Omaggio a Marilyn Monroe, la diva avrebbe compiuto 90 anni, oggi 1° giugno

 

2.jpg

Sua madre soffre di disturbi psichici, il padre “non è dichiarato” forse subisce violenza sessuale a dieci anni. Sono le premesse di una vita disordinata e difficile. Poi c’è la futura diva, che arriva alla Fox e viene usata in piccole parti. Fino al 1950 quando John Huston le attribuisce qualche posa in più in Giungla d’asfalto. Zanuck, gran capo della Fox, una sera la vede a un party circondata da tutti e domanda chi sia quella ragazza. Gli rispondono che è una sua dipendente. “Se è protagonista a una festa lo è certamente anche nei film“. Marilyn esplode in Niagara. La camminata, di spalle, mentre si allontana dalla macchina, ha decretato il suo successo. Da quel momento interesserà i maggiori registi americani, soprattutto quelli della commedia: Wilder (Quando la moglie è in vacanza, A qualcuno piace caldo), Hawks (Gli uomini preferiscono le bionde), Cukor (Facciamo l’amore). Ma la Marilyn più vera è quella di Fermata d’autobus, pieno di citazioni autobiografiche, come il successo voluto ad ogni costo: oppure quella battuta storica “gli uomini si sono interessati a me da quando avevo dodici anni”. Sposa un mito americano dello sport, Joe Di Maggio, dura poco. Sposa un mito americano della letteratura, Arthur Miller, unione molto difficile, come sempre. Forse è amica del presidente Kennedy, e anche di suo fratello Bob. Insomma il solito disastro privato. Miller le scrive “addosso” Gli spostati, un’opera affascinante ma troppo letteraria. Sarà il suo ultimo film. Marilyn era molto dotata, cantava e ballava e toglieva la scena a vere cantanti e ballerine. Formosa, forse volgare, stupidina e ingenua, (nella vita come sul set) fuori dal proprio tempo e da tutti i tempi, Marilyn Monroe ha rappresentato inconsapevolmente una figura buona per tutti i sogni e per tutti i marketing. Molti libri di cinema, o sulle donne, o sulle icone, sintetizzando per la copertina una sola immagine, hanno scelto Marilyn. Piaceva agli occidentali, come ai mediorientali o ai cinesi che non l’avevano mai vista. Ha creato un precedente per sempre, quello sessuale, che è molto importante. Naturalmente.

“Con lei gli americani scoprirono che il sesso poteva avere il sapore di un cono gelato”. Le parole di Norman Mailer sono per ricordare l’apporto erotico popolare dell’unica vera diva del cinema americano del dopoguerra: Marilyn Monroe. L’interprete di Niagara e A qualcuno piace caldo nacque proprio 90 anni fa, il 1° giugno 1926, a Los Angeles. Quel neo sopra la guancia sinistra, le labbra tumide e colorate di rossetto rosso, i capelli biondo platino, e quella gonna bianca che si alza quasi fin sopra la testa mostrando due paia di mutandine, più dalle foto dal set che dalla sequenze vere e proprie di Quando la moglie è in vacanza quando l’attrice passa sopra una grata, sono i tratti distintivi di un’icona sexy letteralmente intramontabile. Mai del tutto serena e completamente felice, depressa e ansiogena, matrimoni, amanti, psichiatri, governanti e microspie a inseguirla fin dentro al letto, Marilyn è destinata all’eternità del mito anche per via di una fine orrenda: il celebre e mai chiarito suicidio da barbiturici del 5 agosto 1962 nella sua casa di Brentwood, quando da quelle parti in quelle ore bazzicavano stranamente il ministro della giustizia di allora Bob Kennedy, il dottor Ralph Greenson e l’attore parente di JFK, Peter Lawford, oltretutto membro del Rat Pack del mai limpidissimo Frank Sinatra. Di Marilyn si ricordano parecchi aspetti professionali, soprattutto tante sequenze di film, ma la sua vita fu costellata nella vita privata di eccezionalità ed eccentricità, rinunce ed amori, episodi tragici, buffi ed eclatanti. Ne ricordiamo sette poco raccontati e descritti se non in qualche buona biografia per una carriera cinematografica durata nemmeno tredici anni (da Scudda Hoo!Scudda Hay! – 1947 – a The Misfits – 1961 – e all’incompleto Something’s Got to Give – 1962).

 

1.jpg3.jpg4.jpg5.jpg

0 Comments

No comments!

There are no comments yet, but you can be first to comment this article.

Leave reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *