Papa Francesco: “Persecuzioni contro cristiani sotto occhi e nel silenzio di tutti”

Nell'omelia della messa per la festa dei Santi Pietro e Paolo, Bergoglio ha denunciato nuovamente l'indifferenza del mondo davanti al tragico destino dei credenti in diversi Paesi

CITTA’ DEL VATICANO – Papa Francesco ha ricordato oggi “le atroci, disumane e inspiegabili persecuzioni, purtroppo ancora oggi presenti in tante parti del mondo, spesso sotto gli occhi e nel silenzio di tutti”. Lo ha fatto nell’omelia della messa per la festa dei Santi Pietro e Paolo, celebrata, nella Basilica Vaticana, con 46 nuovi arcivescovi metropoliti di tutto il mondo (ai quali ha consegnato il ‘pallio’), eletti negli ultimi 12 mesi, presente una delegazione del patriarcato ecumenico di Costantinopoli, guidata dal metropolita di Pergamo, Giovanni Zizioulas, accompagnato dal metropolita di Silyvria Maximos e da padre Heikki Huttunen, della chiesa ortodossa di Finlandia.

La sua nuova denuncia dell’indifferenza del mondo davanti al destino tragico di tanti cristiani in diversi paesi, Bergoglio l’ha pronunciata commentando gli Atti degli Apostoli che parlano “della prima comunità cristiana assediata dalla persecuzione: una comunità duramente perseguitata da Erode che fece uccidere di spada Giacomo, fratello di Giovanni e fece arrestare anche Pietro? Lo fece catturare e lo gettò in carcere”. “Vorrei oggi venerare – ha detto il Papa – il coraggio degli Apostoli e della prima comunità cristiana; il coraggio di portare avanti l’opera di evangelizzazione, senza timore della morte e del martirio, nel contesto sociale di un impero pagano; venerare la loro vita cristiana che per noi credenti di oggi è un forte richiamo alla preghiera, alla fede e alla testimonianza”.

 “Le catacombe non erano luoghi per sfuggire alle persecuzioni ma erano, innanzitutto, luoghi di preghiera”, ha detto ancora Bergoglio sottolineando che gli apostoli hanno insegnato che “una Chiesa in preghiera è una Chiesa ‘in piedi’, solida, in cammino. Infatti – ha aggiunto – un cristiano che prega è un cristiano protetto, custodito e sostenuto, ma soprattutto non è solo”. Ha anche invitato a saper vedere gli “angeli”, a non lasciarli “fuori della porta”.

“La testimonianza più efficace e più autentica – ha proseguito – è quella di non contraddire, con il comportamento e con la vita, quanto si predica con la parola e quanto si insegna agli altri. Non c’è testimonianza senza una vita coerente. Oggi non c’è tanto bisogno di maestri ma di testimoni coraggiosi, convinti e convincenti, che non si

vergognano di Cristo e della sua Croce né di fronte ai leoni ruggenti né davanti alle potenze di questo mondo”. Infatti, “un cristiano che prega è un cristiano protetto, custodito e sostenuto, ma soprattutto non è solo”.

 

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