La Regione Molise e le sue “Promesse da Marinaio”

Una storia ai limiti dell’assurdo quella che sta vivendo lo stabilimento SATA di Pozzilli, in provincia di Isernia, In Molise. Un dramma che si ripercuote, ovviamente, su tutti i dipendenti e le rispettive famiglie, e inevitabilmente su tutto l’hinterland regionale.
La fabbrica, non navigando già in buone acque da tempo, dopo varie riunioni con l’Assessore del lavoro affinché venisse chiesto l’intervento dell’Unità di crisi del Ministero dello Sviluppo Economico, giunge alla ufficializzazione della richiesta concertata con la Regione e controfirmata financo dal presidente della Regione.
Tutto bene, problema risolto, il lettore dirà.
Nulla di tutto ciò, purtroppo. Con un incredibile colpo di coda, la regione “rivede” il tutto, chiarendo che è ora invece compito dell’azienda stessa fare vertenza al MISE, qualora essa fosse stata realmente intenzionata a proseguire la sua attività con continuità e non a “vivere alla giornata” (parole degli addetti regionali). In quest’ultimo caso, essa avrebbe fatto meglio a chiudere i battenti e delocalizzare le produzioni.
Un voltare le spalle, un lavarsi le mani, viene da pensare ! Perché?  Tutto molto strano, ma tant’è.
Una regione che tiene al proprio territorio e alle proprie risorse produttive, fa di tutto affinché il patrimonio redditizio venga salvaguardato. Senza se e senza ma.
Si confida, dunque, in una radicale sterzata,  nel buon senso dei Vertici e nel ritorno al sostegno mostrato originariamente, per il bene di tutti i lavoratori dello stabilimento e per il Molise tutto.

Loreto Zullo

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