LETTERATITUDINI IN PROSSIMITA’ DELLE FESTIVITA’ NATALIZIE AFFRONTA IL TEMA DELLA POVERTA’

Ebbene iniziamo col dire, utilizzando le parole di Nelson Mandela, che  “Sconfiggere la povertà non è un atto di carità, è un atto di giustizia.”

Letteratitudini in prossimità delle festività natalizie e della giornata mondiale della povertà, ha voluto fare un indagine al riguardo e portare il grave problema all’attenzione dell’opinione pubblica.

In effetti in Italia 1 persona su 4 è a rischio povertà.
Oltre 5 milioni di persone vivono in uno stato di povertà assoluta: non hanno cibo a sufficienza, riscaldamento e abiti adeguati, mezzi per curarsi, informarsi, istruirsi.

Nel nostro Paese il 5% più ricco della popolazione possiede quanto il 90% più povero.

Nel 2017 il 12,1% dei minori ha vissuto in povertà assoluta.

Cosa vuol dire povertà assoluta?

Vivere in povertà assoluta vuole dire non riuscire a soddisfare fabbisogni essenziali (alimentazione equilibrata, disponibilità di un’abitazione adeguata) e a provvedere al minimo necessario per vestirsi, comunicare, informarsi, muoversi, istruirsi e mantenersi in buona salute.

La maggiore incidenza della povertà assoluta tra minori e giovani generazioni rischia di minare il potenziale di crescita su cui il benessere di una nazione dovrebbe fondarsi.

Come possiamo aiutare chi vive in povertà?

Possiamo aiutare intervenendo preventivamente a supporto delle persone più vulnerabili e quindi più a rischio di ritrovarsi in tale condizione.

Per questo  si è dato vita ai Community Center. Sono centri di ascolto, rilevamento dei bisogni, orientamento e supporto per tutte quelle persone non ancora prese in carico dai servizi istituzionali, ma la cui situazione senza un aiuto esterno sarebbe destinata ad aggravarsi.

Svolgono un ruolo di raccordo con i servizi del territorio e offrono a chi si trova in situazioni di fragilità economica e sociale:

  • sostegno diretto in ambito educativo a giovani studenti italiani e stranieri e alle loro famiglie
  • sostegno nei contatti con gli enti pubblici del territorio per reperire informazioni per la casa, i servizi socio-sanitari ed educativi
  • informazioni in tema di previdenza sociale o di agevolazioni economiche e fiscali
  • orientamento lavorativo e percorsi formativi e professionali
  • mediazione familiare per famiglie a rischio sociale
  • supporto specifico alle problematiche e al disagio dei migranti.

Dove sono i Community Center?

In collaborazione con Diaconia Valdese

AREZZO – BOLOGNA – FIRENZE – MILANO – NAPOLI – TORINO.

Invece con il contributo della Fondazione Burberry

CAMPI BISENZIO – EMPOLI – PRATO

E’ possibile contattare i Community Center ed avere maggiori ragguagli.

Ma intanto, ognuno nel proprio piccolo può fare la sua parte, in modo da mettere in pratica le parole del papa NATALE NON PER COMPRARE, MA PER DARE AGLI ALTRI. FARE IN MODO CHE LA GIORNATA POVERI SIA “NO A CONTAGIO INDIFFERENZA”.

Infatti mentre nelle cronache dominano le previsioni su come potrà essere il prossimo Natale, tra cenoni ‘vietati’, feste solo tra ‘parenti stretti’, e ipotesi di restrizioni alleggerite per favorire lo shopping dell’ultim’ora, una ricetta diversa la dà il Papa, in occasione della Giornata mondiale dei poveri. “Si avvicina il tempo del Natale, il tempo delle feste.

 Quante volte, la domanda che si fa tanta gente è: ‘Cosa posso comprare? Cosa posso avere di più? Devo andare nei negozi ad avere, a comprare’. Diciamo l’altra parola: ‘Cosa posso dare agli altri?’. Per essere come Gesù, che ha dato sé stesso e nacque proprio in quel presepio”, suggerisce nella messa celebrata in San Pietro, all’Altare della Cattedra, in presenza di un centinaio tra senzatetto e persone indigenti, accompagnati dalle associazioni caritative.

Un po’ la prova generale, tra l’altro, dei riti papali con partecipazioni contingentate e dirette streaming che si prevedono per le prossime feste, dalla messa della Notte di Natale, alla benedizione ‘Urbi et Orbi’, fino alle celebrazioni di Capodanno e dell’Epifania: le decisioni si prenderanno a ridosso dei rispettivi appuntamenti, dati Covid alla mano – trapela da Oltretevere -, ma nulla lascia pensare a particolari aperture, visto l’andamento della seconda ondata pandemica.

E nell’omelia, pensando ancora agli effetti del Coronavirus, Francesco esorta: “Oggi, in questi tempi di incertezza e fragilità, non sprechiamo la vita pensando solo a noi stessi, con l’atteggiamento dell’indifferenza. Non illudiamoci dicendo: ‘C’è pace e sicurezza!’. San Paolo ci invita a guardare in faccia la realtà, a non lasciarci contagiare dall’indifferenza”.

“I poveri sono al centro del Vangelo: il Vangelo non si capisce senza i poveri”, afferma nella quarta Giornata mondiale ad essi dedicata, da lui stesso istituita, mentre numerose sono le iniziative di distribuzione pasti, e mentre l’ambulatorio medico sotto il Colonnato effettua anche tamponi gratis. “Se non vogliamo vivere poveramente, chiediamo la grazia di vedere Gesù nei poveri, di servire Gesù nei poveri”, invita ancora Bergoglio.

“Alla fine della vita – osserva – sarà svelata la realtà: tramonterà la finzione del mondo, secondo cui il successo, il potere e il denaro danno senso all’esistenza, mentre l’amore, quello che abbiamo donato, emergerà come la vera ricchezza”. “Quanta gente passa la vita solo ad accumulare, pensando a ‘stare bene’ più che a ‘fare del bene’ – sottolinea -. Ma com’è vuota una vita che insegue i bisogni, senza guardare a chi ha bisogno!”. E “la più grande povertà da combattere è la nostra povertà d’amore”.

 Per il Pontefice, un esempio di chi vive Così, “servendo”, vedendo “Gesù nei poveri”, è don Roberto Malgesini, il sacerdote ucciso a coltellate a Como, il 15 settembre scorso, da una delle persone indigenti a cui forniva aiuto. “Questo prete – ricorda – non faceva teorie; semplicemente, vedeva Gesù nel povero e il senso della vita nel servire. Asciugava lacrime con mitezza, in nome di Dio che consola”. “Quest’uomo aveva compreso che doveva tendere la sua mano ai tanti poveri che quotidianamente incontrava, perché in ognuno di loro vedeva Gesù”, conclude Francesco.

E proprio “tendi la mano al povero”, tema di questa Giornata mondiale, è il refrain ribadito da Francesco all’Angelus, perché “il povero è Cristo”. “C’è tanta fame, anche nel cuore delle nostre città – avverte -. E tante volte noi entriamo in quella logica dell’indifferenza. Il povero è lì e noi guardiamo da un’altra parte”. “Tendi al tua mano al povero. E’ Cristo – ripete -. Sì, alcuni dicono, ‘ma, questi preti, questi vescovi, che parlano dei poveri, ma noi vogliamo che ci parlino della vita eterna’. Guarda, fratello e sorella, i poveri sono al centro del Vangelo. E’ Gesù che ci insegnato a parlare ai poveri. E’ Gesù che è venuto per i poveri. Tendi la tua mano al povero. Hai ricevuto tante cose, e tu lasci che tuo fratello, tua sorella muoia di fame?”.

Sono parole che devono far pensare, ma soprattutto devono fare agire ogni buon cristiano ed io spero che questi vecchi e nuovi poveri possano trovare una soluzione ai loro problemi, confidando nell’aiuto di Dio, del prossimo, ma soprattutto delle Istituzioni.

Ed ora per concludere, com’è consuetudine di Letteratitudini, accenniamo ad alcune poesie sulla POVERTA’.

Di seguito il link dell’intervento pubblicato su FB

https://www.facebook.com/matilde.maisto/videos/10221730609207913

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