LETTERATITUDINI PROGRAMMA IN MODO VIRTUALE L’EVENTO DI APRILE 2020

“Gianni Rodari, il maestro che ci ha insegnato la rivoluzione della fantasia”.

Cancello ed Arnone – Sarà una vera impresa riuscire a collegarsi tutti insieme a questo strano evento di letteratitudini, ma la cultura non deve arrestarsi, il gruppo di Letteratitudini vuole continuare con estrema costanza e fermezza a perseverare nel proprio obiettivo di spalancare le porte alla luce del sapere.

Per questo mese di Aprile 2020, in concomitanza del centenario della nascita di Gianni Rodari, abbiamo previsto l’ evento dal tema: “Gianni Rodari, il maestro che ci ha insegnato la rivoluzione della fantasia”.

Potremmo dire di lui: ‘cent’anni e non sentirli’ perché in effetti è un numero che lascia increduli chi lo conosce attraverso i suoi libri. Da decenni essi raccontano ogni giorno una realtà sempre attuale, descrivono lucidamente sentimenti ancora veri e nella loro semplicità geniale ci fanno riconoscere. Sono insomma storie moderne incarnate in una forma diciamo ‘classica’: universale, eterna, perfetta.

Gianni Rodari è nato a Omegna nel 1920. Dopo aver conseguito il diploma magistrale, per alcuni anni ha fatto l’insegnante. Al termine della Seconda guerra mondiale ha intrapreso la carriera giornalistica, che lo ha portato a collaborare con numerosi periodici, tra cui «L’Unità», il «Pioniere», «Paese Sera». A partire dagli anni Cinquanta ha iniziato a pubblicare anche le sue opere per l’infanzia, che hanno ottenuto fin da subito un enorme successo di pubblico e di critica. I suoi libri hanno avuto innumerevoli traduzioni e hanno meritato diversi riconoscimenti, fra cui, nel 1970, il prestigioso premio «Hans Christian Andersen», considerato il «Nobel» della letteratura per l’infanzia.

Negli anni Sessanta e Settanta ha partecipato a conferenze e incontri nelle scuole con insegnanti, bibliotecari, genitori, alunni. E proprio dagli appunti raccolti in una serie di questi incontri ha visto la luce, nel 1973, Grammatica della fantasia, che è diventata fin da subito un punto di riferimento per quanti si occupano di educazione alla lettura e di letteratura per l’infanzia. Gianni Rodari è morto a Roma nel 1980. Tra le sue opere più significative: Le avventure di Cipollino, Gelsomino nel paese dei bugiardi, Filastrocche in cielo e in terra, Favole al telefono, Il libro degli errori, C’era due volte il barone Lamberto.

40 anni fa, dunque, moriva Gianni Rodari, autore di favole e filastrocche indimenticabili. Perfette per i nostri tempi bui, in quarantena per la pandemia di coronavirus. Nella foto un disegno di Mauro Maulini per il catalogo della mostra Teatrino per Rodari

Quando è morto Gianni Rodari aveva solo 60 anni. I bambini della metà anni 60 sono cresciuti con lui. Le sue filastrocche. I suoi giochi di parole. Le sue favole. Fidatevi e cercatele. Facevano bene al nostro umore. Sono perfette per i nostri tempi bui…

Gianni Rodari ha scritto un libro, il più famoso, chiamandolo Grammatica della fantasia. Un ossimoro, sulla carta. La grammatica non ha fantasia. Ma con lui, e grazie a lui, sì…

Nel 1972 il Comune di Reggio Emilia, grazie all’opera del pedagogista Loris Malaguzzi, organizzò una settimana di incontri di formazione per gli insegnanti delle scuole dell’infanzia. L’ospite fu Gianni Rodari e lo straordinario frutto di quella settimana, chiamata Incontri con la Fantastica, è uno dei libri culto per tutti gli insegnanti a venire: “La grammatica della fantasia”.  Gianni Rodari era già un famoso giornalista e scrittore per l’infanzia, i suoi libri di filastrocche e storie per ragazzi avevano attraversato i confini nazionali e deliziato la fantasia di migliaia di bambini in tutto il mondo. Ma il successo di Rodari, come dimostra la sua riflessione teorica, non è frutto del caso; lo scrittore è un fine intellettuale, schierato col Partito Comunista ma al tempo stesso svincolato dalle cieche ideologie, acuto osservatore della realtà e divertente sperimentatore linguistico. Le testimonianze della moglie Maria Teresa e della figlia Paola, delle maestre Maria Luisa Bigiaretti e Giulia Notari, del nipote Francesco e del pedagogista Francesco Tonucci, del burattinaio Mariano Dolci e dello studioso Pino Boero restituiscono la memoria di un grande scrittore italiano: Gianni Rodari, il

Gianni Rodari è stato un pedagogista, scrittore, giornalista, maestro, poeta, precettore. Ma per noi era lo scrittore delle nostre favole, contemporanee e molto più pazze di quelle dei fratelli Grimm e di Andersen.

Una foto di Gianni Rodari presa da Wikipedia.

Per ricordarlo riportiamo 10 frasi e filastrocche by Gianni Rodari. Leggetele. Vi faranno bene. Volerete via con la fantasia, come succedeva a noi bambini. Ne abbiamo bisogno, oggi soprattutto…

Gianni Rodari è un bel compagno per i nostri giorni di quarantena in casa…

10 frasi e filastrocche indimenticabili e miracolose di Gianni Rodari

Se ci diamo una mano i miracoli si faranno e il giorno di Natale durerà tutto l’anno.

Gli errori sono necessari, utili come il pane e spesso anche belli: per esempio, la Torre di Pisa

Se io avessi una botteguccia, fatta di una sola stanza, vorrei mettermi a vendere, sai cosa? La speranza. “Speranza a buon mercato!” Per un soldo ne darei, ad un solo cliente, quanto basta per sei. E alla povera gente, che non ha da campare, darei tutta la mia speranza, senza fargliela pagare

Filastrocca di Capodanno: fammi gli auguri tutto l’anno. Voglio un gennaio col sole d’aprile, un luglio fresco, un marzo gentile. Voglio un giorno senza sera, voglio un mare senza bufera. Voglio un pane sempre fresco, sul cipresso il fiore di pesco. Che siano amici il gatto e il cane. Che diano latte le fontane. Se voglio troppo, non darmi niente, dammi una faccia allegra solamente.

Din don domani è festa, si mangia la minestra. La minestra non mi piace, si mangia pane e brace. La brace è troppo nera, si mangia pane e pera. La pera è troppo bianca, si mangia pane e panca. La panca è troppo dura, si va a letto addirittura

Tanta gente non lo sa e dunque non se ne cruccia. La vita la butta via e mangia soltanto la buccia

Io vorrei che nella luna ci si andasse in bicicletta. Per vedere se anche lassù chi va piano non va in fretta

Ogni occhio si prende ogni cosa e non manca mai niente. Chi guarda il cielo per ultimo non lo trova meno splendente

In cuore abbiamo tutti un cavaliere pieno di coraggio, pronto a mettersi sempre in viaggio

Le favole dove stanno? Ce n’è una in ogni cosa: nel legno del tavolino, nel bicchiere, nella rosa…

Vi sentite già meglio, vero? Gianni Rodari faceva i miracoli. Li fa…

 

ECCO ALCUNE DELLE SUE POESIE PIU’ BELLE:

Alla formica

Chiedo scusa alla favola antica,

se non mi piace l’avara formica.

Io sto dalla parte della cicala

che il più bel canto non vende, regala.

 

Autunno

Il gatto rincorre le foglie

secche sul marciapiede.

Le contende (vive le crede)

alla scopa che le raccoglie.

 

Quelle che da rami alti

scendono rosse e gialle

sono certo farfalle

che sfidano i suoi salti.

 

La lenta morte dell’anno

non è per lui che un bel gioco,

e per gli uomini che ne fanno

al tramonto un lieto fuoco.

 

È mio, quando lo guardo

È del vecchio, del bambino, del re, dell’ortolano, del poeta, dello spazzino. Non c’è povero tanto povero che non ne sia il padrone.Il coniglio spauritone ha quanto il leone. Il cielo è di tutti gli occhi, ed ogni occhio, se vuole, si prende la luna intera, le stelle comete, il sole. Ogni occhio si prende ogni cosa e non manca mai niente: chi guarda il cielo per ultimo non lo trova meno splendente. Spiegatemi voi dunque, in prosa od in versetti, perché il cielo è uno solo e la terra è tutta a pezzetti.

 

Filastrocca corta e matta

Filastrocca corta e matta, il porto vuole sposare la porta, la viola studia il violino, il mulo dice: – Mio figlio è il mulino -; la mela dice: – Mio nonno è il melone -;  matto vuole essere un mattone, e il più matto della terra sapete che vuole? Fare la guerra!

 

 

Concludiamo precisando che Rodari,  fu un  maestro di humor e fantasia che ha incantato e continua ad  incantare i bambini di ogni età; tanto che a 40 anni dalla morte è sempre  in auge la fortuna di uno scrittore amatissimo dai bambini, dai maestri e da milioni di lettori sparsi in tutto il mondo, ma che in vita fu poco capito dai critici di professione.

 

 

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