“Letteratitudini” raduna i suoi partecipanti lunedì 21 dicembre p.v.

Consueto incontro mensile e vicendevole scambio di auguri natalizi.

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Cancello ed Arnone (Matilde Maisto) – Dopo la 1^ edizione dell’incontro di Novembre dedicato a “I giovani e la lettura nell’epoca digitale”, i componenti del gruppo di “Letteratitudini” hanno deciso di programmare un 2° incontro dedicato a questo argomento, che ha destato tanto interesse nei partecipanti.
Infatti l’evento è previsto per lunedì 21 dicembre p.v. durante il quale verranno letti dei capitoli del romanzo di John Green “Colpa delle stelle”.

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John Green è nato nel 1977. È cresciuto in Florida e in Alabama, dove ha frequentato una scuola non molto diversa da Culver Creek, e oggi vive a Indianapolis. Cercando Alaska è stato il suo primo romanzo e negli Stati Uniti ha vinto numerosi premi come miglior libro per Young Adults. Nel 2013 “Colpa delle stelle” è diventato un film della Paramount Pictures, scritto e diretto da Josh Schwartz .
Il meraviglioso romanzo parla di Hazel che ha sedici anni, ma ha già alle spalle un vero miracolo: grazie a un farmaco sperimentale, la malattia che anni prima le hanno diagnosticato è ora in regressione. Ha però anche imparato che i miracoli si pagano: mentre lei rimbalzava tra corse in ospedale e lunghe degenze, il mondo correva veloce, lasciandola indietro, sola e fuori sincrono rispetto alle sue coetanee, con una vita in frantumi in cui i pezzi non si incastrano più. Un giorno però il destino le fa incontrare Augustus, affascinante compagno di sventure che la travolge con la sua fame di vita, di passioni, di risate, e le dimostra che il mondo non si è fermato, insieme possono riacciuffarlo. Ma come un peccato originale, come una colpa scritta nelle stelle avverse sotto cui Hazel e Augustus sono nati, il tempo che hanno a disposizione è un miracolo, e in quanto tale, andrà pagato.
“…Il mio libro preferito era ‘Un’imperiale afflizione’ ma non mi andava di raccontarlo in giro. A volte leggi un libro e ti riempie di uno strano zelo evangelico che ti convince che il mondo frantumato che ti circonda non potrà mai ricomporsi a meno che, o fino a quando, tutti gli esseri umani non avranno letto quel libro. E poi ci sono libri come Un’imperiale afflizione, di cui non puoi parlare con l’altra gente, libri così speciali e rari e tuoi, che sbandierare il tuo amore per loro sembrerebbe un tradimento. Non era nemmeno che il libro fosse così bello. Era solo che l’autore, Peter Van Houten, sembrava capirmi in strani, impossibili modi. Un’imperiale afflizione era il mio libro, nel modo in cui il mio corpo era il mio corpo, e i miei pensieri i miei pensieri…”
Queste sono le parole più adatte per descrivere il romanzo di John Green e che lui stesso scrive tra le pagine di Colpa delle stelle.
Secondo me si tratta di un libro perfetto in un modo imperfetto, l’approccio allo stesso è un po’ complicato, perché il tema trattato è difficile e doloroso, ma Green riesce a illustrarlo con un occhio molto vivace.
Colpa delle stelle parla di tumori giovanili; la protagonista Hazel, ha scoperto di avere un tumore che inizialmente ha colpito la tiroide e i polmoni a soli 13 anni e da allora, grazie a una cura sperimentale, che in lei sembra avere avuto effetto e che le ha donato altri 3 anni di vita, vive la sua esistenza attaccata ad una bombola di ossigeno, ma per fortuna il suo cancro è in remissione. Hazel, è la protagonista che non ti aspetti, una ragazza che ha dovuto lottare sin da bambina per un diritto alla vita che le è stato negato da un male che vuole solo crescere e nutrirsi.
Come già detto in precedenza, il romanzo inizia con il racconto di Hazel che viene costretta, dalla madre e dal suo dottore di base, a partecipare ad un gruppo di supporto contro la depressione per ragazzi malati di tumore. Lì conoscerà altri ragazzi nelle sue stesse condizioni, tra loro spicca Isaac, a cui da bambino è stato rimosso un occhio a causa di un tumore particolarmente raro. Lui e Hazel sembrano condividere la loro esperienza in quel gruppo improbabile di malati cronici tramite i sospiri e le occhiate mentre gli altri ragazzi raccontano le loro esperienze sul continuare a sopravvivere.
Hazel è una protagonista spigliata e irriverente, di quelle che ti lasciano un sorriso sulle labbra nonostante tutti i drammi che debba sopportare.
Il gruppo rappresenta un luogo dove poter stringere amicizie con altre persone che si trovano o si sono trovate in situzioni simili.
L’altro protagonista è Augustus, che parteciperà ad una seduta per sostenere l’amico Isaac a cui dovranno asportare l’occhio buono perché il cancro si è ripresentato, ma neanche lui è immune a questo male che l’ha colpito qualche anno prima con un cancro alle ossa ed ha dovuto subire l’amputazione di una gamba.
Tra i tre ragazzi nasce una vera amicizia, in particolare tra Hazel e Augustus, che si ritroveranno ad affrontare insieme le difficoltà.
Il tumore ha bloccato questi ragazzi e nonostante abbiano amici sani, con loro, la comunicazione resta in parte frenata, poiché non fanno più parte di quel mondo in cui il futuro è un dato di fatto; questi ragazzi devono lottare ogni giorno per avere un’occasione di andare avanti, non lasciandosi abbattere dalle cure, dolorosissime già per un adulto.
La malattia li lega in modo indissolubile perché loro sanno ciò che si passa e non hanno bisogno di dare futili spiegazioni.
Lasciamo in sospeso l’epilogo del romanzo che sarà oggetto del nostro incontro, infatti nella serata di “Letteratitudini” saranno letti i capitoli ventidue e venticinque e, sicuramente, sarà una serata bella ed illuminante.

Matilde Maisto

 

Una foto del gruppo di Letteratitudini di un incontro precedente.

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