Mese Mariano: 13 Maggio 2022

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13. MARIA PROTOTIPO DI OGNI CREDENTE

«La Madre del Verbo Incarnato è nostra sorella per vincoli di natura». Paolo VI

Per disegno divino l’umanità stessa ha dovuto offrire amorosamente a Dio quella umanità – corpo e sangue – mediante la quale in concreto ci ha riscattato. Nel tessuto della storia catastrofica vissuta dagli uomini dopo la caduta, Dio traccia una storia di salvezza e sceglie un popolo eletto dal quale dovrà poi nascere il Salvatore. Alla pienezza dei tempi tutto il popolo eletto si compendia in una persona sola: la Vergine di Nazareth. Ella però non è soltanto il simbolo del popolo eletto, ma in lei si concretizza il congiungimento dell’Antica con la Nuova Alleanza. Maria diventa il Vertice dell’Attesa e insieme il Vertice della Realizzazione messianica. Perciò l’Angelo la saluta: «Piena di Grazia».
Maria incarna e porta a compimento la secolare attesa messianica del suo popolo ed è l’erede privilegiata della speranza d’Israele. Tutta la sua esistenza è una preparazione radicale alla venuta di Cristo; attesa di fede, attesa di preghiera – con la quale presenta all’Altissimo le istanze, le aspirazioni, il grido di tutta l’umanità – attesa operosa nella piena disponibilità di tutto il suo essere al servizio di Dio. Si potrebbe dire che inizia subito quella funzione di «mediatrice» di salvezza, che l’amorosa bontà di Dio le ha assegnato.
Se Dio la privilegia di una missione mirabile e straordinaria, esige anche da lei un impegno eminente di fede e di sacrificio incondizionati durante tutta la sua vita ed in particolare sul Calvario. È qui infatti che la Madre dei credenti vien messa a durissima prova. Cristo, sul quale si posava la promessa d’una regalità immortale, stava morendo crocifisso, apparentemente senza alcuna speranza.
Se la mano d’un angelo fermò quella di Abramo, nessuna mano celeste fermava quella dei crocifissori e il Cristo si sentiva abbandonato addirittura dallo stesso Padre suo! A Maria viene chiesto, nonostante tutto, di abbandonarsi al Mistero e di credere fermamente in piena adesione a Dio, per se stessa e per tutta l’umanità. Maria credette e sperò contro ogni speranza! Così divenne il prototipo di ogni credente. Sul Calvario ella è divenuta il modello della vera vita cristiana e l’ideale della piena adesione a Cristo.
La forza incrollabile di Maria deriva dalla trasformazione che la Redenzione ha operato nella creatura umana con l’offerta del Sangue di Cristo. Ella è la perfetta immagine dell’uomo salvato da quel Sangue, in lei si attua in pieno il progetto dell’Amore di Dio per l’umanità, in lei appare in chiara luce la dignità e la grandezza dell’uomo redento e vivente nella Chiesa, perchè ha vissuto ed anticipato ciò che ogni cristiano è chiamato ad essere.
Il più fedele ritratto di Maria, prototipo di ogni credente, lo si può trovare solo nel Vangelo, che la presenta in poche pennellate; un ritratto fedele e sublime che si deve attribuire senz’altro all’ispirazione divina. Alla sua personalità, così avvincente, hanno guardato tutte le generazioni dei santi per ricevere luce ed aiuto nel cammino della perfezione. Paolo VI, nella Marialis Cultus, ha così elencato le «virtù solide evangeliche» di Maria, proponendole non solo all’ammirazione, ma anche all’imitazione degli uomini del nostro tempo: «Fede ed accoglienza docile della Parola di Dio, obbedienza silenziosa ed operosa, umiltà schietta, carità sollecita, sapienza riflessiva, pietà verso Dio, alacre nell’adempimento dei doveri religiosi, riconoscente dei favori ricevuti, offerente nel Tempio, orante nella Comunità apostolica, fortezza nell’esilio e nel dolore, povertà dignitosa e fidente in Dio, vigile premura verso il Figlio dalla umiliazione della culla fino alla ignominia della croce, delicatezza previdente, purezza verginale, forte e casto amore sponsale».
Il Pontefice così conclude: «Di queste virtù della Madre si onoreranno i figli, che, con tenace proposito, guardano i suoi esempi per riprodurli nella loro vita. Tale progresso nella virtù apparirà conseguenza e già frutto maturo di quella forza pastorale che scaturisce dal culto verso la Vergine».
O Maria, tu sei entrata intimamente nella storia della salvezza e ne riverberi tutto il fulgore di fede, e ci chiami al Figlio tuo e al suo Sangue sparso con fuoco d’amore: aiutaci a progredire, cercando e seguendo in ogni cosa la volontà del Padre.

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