LETTERATURA RUSSA: CENNI STORICI, AUTORI E CAPOLAVORI

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In questo incontro verranno ripercorsi una serie di nomi di autori che possono offrire – con il loro contributo – una panoramica sulla letteratura di questa grande nazione e, successivamente, segnalerò alcuni testi da leggere assolutamente non solo perché capolavori della letteratura russa ma anche in quanto rappresentativi di una matrice narrativa che ha raccolto favori in tutto il mondo

Siete pronti per questo viaggio nella conoscenza degli scrittori russi più influenti e rappresentativi della letteratura contemporanea (cioè con un focus sull’ultimo secolo)? Allora possiamo iniziare!

Autori russi: conosciamoli

Iniziamo con un excursus temporale di autori a partire dalla fine dell’800 dividendoli per correnti artistiche:

  • Realismo dell’inizio del XX secolo: Lev Nikolaevič Tolstoj, Vladimir Galaktinovič Korolenko, Aleksej Nikolaevič Tolstoj, Aleksandr Ivanovič Kuprin, Ivan Alekseevič Bunin, Leonid Nikolaevič Andreev, Maksim Gorkij, Aleksej Michajlovič Remizov, Ivan Sergeevič Šmelëv, Ol’ga Dmitrievna Forš.
  • Simbolismo: Dmitrij Sergeevič Merežkovskij, Fëdor Sologub, Andrej Belyj.
  • “la prosa di guerra”: Viktor Petrovič Astaf’ev, Georgij Nikolaevič Vladimov
  • “la prosa di villaggio”: Valentin Grigor’evič Rasputin, Vladimir Vladimirovič Ličutin, Boris Andreevič Možaev, Valerij Georgievič Popov
  • Il realismo del secondo ‘900: Aleksandr Isaevič Solženicyn, Fazil’ Abdulovič Iskander, Aleksandr Evseevič Rekemčuk, Jurij Sergeevič Rytchėu, Evgenij Anatol’evič Popov.
  • il realismo metafisico: Jurij Vital’evič Mamleev, Vladimir Semënovič Makanin, Viktor Vladimirovič Erofeev. Ol’ga Aleksandrovna Slavnikova
  • il postmodernismo: Andrej Georgievič Bitov, Vasilij Pavlovič Aksënov, Eduard Veniaminovič, Tat’jana Nikitična Tolstaja, Nina Nikolaevna Sadur.
  • il neorealismo: Michail Pavlovič Šiškin, Andrej Valer’evič Gelasimov, Zajončkovskij, Igor’ Valer’evič Varlamov, Dmitriev, Aleksej Ivanovič Slapovski, Butov, Aleksandr Viktorovič Iličevskij,.
  • L’umorismo: Michail Iosifovič Veller, Michail Nikolaevič Zadornov, Michail Michajlovič Žvaneckij, Evgenij Valer’evič Griškovec.

Opere letterarie russe: ecco quelle da leggere… e rileggere

Opere letterarie russe

Una volta avuta una panoramica sugli scrittori, è ora di pensare ai libri russi più belli. Ecco allora una lista di 10 libri da scoprire, leggere… e rileggere. Siamo sicuri, infatti, che questi capolavori entreranno nel vostro DNA tanto da finire per diventare opere essenziali da avere in libreria.

“La morte dell’impiegato”  di Anton Čechov

Čechov si manifesta in questo romanzo pubblicato nel 1883 come un autore attentissimo alla psiche dei suoi personaggi dei quali vuole condividere (e mutare) i punti di vista. Più che un romanzo, si tratta di un racconto; ma nelle poche pagine del testo originale di Čechov emerge una condizione esistenziale comune al popolo russo fatta di volontà di fuga e riscatto ma anche di assuefazione e paura.

“Anna Karenina” di Lev Tolstoj

Il libro, pubblicato per la prima volta nel 1877 (è vero, si tratta del XIX secolo e non del XX secolo – come avevamo anticipato – ma di fronte a capolavori del genere l’anno di pubblicazione non conta) è forse l’opera più conosciuta della letteratura russa tanto da essere definita da Fëdor Dostoevskij: “in quanto opera d’arte è la perfezione… e niente della letteratura europea della nostra epoca può esserle paragonato”.

Ambientato nel mondo dell’aristocrazia russa di fine secolo, il romanzo di Tolstoj è la narrazione in parallelo delle vite e degli amori di un gruppo di personaggi legati tra loro da vincoli di parentela e amicizia a partire proprio da Anna, moglie senza amore dell’ufficiale governativo Karenin.

Passione ed amore, vincoli e leggi di costume di intrecciano in una stesura che non lascia spazio a interruzioni e che si manifesta come attualissima (ed amatissima) anche due secoli dopo.

“Delitto e castigo” di Fedor Dostoevskij

Delitto e castigo, anche questo di fine ‘800, è probabilmente il romanzo più famoso di Fedor Dostoevskij.

La storia è incentrata sul dilemma morale di un ex studente alle prese con la domanda se sia o meno “una creatura tremante” e “abbia il diritto” di uccidere. Inizia con l’assassinio di una vecchia usuraia, convinto che questa sia una azione morale, ma poi si arrende alla polizia a causa dell’angoscia morale scaturita da quel gesto violento.

Un viaggio in una San Pietroburgo decrepita bensì ancora attuale e nell’animo umano: tormentato e voglioso di riscatto.

 “Morfina” di Michail Bulgakov

Questo racconto, scritto nel 1927 si ispira alla vita dello scrittore ed ha come protagonista il dottor Bomgard che riceve da un collega, il dottor Poljakov, il suo diario in cui racconta la dipendenza dalla morfina.

La droga, così, diventa metafora dei sentimenti nella popolazione russa emersi in seguito ai fatti storici della Rivoluzione D’Ottobre. Per l’autore a questi non c’è stata alcuna reazione, se non quella di restarne assuefatti.

Un testo, dunque, in cui tra le righe emerge la condizione del popolo russo e che serve a comprendere l’entità reale dei fatti storici studiati sui libri di scuola; un po’ come entrare davvero in contatto con l’anima russa attraverso le pagine di un libro.

“Guerra e Pace” di Lev Tolstoj

Si tratta senza dubbio di uno dei capolavori della letteratura russa e mondiale ed è un obbligo morale inserirlo in questa carrellata di opere. Il romanzo di Tolstoj offre al lettore vari livelli di interpretazione, lettura ed interesse: si parla dell’amore, si parla della guerra, si parla dell’Italia (con Genova e Lucca già presenti nell’incipit del libro).

In epoca sovietica è stato il testo più pubblicato, con oltre 360 ​​milioni di copie stampate in 312 edizioni.

 “Il cappotto” di Nikolaj V. Gogol’

In una società rigidamente ripartita in classi sociali si muove il funzionario pubblico Akakij Akakievic, elemento di rottura con la cultura dominante. Un anti-eroe che subisce quella che viene denominata giustizia umana mentre anela alla giustizia divina che, però, non arriva mai.

La vicenda narrata inizia dall’acquisto di un cappotto da parte del protagonista che – però – ne viene presto derubato; gesto che gli procurai tanta disperazione da condurlo alla morte. Da quel giorno il suo fantasma vaga per le vie di Pietroburgo a derubare i passanti dei loro cappotti.

 “Il sogno di un uomo ridicolo” di Fëdor Dostoevskij

“Sono un uomo ridicolo, adesso poi dicono che sono pazzo”.  Il manifesto del pensiero esistenzialista russo moderno messo su carta da un grande autore: Dostoevskij.

Il testo, dal carattere estremamente teatrale, narra le vicende di un uomo che, decidendo di suicidarsi, si addormenta davanti alla rivoltella e sogna il suicidio e la vita dopo la morte.

Con questo escamotage letterario l’autore ci racconta come l’umanità si sia rovinata per sempre.

“L’idiota” di Fëdor Dostoevskij

L’intento di Dostoevskij in questo romanzo del 1869,  è quello di raccontare le vicende esistenziali di un uomo buono: il principe Myškin che si trova coinvolto nelle torbide vicende di un gruppo di personaggi tra Mosca e San Pietroburgo.

Un Cristo moderno, sceso in Russia per svelare la condizione dell’umanità e la sua mancanza di speranza. Nel romanzo compaiono alcuni temi ricorrenti nelle opere dell’autore: la ricerca di una giustizia divina, la profonda visione cristiana della vita, la colpa e la possibilità della redenzione individuali.

 “Lolita” di Vladimir Nabokov

Vladimir Nabokov pubblica il suo più celebre romanzo, Lolita, nel 1955. Il romanzo, narrato in prima persona, ripercorre la passione malsana tanto da diventare maniacale di un uomo maturo, il professore trentasettenne Humbert, per Dolores, figlia dodicenne della moglie.

Un romanzo che ha creato scandalo; infatti, è stato a più riprese rifiutato dalle case editrici americane.

“Una giornata di Ivan Denisovich”, di Aleksandr Solzhenitsyn

Una giornata di Ivan Denisovich, pubblicato per la prima volta nel 1962, occupa ora un posto centrale nello studio della letteratura del XX secolo.

Il libro racconta la storia di un giorno nella vita di Ivan Denisovich Shukhov, un prigioniero in un campo di concentramento sovietico. La pubblicazione del libro (sulla rivista “Novyj mir”, “Nuovo mondo”) fu straordinaria, perché era la prima volta che le repressioni di Stalin venivano descritte apertamente e per questo creò un certo scalpore tra pubblico e critica.

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