Mondragone: Schiappa ha ospitato illustri relatori sulla Costituzione

Al Museo “B.Greco” il convegno sul 70° anniversario della nostra Legge fondamentale. Interventi di Chieffi, Zaza d’Aulisio, Scognamiglio, Giaquinto, Smirne e Di Rienzo

MONDRAGONE (Raffaele Raimondo) – Nel pomeriggio di ieri, 25 gennaio, «presso il museo civico archeologico “Biagio Greco” si è tenuto il convegno “La Costituzione compie 70 anni”. Hanno preso parte all’iniziativa il sindaco, Giovanni Schiappa, l’assessore comunale alla Cultura, Lucia Smirne, il direttore del Dipartimento di Giurisprudenza e docente di Diritto costituzionale presso l’Università degli Studi della Campania Lorenzo Chieffi, il presidente della Società di Storia Patria, Alberto Zaza d’Aulisio, il consigliere d’amministrazione dell’Università degli Studi della Campania, Gaetano Scognamiglio, il consigliere provinciale Stefano Giaquinto. Ha moderato il convegno il portavoce del sindaco e dell’Amministrazione comunale, Salvatore Di Rienzo. Il prof Chieffi – a margine dei lavori – si è complimentato per l’iniziativa, affermando che “è raro trovare Comuni che hanno la sensibilità di promuovere la conoscenza della Carta costituzionale, specie celebrandone il 70esimo anniversario”. Il primo cittadino Giovanni Schiappa ha invece sottolineato l’importanza di ospitare un costituzionalista del livello di Lorenzo Chieffi, che si fa promotore di una sensibilità, rispetto al tema, assolutamente da riscoprire. Qualcuno ha notato che Chieffi era alla sua prima uscita pubblica in un convegno, dopo il cambio di denominazione da SUN ad Università della Campania».

Fin qui l’essenziale della notizia che però si presta ad alcune utili estensioni osservative.  Diciamole. La ricorrenza del 70° della nostra Carta costituzionale cadrà esattamente alla fine del prossimo dicembre (se si fa capo all’approvazione del sudato testo-base della Repubblica Italiana) oppure il 1° gennaio 2018, se invece se ne vorrà celebrare l’entrata in vigore: dunque, la decisione di organizzare il convegno va ritenuta come un impulso di partenza, come l’inizio di un più vasto dibattito che dovrebbe sfociare in una serie di appuntamenti ampiamente allargati alla cittadinanza, alle istituzioni scolastiche in cui sorge l’istruzione civica di base delle giovani generazioni e a tutti i poli associativi e culturali della città. Impossibile pensare che il confronto di mercoledì 25 gennaio abbia sprigionato tutte le potenzialità che prometteva! Infatti il sindaco ha ribadito la grande opportunità di “riscoprire” il “dettato” costituzionale. D’altro canto, l’intervento di un illustre giurista, qual è Chieffi, postula per i mesi a venire il bisogno di una proiezione che vada oltre la dottrina accademica e consenta una semplificazione della rilettura-interiorizzazione della lettera e dello spirito della Carta, il cui orizzonte civile e democratico possa essere ben còlto pure dagli scolari o da persone con debole bagaglio informativo. In questo senso sarebbe auspicabile, ove non ancora stabilito, che l’avv. Zaza d’Aulisio impegni la Società di Storia Patria nella produzione di agili documentazioni cartacee e digitali che concorrano a diffondere la sensibilizzazione in merito nell’intera Terra di Lavoro.

In conclusione, due estensioni osservative “fuori tema”. L’una riguarda la presenza al convegno del consigliere provinciale Giaquinto (finora responsabile della viabilità tradizionalmente di competenza dell’Ente di Corso Trieste): ebbene ci auguriamo che, per giungere a Mondragone, abbia percorso arterie statali, altrimenti avrebbe “rischiato” come capita ogni giorno a tutti gli utenti che s’avventurano sulle strade provinciali da terzo mondo che si ramificano nel Basso Volturno. L’altra attiene al nome Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” che la SUN (Seconda Università di Napoli), dopo 25 anni dalla sua nascita, ha assunto a decorrere dal 23 novembre 2016: triste constatare che il toponimo “Caserta” non appare affatto nella nuova denominazione (a tutto vantaggio del genio che progettò la Reggia); ancora più triste

ipotizzare che in nessuna provincia d’Italia un ateneo soffra della frammentazione sul territorio dei Dipartimenti attivati e delle precarietà strutturali ed infrastrutturali che purtroppo sussistono nel casertano. Sì, dobbiamo ricordare che noi non siamo né Parthenope, né Hippocratica Civitas e nemmanco il Samnium.

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