Mese Mariano: 22 Maggio 2021

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22. MARIA NELLA NOSTRA FAMIGLIA

«Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia». Lc. 2,51-52

Quando si parla della famiglia cristiana il pensiero corre subito alla Casa di Nazareth. Paolo VI, nel suo viaggio in Terra Santa, preso da nostalgica dolcezza, disse in questa cittadina: «Come volentieri vorremmo tornare fanciulli e metterci a quest’umile e sublime scuola di Nazareth e ricominciare la vita vicino a Maria! La Casa di Nazareth è la scuola che ci inizia a comprendere la vita di Gesù, ci insegna a vivere la vita di famiglia in comunione di bellezza, di amore, di intimità inviolabile! ».
Maria e Giuseppe, uniti nella fede e nella preghiera, pronunciano ubbidienti un perenne sí a Dio in ogni circostanza e portano a compimento la loro grande missione. Essi sono vissuti realmente l’una per l’altro; il loro casto amore è andato sempre più crescendo, tanto da poter affermare con certezza che mai sposa fu amata dal marito come Maria e nessun marito fu tanto amato come Giuseppe da Maria. Nessuno al mondo fu veramente figlio, né mai lo sarà, come lo fu Gesù e certamente egli amò Maria e Giuseppe come mai altri figli hanno amato i loro genitori. In tutti e tre poi si attua all’unisono il fine principale per cui la Famíglia di Nazareth è stata voluta dal Padre: la salvezza dell’umanità. All’annuncio del grande Mistero che si sta compiendo in lei, Maria, piena di trepidazione e traboccante di gioia, corre a farne partecipe la cugina Elisabetta, perché non può trattenere per sé sola la Buona Novella: la Redenzione è vìcìna! Ma non passa molto tempo che la terribile profezia di Simeone trafigge come una spada il suo cuore e rompe quell’idillio che lo aveva colmato nella capanna di Bethlem. È un duro richiamo alla realtà della sua missione: quel Bambino è nato per l’umanítà, egli è il Salvatore, Luce venuta ad illuminare tutte le genti, che sarà immolato per tutti. Nella Famiglia di Nazareth si delinea già la tragedia del Calvario! Maria sa di essere Madre e Corredentrice, associata per sempre alla vita del Figlio in un continuo olocausto.
Hanno inizio di qui i lunghi anni della vita nascosta nella povera Casa di Nazareth, che l’Evangelista, con tocco semplice ed ispirato, tratteggia con queste brevissime parole: «Stava loro sottomesso… Cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e davanti agli uomini». Con queste parole cala sulla vita della Sacra Famiglia il velo del silenzio fino alle Nozze di Cana, quando Gesù ha trent’anni. Non occorre però fantasticare molto per comprendere che Maria, durante tutti questi anni, si è comportata da vera madre, come tutte le madri del suo popolo, dedicandosi interamente alle cure domestiche, proprie della donna capace di comandare e di accogliere con semplicità la sottomissione del Figlio-Dio. Ovviamente la sua psicologia femminile era ricca di intuizione, d’inventiva e di delicatezze nei momenti difficili. Come la più perfetta delle mamme, ella si dimostrò anche perfetta educatrice, formando Gesù ad affrontare la vita. Ella vede in lui riprodursi i propri lineamenti nella fisionomia umana e spirituale. Gesù è un vero essere umano e va da sé ch’egli dev’esse¬re allevato ed educato come tale da Maria e da Giuseppe. Ne consegue che i caratteri salienti della Natura Umana di Gesù sono tributari alla fisionomia umana e alle virtù di Maria, come ogni altro uomo. Nel Cristo si trovano i caratteri della Madre, perchè l’azione di Maria non è limitata all’Incarnazione, ma si protrae nell’esercizio concreto della maternità, che consiste nel tirare su il bambino e farne un uomo. L’infanzia, l’adolescenza, la maturità di un figlio sono misteri che una madre non dimentica giammai e l’Evangelista dice che «Maria conservava tutte queste cose nel suo cuore».
I primi balbettii di Gesù e il dolce appellativo di mamma sono riservati a lei. Quale sussulto nel suo cuore e quale motivo di meditazione e di estasi per lei: Dio che la chiama teneramente «mamma»!
Ovviamente, anche se l’atmosfera familiare è impregnata precipuamente dalla presenza materna, che avvolge e riscalda tutti coloro che là dentro vivono, a questa vita ha partecipato in modo attivo Giuseppe. Egli è 1’uomo giusto prescelto da Dio come sposo, e custode della Vergine, come padre putativo del Figlio di Dio e capo della Famiglia di Nazareth.
Anch’egli con Gesù e con la Vergine ha vissuto la persecuzione, l’esilio, la povertà, il lavoro e il dolore.
Meditando sul quadro sublime della Famiglia di Nazareth a nessuno sfugge il profondo contrasto con la famiglia della nostra società. È impossibile nascondersi che, nella maggior parte delle famiglie, oggi regna un completo sfacelo. Nascono le tensioni, non sempre dovute a cause economiche, sociali e demografiche, ma per lo più al perenne conflitto con le nuove generazioni e per il rapporto tra uomo e donna. Esso è oscurato dalla poligamia di fatto, dalla piaga del facile divorzio, dal cosiddetto libero amore. L’amore coniugale è profanato dall’egoismo, da una relazione puramente carnale, dalla infedeltà coniugale, dagli usi illeciti contro la generazione, dalla soppressione dei figli ancor prima di nascere, dalla emarginazione degli anziani. Tutto ciò si ripercuote sull’educazione dei figli, che insoddisfatti dell’ambiente familiare e delusi, si danno alla contestazione, alla droga e fuggono da casa. Ecco il messaggio della Famiglia di Nazareth alla famiglia d’oggi: Sia la vostra casa una piccola chiesa «dove regni fede e preghiera»; non dimenticate la corona «dolce catena che rannoda a Dio» e rinsalda la comunione familiare. Non fate del male ai vostri figli, anche a quelli che sono ancora nel seno materno. Non li educate a furia di strilli e percosse, ma col vostro esempio, con pazienza ed amore. Ragionate con loro, riflettendo che per essi la vita si apre con prospettive diverse dalle vostre. Il mondo cammina e non si è fermato ai vostri tempi lontani. Dimostrate di aver tanta fiducia nei vostri figli; non intralciate in essi il piano di Dio, che a volte li chiama al suo servizio proprio quando state facendo sogni e progetti per il loro avvenire. La chiamata di Dio è un dono che non li strappa al vostro affetto.
Par che dica la Vergine: il mio Gesù nel tempio fu preso tra le braccia di due vegliardi: Simeone ed Anna, che gioirono al suo contatto e furono lieti di morire dopo averlo stretto al cuore. Ebbene, date ai vostri anziani la gioia di stringere al cuore i loro nipotini, non li chiudete nelle così dette “Case di Riposo”, teneteli in famiglia. Tra gli anziani ed i piccoli si intreccia una unione intima di amore e comprensione davvero meravigliosa!
Infine dal Vangelo, dove si narra il miracolo delle Nozze di Cana, col quale Gesù tramutando l’acqua in vino, simbolo del suo Sangue, elevò il matrimonio a sacramento, ci giunge un altro messaggio da Maria. Sono le ultime sue parole che troviamo scritte nel libro santo: «Fate quello che egli vi dice!» A tutte le famiglie d’oggi, la Vergine dice: «Non scacciate Gesù dalla vostra casa, fate quello ch’Egli vi dice e sarete felici».
Con il Sangue Prezioso che il Figlio tuo ha preso da te, o Madre, aspergi la nostra famiglia; con le gocce del suo Costato trafitto segna le nostre case, perchè la nostra vita familiare sia ricca di virtù a imitazione della santa Famiglia di Nazareth

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