di raggiungere non solo il pubblico adulto, ma anche le giovani generazioni e le scuole, che hanno potuto fruire dell’evento anche a scopo didattico”. Per commentare in diretta la maratona è stato possibile utilizzare l’hashtag #CapolavoriDellaLetteratura.

  • TANIA, in questa giornata sentiamo dire “E’ tutta questione di draghi, innamorati e rose”, ma che cosa hanno in comune gli innamorati, le rose e i libri?

Per scoprirlo bisogna andare in Catalogna dove il 23 aprile si festeggia il patrono, Sant Jordi. Da sempre, pare fin dal Medioevo, in tutta la regione gli uomini portano alle donne una rosa e ricevono in cambio un libro, una consuetudine nata dalla leggenda che vuole il santo (allora solo cavaliere) vincitore su un drago feroce, che mangiava belle ragazze. Oggi si è così diffusa questa usanza che non sono solo gli innamorati a ricevere il regalo, ma lo si scambia tra famigliari e amici: è diventato un momento unico  per celebrare l’amore e la cultura e anche grazie al giorno di Sant Jordi nel 1996 è stato dichiarato la Giornata Internazionale del Libro. Il Libro e la Rosa sono dunque il simbolo di questa ricorrenza che vede le strade di Barcellona affollate in maniera impressionante. La gente vi giunge da ogni angolo del Pianeta per godere della singolare vivacità delle ramblas e delle piazze ornate, smarrendosi fra montagne di libri e selve di rose. Quest’anno, purtroppo, non è stato così, Barcellona è restata muta. Ma possiamo consolarci pensando che un evento culturale come questo può tuttavia essere celebrato anche in silenzio, con la partecipazione corale muta di chi ama i libri e le cose  del sapere che ci vengono dai libri.

  • LUCIA, per terminare l’ intervista ci vuoi raccontare la leggenda di Sant Jordi?

La leggenda narra che molti secoli fa un drago terrorizzasse i cittadini di Montblanc, un piccolo paese nel sud della Catalogna. Per evitarne gli attacchi feroci, gli abitanti sacrificavano una bella ragazza ogni giorno, fino a quando toccò alla principessa del regno. Proprio quando stava per essere divorata, apparve il cavaliere Sant Jordi che, accoltellato l’animale, salvò la giovane che amava in segreto. Dal sangue del drago subito nacque un roseto, e l’usanza del regalo alle innamorate; più tardi arrivò lo scambio di libri, facendo riferimento a un poema che la principessa scrisse per il suo salvatore. In realtà la festa catalana del libro si celebrava inizialmente in ottobre e solo dopo, nel 1929, unita al «San Valentino».

Per terminare desidero rcordare che la giornata del 23 Aprile è stata dedicata al grandissimo poeta Luis Sepulveda, recentemente deceduto per aver contratto il Covid 19, ed in suo onore ricordiamo una sua bellissima poesia:

LA PIU’ BELLA STORIA D’AMORE

L’ultimo suono del tuo addio,
mi disse che non sapevo nulla
e che era giunto
il tempo necessario
di imparare i perché della materia.

Così, tra pietra e pietra
seppi che sommare è unire
e che sottrarre ci lascia
soli e vuoti.
Che i colori riflettono
l’ingenua volontà dell’occhio.

Che i solfeggi e i sol
implorano la fame dell’udito.
Che le strade e la polvere
sono la ragione dei passi.

Che la strada più breve
fra due punti
è il cerchio che li unisce
in un abbraccio sorpreso.

Che due più due
può essere un brano di Vivaldi.
Che i geni amabili
abitano le bottiglie del buon vino.

Con tutto questo già appreso
tornai a disfare l’eco del tuo addio
e al suo posto palpitante a scrivere
La Più Bella Storia d’Amore
ma, come dice l’adagio
non si finisce mai
di imparare e di dubitare.

E così, ancora una volta
tanto facilmente come nasce una rosa
o si morde la coda una stella fugace,
seppi che la mia opera era stata scritta
perché La Più Bella Storia d’Amore
è possibile solo
nella serena e inquietante
calligrafia dei tuoi occhi.

Ringrazio Tania e Lucia per questa bella intervista, rigorosamente on line, e dandovi appuntamento ad una prossima occasione, vi salutiamo augurandovi buon ascolto e buona lettura.

Matilde Maisto

 

 

 

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