Pasta, pasta e ancora pasta: tutto il mondo celebra il simbolo dell’Italia a tavola

Il World Pasta Day dell'alimento

di ELEONORA COZZELLA

Un ingrediente universale: il suo sapore si lega con facilità a diversi prodotti – pesce, verdure, formaggi, carni – e stili di cucina del mondo, il costo è accessibile, la produzione sostenibile, non trova preclusioni sulle tavole di popoli delle diverse religioni, si sposa anche a scelte vegetariane e vegane. La pasta è l’alimento democratico per eccellenza e quest’anno per celebrarla è stata scelta la città di San Paolo, in Brasile, capitale 2017 del World Pasta Day promosso dall’Ipo – International Pasta organisation.

Dopo le edizioni passate a New York (2009), Rio de Janeiro (2010), Roma (2011), Città del Messico (2012), Istanbul (2013), Buenos Aires, Milano (per Expo 2015) e Mosca nel 2016, quest’anno ci si sposta in Brasile, primo produttore di pasta del Sudamerica, con 1,2 milioni di tonnellate prodotte nel 2016, e un consumo pro capite di 6,1 chili. Qui arriveranno i delegati – produttori di tutti i Paesi, nutrizionisti, cuochi, esperti di alimentazione – di quella sorta di “Onu della Pasta” che è l’Ipo, che, sin dalla sua fondazione, nel 2005, si propone di promuovere il consumo di Pasta nel mondo e diffonderne la cultura.

Pasta, pasta e ancora pasta: tutto il mondo celebra il simbolo dell'Italia a tavola

Come piatto simbolo della Giornata della Pasta 2017 è stato scelto lo spaghetto al pomodoro che racconta meglio di tutti la magia della pasta e non a caso tra le emoticon sono gli spaghetti al pomodoro a rappresentarla. Ma poiché semplicità non vuol dire facilità, o peggio, banalità, i cuochi ricordano che si tratta di una ricetta “piena di insidie”: chi la cucina si deve confrontare con la memoria gustativa di un commensale che l’avrà già provata centinaia di volte.

E infatti anche un grande chef come Massimo Bottura in una recente intervista alla CNN ha ammesso che lo spaghetto al pomodoro perfetto è l’obiettivo forse irraggiungibile della sua carriera. Da italiano ha detto una grande verità.

· RICETTE DI #SPAGHETTI DEI GRANDI CHEF IN 140 CARATTERI

3  Gli  di @RibaldoneChef sono conditi con un salsa di risotto alla milanese 
4Gli  di @Nicolafossa sono con battuto di crudo di ostriche e cicale di mare, cetriolo, basilico e briciole tostate 
5Gli  di @Danielcanzian sono con limone basilico capperi e aji amarillo 
6Gli  cacio&pepe di @salvatass fatti come un tempo: non mantecati, il cacio resta “sabbioso” serviti nel tovagliolo 
E l’Italia si conferma paese pasta-lover in assoluto: leader non solo per produzione (con 3,2 milioni di tonnellate precediamo Usa, Turchia e Brasile), ma anche per consumi: con 23,5 kg pro capite nel 2016, ci piazziamo davanti a Tunisia (16 kg pro capite) e Venezuela (12 kg) e Grecia (11,2 kg). Seguono poi i paesi in cui il consumo pro capite oscilla tra i 7 e i 9 kg: Svizzera (9,2), USA e Argentina (8,8 kg) tallonati da Iran e Cile (8,5 kg).
Secondo una ricerca Doxa, in Italia la mangiano tutti (99%) in media 5 volte a settimana. Per il 46% è l’alimento preferito: gusto (fattore primo nella scelta della pasta), tenuta in cottura e la capacità di non rompersi quando la giriamo, sono gli elementi che costruiscono l’alchimia della pasta perfetta. Tra le altre iniziative in programma “Pastifici Aperti”. Fino al 28 ottobre i pastai aprono al pubblico le porte di sette impianti produttivi: Divella a Rutigliano (BA), Felicetti a Predazzo (TN), Barilla a Pedrignano (PR) e Foggia, Garofalo a Gragnano (NA), La Molisana a Campobasso e Rustichella d’Abruzzo a Pianella (PE).

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