PER LA FESTA DELLA MAMMA

In prossimità della festa della mamma Letteratitudini affronta l’argomento con poche parole, ma con un mondo d’amore e di poesia.

Non è importante l’età, il colore della pelle, la ricchezza: la mamma è sempre la mamma!

“Una mamma è una carezza che riempie il mondo d’amore”

https://www.facebook.com/matilde.maisto/videos/1213426856068336

 

Eccovi una carrellata di poesie dedicate alla mamma che sempre contemplano tutto l’amore  dei figli per  tutte le  “ Mamme nel mondo”.

Mamma
Se fossi un pittore,
dipingerei un quadro
con tutti i colori del creato.
Al centro metterei
un cuore tutto d’oro
e sotto scriverei:
Mamma, tu sei il più bel tesoro!  (Anonimo)

La madre

E il cuore quando d’un ultimo battito
avrà fatto cadere il muro d’ombra,
per condurmi, Madre, sino al Signore,
come una volta mi darai la mano.

In ginocchio, decisa,
sarai una statua davanti all’Eterno,
come già ti vedeva
quando eri ancora in vita.

Alzerai tremante le vecchie braccia,
come quando spirasti
dicendo: Mio Dio, eccomi.

E solo quando m’avrà perdonato,
ti verrà desiderio di guardarmi.

Ricorderai d’avermi atteso tanto,
e avrai negli occhi un rapido sospiro.(Giuseppe Ungaretti)

A mia madre

Ora che il coro delle coturnici
ti blandisce nel sonno eterno, rotta
felice schiera in fuga verso i clivi
vendemmiati del Mesco, or che la lotta
dei viventi più infuria, se tu cedi
come un’ombra la spoglia
(e non è un’ombra,
o gentile, non è ciò che tu credi)
chi ti proteggerà? La strada sgombra
non è una via, solo due mani, un volto,
quelle mani, quel volto, il gesto d’una
vita che non è un’altra ma se stessa,
solo questo ti pone nell’eliso
folto d’anime e voci in cui tu vivi;
e la domanda che tu lasci è anch’essa
un gesto tuo, all’ombra delle croci. (Eugenio Montale)

Lettera alla madre
<<Mater dulcissima, ora scendono le nebbie,
il Naviglio urta confusamente sulle dighe,
gli alberi si gonfiano d’acqua, bruciano di neve;
non sono triste nel Nord: non sono
in pace con me, ma non aspetto
perdono da nessuno, molti mi devono lacrime
da uomo a uomo. So che non stai bene, che vivi,
come tutte le madri dei poeti, povera
e giusta nella misura d’amore
per i figli lontani. Oggi sono io
che ti scrivo.>> – Finalmente, dirai, due parole
di quel ragazzo che fuggì di notte con un mantello corto
e alcuni versi in tasca. Povero, così pronto di cuore,
lo uccideranno un giorno in qualche luogo. –
<<Certo, ricordo, fu da quel grigio scalo
di treni lenti che portavano mandorle e arance,
alla foce dell’Imera, il fiume pieno di gazze,
di sale, d’eucalyptus. Ma ora ti ringrazio,
questo voglio, dell’ironia che hai messo
sul mio labbro, mite come la tua.
Quel sorriso m’ha salvato da pianti e da dolori.
E non importa se ora ho qualche lacrima per te,
per tutti quelli che come te aspettano,
e non sanno che cosa. Ah, gentile morte,
non toccare l’orologio in cucina che batte sopra il muro,
tutta la mia infanzia è passata sullo smalto
del suo quadrante, su quei fiori dipinti:
non toccare le mani, il cuore dei vecchi.
Ma forse qualcuno risponde? O morte di pietà,
morte di pudore. Addio, cara, addio, mia dulcissima mater.>>(Salvatore Quasimodo)

Se fossi pittore

Non sempre il tempo la beltà cancella
o la sfioran le lacrime e gli affanni:
mia madre ha sessant’anni,
e più la guardo e più mi sembra bella.

Non ha un accenno, un guardo, un riso, un atto
che non mi tocchi dolcemente il core;
ah, se fossi pittore,
farei tutta la vita il suo ritratto!

Vorrei ritrarla quando china il viso
perch’io le baci la sua treccia bianca,
o quando, inferma e stanca,
nasconde il suo dolor sotto un sorriso

Pur, se fosse il mio priego in ciel accolto,
non chiederei di Raffael da Urbino
il pennello divino
per coronar di gloria il suo bel volto;

vorrei poter cangiar vita con vita,
darle tutto il vigor degli anni miei,
veder me vecchio, e lei
dal sacrificio mio ringiovanita. (Edmondo De Amicis)

Supplica a mia madre  
E’ difficile dire con parole di figlio
ciò a cui nel cuore ben poco assomiglio.

Tu sei la sola al mondo che sa, del mio cuore,
ciò che è stato sempre, prima d’ogni altro amore.

Per questo devo dirti ciò ch’è orrendo conoscere:
è dentro la tua grazia che nasce la mia angoscia.

Sei insostituibile. Per questo è dannata
alla solitudine la vita che mi hai data.

E non voglio esser solo. Ho un’infinita fame
d’amore, dell’amore di corpi senza anima.

Perché l’anima è in te, sei tu, ma tu
sei mia madre e il tuo amore è la mia schiavitù:

ho passato l’infanzia schiavo di questo senso
alto, irrimediabile, di un impegno immenso.

Era l’unico modo per sentire la vita,
l’unica tinta, l’unica forma: ora è finita.

Sopravviviamo: ed è la confusione
di una vita rinata fuori dalla ragione.

Ti supplico, ah, ti supplico: non voler morire.
Sono qui, solo, con te, in un futuro aprile…( Pier Paolo Pasolini)

Mamma

L’amore vero che di più si sente,
che dentro il cuore è come una gran fiamma,
è uno solo, uno solamente:
l’amore che si sente per la Mamma.

Il nome Mamma, è il nostro pio riparo,
da ragazzetti, fino in sepoltura;
ed è speranza, vita e grande faro:
magico dono di Sacra Natura.

La Mamma è una persona cara e dolce,
che porta pace in questo mondo rìo…
ed è un toccasana, quando molce,
la vita all’uomo, dopo il Sommo Dio.

Mia Madre conta già ottantun’anno
ed è tuttora vispa, qual fanciulla,
sebbene ha conosciuto ogni malanno
d’una vita penosa, scialba e brulla.

E se per caso, d’Ella m’allontano,
assai ci soffro ed in mio cuore bramo:
presto ritorno, le bacio la mano,
e stiamo insieme, come frutto a ramo

È ancora presto, mamma!

È ancora presto,
mamma,
parlare d’avversità:
ascoltiamo,
ora,
la soffice terra
che si ridesta
col suo grave respiro.

Sentiamo:
è primavera,
e la natura
si riveste
di colori vivaci
canta
intorno a noi.
Attualmente,
esiste solo il presente,
mamma.

È ancora presto,
mamma,
pensare
alla desta tristezza
del domani;
oggi,
ricordiamo i fiori
che ci richiamano
alla cortese attenzione
delle nostre pupille.

Seguiamo
il mutamento
del firmamento,
sopra di noi,
che varia tinte tenui
e stupende.
L’eternità è fatta d’oggi,
mamma

Origliamo,
nella quiete
più assoluta,
la soave eco
dell’apparente freschezza
ed allegra stagione
di primavera,
mamma! (Silvana Pagella)

Ora Nel Vento  

Nell’oceano
Dei tuoi desideri repressi
Navigava il tuo credo di madre
Per istinto felina e protettiva.
“ Donna partorirai con gran dolore… “
e lo sapevi quando, per vocazione,
sentivi dentro al tuo ventre
ad ogni parto
i palpiti e gli spasmi
e tu stringevi i denti
senza un lamento piena d’emozione.
Poi ad uno ad uno, col passar degli anni,
ti lasciarono sola per andare
in una terra dove il pane è duro
a fare i vu’ cumprà o gli accattoni
ma tu non lo sapevi.
Nell’ultimo sospiro li chiamasti
come un appello antico, una preghiera,
e in quel momento
non tutti li vedesti al capezzale.
Ora madre senza confini, senza più desideri
tu certamente ascolti
echi dei vu’ cumprà, di quei tuoi figli,
nel vento, nell’azzurro, nella pace
dei tuoi incomunicabili silenzi…(Luciano Somma)

Ad una grande Mamma…

Ricordo, piccino, quando mi accudivi
con la dolcezza del tuo grande cuore
quando, ferito, dai doveri della Vita
lenivi le mie pene con il tuo Amore.

Azzurro, l’Angelo che ti teneva la mano
rosso, era il cuore, della tua passione
caldo, il pianto che scendeva muto
sulle tue guance ad ogni mio dolore.

Ora che il tempo è ormai fuggito
e come adulto, io ti sto osservando
ora, che i miei figli hanno bisogno d’aiuto
mi accorgo delle pene che hai patito.

Noi vecchi, piccoli, t’abbiamo conosciuto
quando il vigore ti bruciava in petto
quando la Vita, per tè era un successo.

Adesso, invece che ti vedo stanca
sola, senza più forza, l’Anima smarrita
mi rendo conto che per te, la Vita
ha ormai perduto così l’antico smalto.

Desidero però che tu conosca a fondo
quanto è grande il bene che ti voglio. (Silvano Montanari)


SOLO VENTO  

Alla finestra aperta,
sulla via,
la faccia triste
e gli occhi
di mamma mia.
Ti cerco ovunque,
ma tu non ci sei,
abbraccio Dora
ed i brividi di lei.
Quant’ho temuto in cuor
questo momento,
la vita umana, infine,
è solo vento,
che s’agita tra i sogni
e la speranza,
che anche la morte
sia un’illusione.
Il sole brilla
ai gerani
sul balcone. (Franco Pastore)

Grazie di esistere 

Come sei bella mammina

Nel tuo sorriso c’è il sole

Vorrei trovare parole

Per dirti quanto ti amo !

Come sei dolce la sera

Quando carezzi il mio viso

Io sfioro sai il paradiso

E mi addormento felice.

Quanto sei cara al risveglio

Quando mi baci la fronte

Si apre un nuovo orizzonte

Davanti agli occhi col giorno.

Grazie di esistere mamma

Restami sempre vicino

Guidami lungo il cammino

Tu la mia luce sei vita . (Luciano Somma)

Grazie Mamma,

 perché mi hai dato la tenerezza delle tue carezze,
il bacio della buona notte, il tuo sorriso premuroso,

 la dolce tua mano che mi dà sicurezza.
Hai asciugato in segreto le mie lacrime,

 hai incoraggiato i miei passi,

 hai corretto i miei errori,

 hai protetto il mio cammino,

 hai educato il mio spirito,
con saggezza e con amore

 mi hai introdotto alla vita.
E mentre vegliavi con cura su di me

 trovavi il tempo per i mille lavori di casa.
Tu non hai mai pensato di chiedere un grazie.(Anonimo)

Auguri Mamma  
Forse perché mi nutro al tuo respiro,
sono venuto su tra mille note,
e in ogni dove sempre mi rigiro ,
vedo apparire serie le tue gote.

Mille speranze e mille sogni belli,
Bianchi cavalli liberi e spronati,
che ogni notte danzano fratelli,
Sul tuo cuscino dove sono nati.

Voglio riempire i tuoi momenti neri,
Di mille baci e mille tenerezze.
Ed abbracciarti con i miei pensieri,
e farti ricca di delicatezze.

Questo mio augurio mamma io ti dono,
Che ci puoi fare tu se sono sciocco?
Tanto più amata sei pel tuo perdono,
Buon compleanno dal tuo figlio Rocco.( Rocco Fodale) 


… E PER FINIRE DEDICO UNA MIA POESIA ALLA MIA CARA MAMMA – UNO DEGLI AMORI GRANDI DELLA MIA VITA:

ALLA MIA MAMMA  

Mamma mia,

ricordo dolcissimo

che mi rannoda al cielo,

faro luminoso

che mi guida

lungo i sentieri della vita,

dimmi: dove sei?

Vedo i tuoi occhi splendenti

che mi guardano amorevoli,

sento la morbidezza della tua pelle porcellanata,

le tue belle mani, mi accarezzano dolcemente

rabbrividisco, mi guardo intorno,

ma il tuo alito leggero è già scomparso!

Vivo la tua presenza – assenza,

so, mamma, che sei sempre con me.

Mi vegli e mi sorvegli con amore,

una musica che guarisce le mie ferite,

resta accanto a me in questa vita

e, quando sarà il mio momento,

conducimi dolcemente nell’altra.

Ti amo mamma cara

e mi struggo al desiderio di te! (Matilde Maisto)




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