Lavavetri, la Cisas contro i continui disagi ed aggressioni

SAN NICOLA LA STRADA – Abbiamo ricevuto e pubblichiamo il comunicato stampa della CISAS di Caserta di cui è Segretario Mario De Florio: “Insostenibile la situazione illegale, creata dalla massa dei lavavetri immigrati, per lo più irregolari, che quotidianamente – quando non li aggredisce – infastidisce gli automobilisti, costretti a frequentare il tratto stradale provinciale Caserta-Marcianise, la cui competenza è dei Comuni di San Nicola La Strada, Recale, Marcianise e San Marco Evangelista, ove si raggruppano i cosiddetti lavavetri. Nonostante i tanti proclami delle varie amministrazioni comunali e le denunce continue degli automobilisti e degli Organi di stampa, nessuna Vigilanza e nessuna presenza di Forza Pubblica a tutela dei cittadini molestati pubblicamente, si è fatta notare. I Vigili locali e quelli provinciali ( il tratto stradale è dell’Ente Provincia ), nonché i rappresentanti delle altre Forze di Polizia hanno presieduto il territorio con la dovuta assiduità. Ormai, i cittadini italiani non ne possono più di dare spontaneamente o di dover dare per timore. Sembra che si ha timore di intervenire nei riguardi di stranieri o della pubblica prostituzione, ormai tutta di marca straniera. Sul delicato argomento e su varie richieste, più volte era intervenuta anche la Segreteria della Confederazione Cisas di Caserta, che aveva evidenziato le difficoltà dei cittadini italiani e degli automobilisti nel tratto stradale Caserta-Marcianise, chiedendo presenza visiva ed interventi tempestivi, anche perché i vari nuclei di immigrati si infoltivano sempre di più con persone ormai stabili nelle località interessate. La Segreteria della Cisas ritiene che la cosa debba cessare al più presto, perché gli immigrati non possono continuare a vivere in Italia illegalmente e di accattonaggio, visto che – si dice e si ripete – siano venuti per lavorare. In effetti, il gran numero di immigrati – sempre più in aumento ed in giro per le strade cittadine a chiedere solo l’elemosina e non il lavoro pur essendo tutti di giovane età – non può essere più tollerabile. Non a caso, evidenzia la Cisas, vi sono tanti immigrati che si fanno stimare per il loro impegno nel lavoro e per la loro correttezza nei riguardi della comunità italiana, che li ospita”.

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