Lettera alla Stampa in attesa della visita a Caserta del presidente Matteo Renzi

Sabato prossimo, 16 gennaio 2016, la nostra Provincia di Caserta sarà visitata dal premier Matteo Renzi, e dai ministri Franceschini e Pinotti.
Verranno a far visita la penultima provincia d’Italia ed in particolare ad ammirare un monumento che grazie a Dio si sta risollevando giorno per giorno.
Certamente, forse per questione di tempo non avranno la possibilità di vedere tutte le bellezze della nostra Terra, forse qualcosa vedranno dai finestrini delle macchine quando arriveranno a Caserta e vedranno quella montagna squartata o sventrata e alla loro destra ammireranno una torre (la Torre Arus del castello dei de’ Sivo).
Forse alla loro prossima visita non la rivedranno più. E, a proposito di province e della legge Delrio, che aveva il compito di cancellarle, ma in realtà le ha trasformate in 76 più evanescenti Enti di area vasta retti non più da consigli ad hoc ma da collegi di sindaci, vuoi il caso, ad oggi ancora deve trovare una degna e completa realizzazione, in particolare per quanto riguarda il personale e le loro funzioni, con la complicità di una classe sindacale inefficiente e compromessa.
Se oggi siamo la penultima provincia d’Italia, dobbiamo ringraziare in primis la camorra e poi di conseguenza il dimezzamento delle risorse da parte dello Stato che ha provocato conseguenze a catena sull’efficacia dei servizi e l’impasse sulla distribuzione delle sue funzioni.
L’argomento è un po’ tecnico, ma si può sintetizzare così: i nuovi Enti sopravvissuti alle vecchie Province manterranno alcune funzioni dette fondamentali; hanno in carico in Italia 5.100 edifici scolastici per due milioni e mezzo di studenti, si occuperanno della manutenzione di circa 130mila km di strade, gestiranno la tutela ambientale e, ultimo regalo del governo, adesso devono anche garantire assistenza ai comuni.
Altre funzioni, dalla ormai famosa caccia e pesca all’agricoltura, sulla carta dovevano essere ridistribuite tra gli altri enti, ma, spesso, sono state tenute per un po’ a bagnomaria per poi tornare da dove erano venute.
Bene io mi domando e chiedo alla classe politica se l’intenzione di Delrio era quello di tagliare il costo del personale, mi chiedo: il risultato è tutto qui?
Meno di duemila dipendenti in tutta Italia, oltre cinquemila dipendenti continuano a svolgere il proprio lavoro nei discussi “Centri per l’impiego”, mentre altri quasi tremila hanno maturato i requisiti per la pensione.
Questa riforma Delrio, voluta da tutte le forze politiche non va nella direzione giusta, sconta troppi ritardi e tagli massicci previsti a partire dalla Legge di stabilità 2015, la Campania, per dirne una, è arrivata solo a un mese dalla scadenza di fine dicembre e un miliardo in meno in bilancio.
Lo scorso 29 dicembre, la Provincia di Caserta ha dichiarato lo stato di dissesto, dopo la sforbiciata di 34 milioni, che la incorona la più tartassata in termini assoluti. Ora il problema è che comunque bisogna provvedere a garantire i servizi, ma bisogna farlo con meno uomini e risorse e, paradossalmente, con più funzioni e intanto le Province aspettano ancora i rimborsi regionali degli investimenti fatti per far fronte a funzioni a loro riassegnate dalle Regioni, con soldi giocoforza sottratti ad altri usi.
E così, le strade di montagna rischiano di rimanere coperte di neve e le scuole della nostra provincia al freddo, senza poi dimenticare e risolvere il nodo del Centro per l’impiego, oggetto del contendere tra enti diversi. Infatti, il personale resta al momento in Provincia, con stipendio pagato da un fondo creato appositamente da Regioni e Ministero del lavoro, fino a quando non arriverà l’ok definitivo alla riforma costituzionale, che prevede il passaggio delle politiche occupazionali dalle Regioni allo Stato. Nel frattempo, solo la Toscana, la regione cara al nostro premier, ha già creato una sua Agenzia per il lavoro. Intanto i disoccupati aumentano, l’attesa aumenta, più i tagli, continueranno ad indebolire un servizio fondamentale, tanto più con la disoccupazione che c’è è stato calcolato che ogni dipendente dei Centri per l’impiego ha 500 e più persone da gestire in cerca di lavoro, in Europa la media è abbondantemente sotto i cento, in provincia di Caserta si supera abbondantemente i 1000 utenti.
Per terminare spero che il premier alla sua prossima visita, questa provincia non toccherà l’ultima posizione e il premier dal finestrino della sua macchina chiederà che fine ha fatto quella Torre che ha visto l’ultima volta.

Carlo Scalera, opinionista

 

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