Lo “Scenario 3” e cosa ci aspetta – Sul Coronavirus, dal Post

È andata a finire che il governo ha emesso un nuovo decreto, come vi avevamo anticipato nella scorsa newsletter. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ne ha illustrato sommariamente i contenuti nel corso di una conferenza stampa tenuta con mascherina nel cortile di Palazzo Chigi domenica sera. Ieri, lunedì, il DPCM è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e resterà in vigore fino al prossimo 13 novembre.

Il decreto prevede che bar e ristoranti possano rimanere aperti dalle 5 alle 24, se il consumo avviene ai tavoli, altrimenti solo fino alle 18, mentre non ci sono vincoli per le consegne a domicilio. Se andate al ristorante, però, non potete prenotare un tavolo per più di sei persone.

Per le scuole non ci sono particolari cambiamenti: si prosegue in presenza, ma per le superiori viene richiesto di favorire ingressi flessibili, e comunque non prima delle 9 del mattino: dovrebbe essere da domani, ma non è chiaro come gli istituti potranno garantirlo, considerato che l’orario d’ingresso si intreccia a quello dei mezzi pubblici, specialmente nei luoghi di provincia. Sono sospesi i convegni e le competizioni sportive dilettantistiche, così come sono vietate le sagre e le fiere locali (le manifestazioni fieristiche invece si possono tenere). Qui trovate il resto.

“Scenario 3”
Non è chiaro quanto il governo abbia basato il proprio decreto sul documento “Prevenzione e risposta a COVID-19”, un dettagliato e lungo documento pubblicato lo scorso 12 ottobre dal ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità che descrive gli scenari, e fornisce consigli sul da farsi, con la progressiva diffusione della pandemia da coronavirus.

Se non ne avete mai sentito parlare siete in buona compagnia: il documento non aveva ricevuto particolare attenzione al momento della sua pubblicazione. Consultandolo e confrontando l’attuale situazione con quelle ipotizzate nel testo, attualmente l’Italia sembra trovarsi nello “Scenario 3” (su 4), descritto come una “situazione di trasmissibilità sostenuta e diffusa con rischi di tenuta del sistema sanitario nel medio periodo”. In queste condizioni “la crescita del numero di casi potrebbe comportare un sovraccarico dei servizi assistenziali entro 2-3 mesi”. 

Facendo riferimento al periodo attuale e alla classificazione del rischio prevista nello “Scenario 3”, diverse regioni sembrano essere entrate in una fase di rischio alto/medio alto.

Il documento consiglia di:
• semplificare e potenziare i sistemi per fare il tracciamento dei contatti;
• isolare più efficacemente i positivi tenendoli insieme in luoghi separati dagli altri;
• offrire strutture, come alberghi, per migliorare l’isolamento;
• rivedere le politiche di offerta dei tamponi, effettuandoli su casi sospetti, contatti stretti, contatti a rischio e con priorità per i soggetti sintomatici;
• istituire zone rosse se necessario;
• chiudere scuole e università, limitare la mobilità tra le regioni e nei loro confini, se si raggiunge un rischio alto.

È importante ricordare che il documento sugli scenari non contiene obblighi nei confronti del governo, che agisce in autonomia e in base alle leggi e tenendo conto delle consulenze del Comitato tecnico scientifico. Inoltre, diverse indicazioni riguardano in primo luogo i governi regionali, che mantengono forti autonomie in tema di salute pubblica. 

Il documento, scrivono i suoi autori, deve essere considerato “una ‘cassetta degli attrezzi’ per le autorità di sanità pubblica impegnate nella risposta all’epidemia”. Al momento, il governo ha reputato di non utilizzare alcuni di quegli attrezzi.
 

Regioni
A proposito di restrizioni, alcune regioni si stanno attivando per imporre un coprifuoco e aggiungere quindi alcune limitazioni a quelle già previste dal decreto. La Regione Lombardia ha avviato ieri un confronto con il governo per imporre una chiusura generalizzata tra le 23 e le 5 del mattino. A provvedimenti analoghi sta lavorando la Regione Campania, mentre in Piemonte si valutano restrizioni per le attività commerciali e la didattica a distanza alle superiori. Le scelte sono ancora in fase di definizione nel momento in cui vi scriviamo. 

L’ATS di Milano non riesce più a tracciare tutti i contagi.

Terapie intensive
Secondo l’ultimo bollettino della Protezione Civile, nei reparti di terapia intensiva ci sono 870 persone ricoverate per COVID-19. L’aumento dei ricoveri per i pazienti con sintomi gravi è stato piuttosto marcato negli ultimi giorni. Diverse regioni stanno lavorando per aumentare i posti letto, ma con qualche problema di coordinamento con il governo. La situazione è per ora sotto controllo, ma non va trascurata, considerato il crescente numero di ricoveri.

L’editoriale del direttore della Stampa, Massimo Giannini, dalla terapia intensiva.

Sicilia
In Sicilia, intanto, ci sono quattro “zone rosse” per provare a contenere il contagio, mentre si lavora a un piano di potenziamento per gli ospedali.

Immuni europea
A partire da ieri, Immuni rileva e segnala eventuali esposizioni al coronavirus anche quando ci si trova in Germania e in Irlanda. L’applicazione ha infatti attivato il sistema di interoperabilità previsto dall’Unione Europea per fare in modo che applicazioni diverse per il tracciamento dei contatti possano dialogare tra loro. Se “interoperabilità” ha colto la vostra attenzione, qui c’è una spiegazione.

Cosa comporta una crescita “esponenziale” dei contagi 📈

Dal mondo
🇨🇭 In Svizzera non mancano le preoccupazioni: i casi di coronavirus sono in forte aumento, ci sono sempre più ricoveri e mancano regole comuni su mascherine e distanziamento.
🇧🇪 In Belgio sta andando molto male: tra il 10 e il 16 ottobre c’è stata una media di circa 8.400 nuovi casi al giorno, con un aumento del 69 per cento rispetto alla settimana precedente. Il ministro della Salute Frank Vandenbroucke ha detto che il paese rischia di essere travolto da uno «tsunami» di contagi e ha definito la situazione del paese come «la peggiore di tutta Europa».
🇮🇪 L’Irlanda è il primo paese dell’Unione Europea a imporre un nuovo lockdown: inizierà domani e durerà sei settimane, ma le scuole rimarranno aperte perché considerate attività essenziali.
🇮🇱 Israele, invece, sta uscendo dal secondo lockdown.

Place de la Concorde sotto il coprifuoco, 17 ottobre 2020 (La Presse/AP Photo/Lewis Joly)

Anziani
Mentre prosegue la sperimentazione di decine di vaccini contro il coronavirus, i ricercatori invitano a non sottovalutare un particolare: se e quando sarà approvato, un vaccino difficilmente si rivelerà efficace nelle persone anziane quanto in quelle più giovani. E non sarà un problema di poco conto, considerato che proprio gli anziani sono più a rischio nel caso in cui sviluppino i sintomi della COVID-19.

La minore efficacia dei vaccini negli anziani è nota da tempo ed è legata ai processi di invecchiamento, che portano il sistema immunitario a essere meno reattivo alle minacce che provengono dall’esterno come virus e batteri. Il fenomeno, noto come “immunosenescenza”, riguarda anche i vaccini, che vengono somministrati per indurre una risposta immunitaria senza il rischio di ammalarsi. C’è già chi sta lavorando ad alcune ingegnose soluzioni.

Noi ci sentiamo venerdì, senza perquisizioni. Ciao!

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