Letteratitudini presenta “Istanze Poetiche” di Paolo Miggiano e Alessia Guerriero, attraverso un video realizzato dalla giornalista Matilde Maisto

Carissimi amici, buonasera a tutti,

probabilmente vi meraviglierete di vedermi in questo video, ma dal momento che in questo periodo la Campania ha registrato un importante aumento di contagi risultando la prima regione per numero di nuovi casi, spesso sopra i 300 nelle ventiquattr’ore, un tasso quasi mai raggiunto, neanche durante il periodo di lockdown; è stato quindi prorogato l’obbligo di indossare la mascherina anche nei luoghi all’aperto e durante l’intero arco della giornata, a prescindere dalla distanza interpersonale. Sono state confermate anche tutte le disposizioni relative alle misure di sicurezza obbligatorie prescritte per i titolari e gli utenti di esercizi commerciali, culturali, ricreativi, o comunque aperti al pubblico, abbiamo deciso, purtroppo, di interrompere, momentaneamente le belle serate culturali a cui ci ha abituati “Letteratitudini”.

Tuttavia, non vogliamo accantonare gli argomenti culturali che, invece, andremo ad affrontare tramite video su FB, al fine di lasciare traccia del nostro cammino e tenere vivi i contatti con i carissimi amici che seguono il sodalizio culturale.

Nel mese di Settembre era stato previsto un interessantissimo incontro con  Alessia Guerriero e Paolo Miggiano  con i quali volevamo affrontare il tema della poesia con lo loro “ISTANZE POETICHE”.

Ho avuto il piacere di incontrare i due autori durante un evento estivo sul terrazzo del Lido Luise di Castel Volturno ed il loro libro mi è sembrato sin dalle prime battute molto intrigante. Li ho invitati volentieri al nostro primo incontro autunnale di Letteratitudini, a cui hanno risposto con grande cordialità e la massima gentilezza. Purtroppo un incidente domestico mi ha costretta a rimandare l’incontro ed  in seguito il Covid 19 mi ha indotto a parlarne in video.

I due autori sono ben noti al mondo della cultura, ma al momento io desidero presentarli nel migliore dei modi:

ALESSIA GUERRIERO, nata a Santa Maria Capua Vetere, vive a Caserta. Di formazione giuridica, percorre la strada dell’impegno civile. Per anni si è dedicata al teatro di ricerca. Scrive per Arti e Spettacolo di SIEDAS (Società Italiana Esperti di Diritto delle Arti e dello Spettacolo). Ideatrice della rassegna letteraria itinerante #discorsiindivenire, con l’idea di portare la letteratura e l’arte in luoghi non convenzionali.

PAOLO MIGGIANO, nato in Salento (Minervino di Lecce), vive a Caserta. Uomo controvento, già elicotterista della Polozia di Stato, attraverso la pubblicazione di pluripremiati saggi no-fiction ha prestato la sua penna alla narrazione delle storie delle vittime innocenti della criminalità. In una metamorfosi letteraria, con “Istanze Poetiche” approda ai liberi versi.

In effetti “Istanze poetiche” è il risultato di un incontro tra due liberi pensatori e due giovani creativi, si tratta di una raccolta illustrata in liberi versi sui generis. Essa dà vita ad un gioco imperfetto di parole immaginate prima ancora di essere costruite, secondo un’architettura di suono e di senso.

Le Istanze Poetiche, tenute nei taccuini di Alessia Guerriero e nel cassetto di Paolo Miggiano trovano spazio in un alternarsi di versi fondendosi come se non ci fosse un confine alle loro singole individualità.

Come operai della parola, Paolo Miggiano descrive poeticamente, Alessia Guerriero astrae poeticamente, dando corpo e forma ai loro liberi versi, mentre l’indispensabile e prezioso tratto di Arianna e Oreste Montinaro ne coglie l’essenza, restituendo alla parola una dimensione creativa e onirica.

Invece Vincenza Alfano, che ha scritto la prefazione dice: – Sono versi sciolti, parole che corrono libere a catturare emozioni, frammenti di vita, delusioni, sogni, speranze. Parole che si incrociano senza eccessive ambizioni. Rifiutano il nome poesia, scelgono di essere istanze, pensieri che assumono forma poetica nel ricercare suoni e assonanze, restando in bilico tra la prosa e la lirica. L’attenzione al segno caratterizza questo libro che raccoglie un’esperienza, racconta un incontro, il bisogno di parlare d’amore attraverso una formula nuova, “Le parole d’amore a colmare il tempo passato ed il vuoto del cuore”.

Alessia Guerriero e Paolo Miggiano intrecciano le loro parole, fanno nascere i versi dalla crasi di sillabe e pensieri “Siamo tu ed io questa parola, siamo la somma e il totale insieme. Tutti gli eserciti da reclutare e tutti i vinti e gli sconfitti, dimenticati amori. Noi siamo questo. Noi siamo le nostre fottutissime parole”.

E’ quasi un diario sentimentale, in cui le parole, come corpi si mescolano e uniscono secondo traiettorie non sempre prevedibili “in questo rincorrersi ci siamo sognati, cercati, sfiorati,   trovati, ri-trovati”. La fiducia nella parola scritta, segno tangibile di emozioni incorporee, appare rinvigorita, pagina dopo pagina, dal confronto delle due voci dal rimbalzo di temi e riflessioni. La forma del dialogo è un esplicito invito alla dimensione di ascolto della parola poetica che si rivela in queste pagine, con la sua forza taumaturgica, veicolo di scoperta di sé e dell’altro, resistenza. “Poesia breve per una breve resistenza. Dove sei andato poeta? Non vedo altra parola che la tua”.

Guedalmig e Midaguer non hanno nulla di perfetto, nascono così per caso, sono inventati e vivono nell’imperfezione. Sono l’opposto della Perifrasi, sono l’unione di due nomi, di due entità, di due individualità. Un gioco, un gioco di parole, un rimescolamento di sillabe che diventano unione, unicità nell’amore per le storie che evocano.

L’amore per le antiche passioni, che pensi possa albergare solo nella fantasia dei libri e invece scopri che è tutto vero, che due nomi possono formarne uno solo, in un indissolubile destino. Come operai della parola, lui descrive poeticamente, lei astrae poeticamente.

Solo attraverso la parola Guedalmig e Midaguer stemperano la malinconia e ridono di loro e finanche delle loro stesse parole, dondolando come sopra un’altalena della memoria e delle passioni antiche.

I tramonti, le albe, le sere le fiabe, i ricordi, le antiche memorie, le nostalgie, le misteriose melodie e le parole, le ansie e le paure, le gioie e le triangolazioni sinergiche Salento, Caserta, Napoli, i segni, i sogni e i disegni, l’operaio e la giovane donna e volere il futuro con il cuore antico e le radici nel passato. Questo sono Guedalmig e Migdaguer, due fottutissimi, imperfetti pensatori che guardano all’infinito.

Letteratitudini Istanze Poetiche di Paolo Miggiano e Alessia Guerriero

Posted by Matilde Maisto on Monday, 12 October 2020

Adesso concludo con due bellissime poesie:

  • Vorrei essere vento di Alessia Guerriero
  • Ali spezzate di Paolo Miggiano           

VORREI ESSERE VENTO

In questo tempo nel quale l’umanità soffre, vorrei essere vento, vento di libertà, quando è la stessa a mancare.

Vorrei essere vento che tira da tutti i capi del mondo, vento che smussa le dune di sabbia e spinge gli oceani nel loro corso infinito.

Vorrei essere vento che da gennaio ad aprile compie la sua opera prima, ogni giorno, di ogni mese, di ogni anno da che il mondo ne ha memoria.

Vorrei essere vento che attraversa i boschi per giungere a valle e bussare alla finestra di un uomo solitario, intento a guardar fuori la semplicità della vita.

Vorrei essere vento per tornare all’essenza delle cose, vorrei passare come una sconfinata carezza sopra tutti i gelidi marmi dei cimiteri del mondo per ripercorrere la vita di ogni sguardo, di ogni sorriso rinchiuso in una piccola fotografia.

Vorrei essere vento e danzare nel profumo del bucato, tra le lenzuola stese al sole, la domenica mattina.

Vorrei essere vento, vento di gioia per la sposa che si incammina verso un giuramento sacro.

Vorrei essere vento che si fa brezza nelle città di mare e soffiare tra i capelli dei ragazzi innamorati che scoprono il segreto della vita.

Vorrei essere il vento calmo, pacato, che si posa sopra la spalla a rincuorare chi ha perduto per sempre, qualcosa o qualcuno.

Alessia Guerriero 

  

ALI SPEZZATE (Omaggio ad Annalisa Durante)

L’alba della sua vita mostrava i primi bagliori e tutti i suoi colori. E’ caduta nel buio della notte, le è stato interrotto il viaggio, senza darle la possibilità di un saluto, un buon viaggio, un arrivederci.

Un dialogo con la sua giovane esistenza che si è spezzato nella maniera più insolita per la maggior parte degli altri luoghi del pianeta, ma non per un “Paradiso abitato da diavoli”.

Quante cose avrebbe potuto fare nella sua vita? Avrebbe continuato ad addormentarsi mentre la madre le accarezzava i capelli e le cantava “Stella stellina, la notte si avvicina […]”.

Si sarebbe tuffata nelle acque del mare, avrebbe corso a perdifiato per le strade della sua città, avrebbe continuato a sognare.

Per lei, come per Alceste, non c’è un moderno Eracle che la vada a prendere nei ripidi precipizi dell’Ade, per riportarla nel mondo dei vivi.

La porta del mondo si è chiusa dietro alle sue spalle e noi possiamo provare ad aprire solo quella della memoria.

Paolo Miggiano  

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