La giornata mondiale dell’acqua, le possibili azioni antispreco

In occasione della Giornata mondiale dell’Acqua, che si celebra oggi, il Consiglio nazionale dei Geologi (Cng) chiede, in una nota, un Testo unico che tuteli questa risorsa «certamente la più preziosa per le generazioni future. È un bene inalienabile ma non inesauribile, da non sprecare e da salvaguardare». Un appello condiviso dalle associazioni Spreco Zero insieme a Last Minute Market che denunciano: in Italia il maggiore prelievo di acqua per uso potabile pro capite tra i 28 Paesi dell’Unione europea, 156 metri cubi per abitante nel 2015 (Istat) ed è perciò maglia nera in vista degli Obiettivi Onu 2030.

«Nel 2018 – sottolineano – abbiamo prosciugato 24 volte un bacino idrico pari al Trasimeno». Ma i giochi sono ancora aperti, sostengono, e la differenza la si può fare a partire dai consumi e azioni antispreco tra le mura di casa. Ad esempio, spiega il fondatore di Last Minute Market Andrea Segrè, applicando dei riduttori flusso ai rubinetti; facendo la doccia invece del bagno; chiudendo il rubinetto mentre ci laviamo le mani, i denti o ci radiamo; usando lavatrice e lavastoviglie a pieno carico. Inoltre in termini di scelte nutrizionali va ricordato che la Dieta mediterranea utilizza in un anno poco più di 1700 metri cubi di acqua pro capite, mentre la dieta anglosassone finisce per assorbire fino a 2600 metri cubi di acqua.

In questa ottica Utilitalia (la Federazione delle aziende dei servizi pubblici di acqua, ambiente e energia) lancia «Gioca Utile» un percorso interattivo online dedicato ai più giovani per far conoscere il valore del patrimonio idrico.

Il nostro Paese, evidenzia inoltre l’Anbi(associazione delle Bonifiche), è il più idrovoro in Europa con una media di 160 metri cubi d’acqua potabile utilizzata pro-capite all’anno (il doppio della media europea, due volte la Francia e quasi tre volte la Germania). È quindi indispensabile accelerare la transizione verso modelli sostenibili di gestione idrica: oggi l’Italia si posiziona al 21esimo posto fra i 28 Paesi europei, considerati nell’indice «Valore Acqua verso lo Sviluppo Sostenibile», con un punteggio di 4,91 su una scala da 1 (minimo) a 10 (massimo).

Secondo l’Osservatorio della Community Valore Acqua per l’Italia la risorsa acqua impatta su 10 dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e 53 dei 169 target dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. In questo quadro, sottolinea Anbi l’Italia può vantare, però, innovative esperienze tecnologiche e consolidate competenze lungo la filiera dell’acqua, di cui i Consorzi di bonifica e irrigazione sono parte integrante anche in questi giorni gravi, ma determinanti per il futuro del Paese.

«Per tali motivi, la salvaguardia di questa indispensabile risorsa, laddove presente in abbondanza oggi, appare prioritaria e non più procrastinabile», conclude Arcangelo Francesco Violo, segretario Cng e coordinatore della Commissione Risorse idriche del Cng. In riferimento al nuovo percorso di revisione della normativa vigente sulle acque, intrapreso dal Parlamento Italiano, la Commissione Risorse idriche del Cng auspica che questo processo possa costituire l’occasione per chiarire e semplificare la suddivisione delle competenze tra i molteplici enti, oltre che per riordinare quella parte di normativa che riguarda l’uso delle acque e il rilascio delle concessioni, abrogando norme obsolete e armonizzandole possibilmente in un testo unico.

«Un testo unico sull’acqua e sul ciclo integrale che essa compie» è per i geologi «cruciale per un’operativa gestione quantitativa e qualitativa delle acque come bene pubblico, da tutelare per le future generazioni».

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