Perché in Italia finora è andata meglio? – Sul Coronavirus, dal Post



In diversi paesi europei, come Francia, Spagna e Regno Unito i nuovi positivi rilevati sono in forte aumento ormai da settimane, mentre in Italia i numeri della pandemia sono rimasti più contenuti, pur mostrando una chiara tendenza al rialzo. In molti si stanno quindi chiedendo che cosa abbia fatto sì che gli ultimi due mesi in Italia fossero diversi e migliori, rispetto a quelli di nazioni con popolazioni e caratteristiche simili. 

“È davvero una domanda da un milione di dollari”, ci ha detto il direttore del reparto di epidemiologia dell’Istituto Superiore di Sanità, Patrizio Pezzotti, quando glielo abbiamo chiesto. Secondo Pezzotti, e molti altri esperti che abbiamo consultato, probabilmente non c’è stato un unico fattore a determinare un migliore andamento della pandemia in quella che ci siamo abituati a chiamare “fase di convivenza con il coronavirus”.

Non abbiamo scoperto un ingrediente segreto che ci ha messi in una posizione di vantaggio rispetto ad altri paesi. Più plausibilmente, dicono gli esperti, dopo i primi mesi di grande difficoltà abbiamo trovato la giusta ricetta per affrontare la pandemia. Questo non significa però che i problemi siano risolti, o che non ci siano più rischi. 

Il sistema che permette di identificare i nuovi positivi e di tracciare i loro contatti è migliorato e si è strutturato, diventando più efficiente rispetto ai primi caotici mesi dell’epidemia. In quella prima fase si stima che i contagi accertati corrispondessero al 10-20 per cento dei contagi reali, ora secondo Pezzotti siamo probabilmente tra il 50 e il 70 per cento. Altri esperti sono meno ottimisti sull’effettiva capacità di tracciamento, ma concordano comunque sul fatto che il sistema sia migliorato sensibilmente, anche nel confronto con altri paesi dove è finito spesso in crisi anche durante la cosiddetta “seconda ondata”.

Il lockdown tra marzo e aprile ha avuto un profondo effetto nella gestione della pandemia: la maggiore rigidità delle restrizioni rispetto ad altri paesi non solo ha permesso di ridurre la circolazione del coronavirus, ma ha avuto anche un forte impatto sulla popolazione. Anche se è difficile stimare di quanto, abbiamo assunto comportamenti più prudenti, a cominciare dall’impiego delle mascherine in maniera più sistematica rispetto a quando fatto in altri paesi. Il seguente approccio molto più cauto sulle riaperture ha contribuito a mantenere la situazione entro i livelli di guardia.

Ci sono diversi altri fattori che aiutano a spiegare l’attuale situazione in Italia. Li abbiamo raccolti qui basandoci sulle informazioni e le valutazioni che ci hanno fornito ricercatori, epidemiologi, responsabili delle istituzioni sanitarie e altri esperti. Il fatto che finora sia andata meglio che altrove non deve comunque indurci a pensare che il problema sia risolto, una pandemia non è uno sprint, ma una maratona.

Limitazioni
Negli ultimi giorni diversi paesi europei hanno disposto nuove restrizioni, proprio per il consistente aumento dei casi positivi rilevati. Due esempi:
?? A Madrid si è deciso di limitare fortemente gli spostamenti tra i principali centri urbani della comunità autonoma. 
?? Parigi e i tre dipartimenti di Hauts-de-Seine, Seine-Saint-Denis e Val-de-Marne sono ora considerati “zone di massima allerta dell’emergenza coronavirus”: questo comporta la chiusura dei bar, ma non dei ristoranti, e altre limitazioni.
 

E in Italia
A proposito di limitazioni, il governo sta lavorando a un nuovo decreto per prorogare le misure decise nei mesi scorsi e assumerne di nuove. In questi giorni sono circolate molte anticipazioni sui giornali, con alcune smentite da parte dello stesso governo. Appena ci saranno informazioni chiare e ufficiali troverete aggiornamenti sul Post, e nella prossima newsletter.
Intanto alla Camera oggi è stata una giornata complicata, sempre a causa del coronavirus e delle decisioni assunte per gestire i casi sospetti in Parlamento.

Ritardo
La Regione Lombardia, guidata dal centrodestra, sta ricevendo molte critiche per la gestione delle scorte di vaccino antinfluenzale, considerato uno strumento molto importante per evitare congestioni del sistema sanitario regionale, soprattutto durante la pandemia. A giugno il ministero della Salute aveva raccomandato alle regioni di anticipare la somministrazione del vaccino (non obbligatorio, ma consigliato) e di estendere la copertura gratuita dalle persone che hanno più di 65 anni a quelle che ne hanno più di 60.

Al momento, però, la Lombardia non ha acquistato dosi sufficienti: secondo le più recenti stime dispone di circa 1,86 milioni di dosi, che non basterebbero nemmeno per vaccinare il target fissato fino all’anno scorso, cioè le persone sopra i 65 anni, che in regione sono 2,2 milioni. C’entrano bandi che non hanno funzionato e difficoltà nel reperire dosi sul mercato, anche a causa dei ritardi accumulati

Campania
Una nuova ordinanza stabilisce che bar e ristoranti dalla domenica al giovedì dovranno chiudere alle 23.

Case
Durante il lockdown di marzo e aprile il mercato immobiliare in Italia si era praticamente bloccato. In quel periodo, la maggior parte delle transazioni portate a termine riguardava contratti firmati prima della pandemia e che richiedevano qualche mese per essere conclusi. A partire da aprile il mercato si è ripreso, seppure lentamente: secondo l’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, le compravendite rispetto al 2019 sono diminuite del 15,5 per cento nel primo trimestre (gennaio-marzo) e del 27,2 per cento nel secondo trimestre (aprile-giugno; quest’ultimo dato è provvisorio, ma non dovrebbe variare di molto nella forma definitiva). 

Il dato a cui tutti guardano però, e che è utilizzato come indicatore dello stato di salute del mercato, è quello dei prezzi. E i prezzi delle abitazioni in vendita in Italia non sono mai calati, anzi: secondo l’ISTAT, sono aumentati dell’1,7 per cento nel primo trimestre dell’anno e del 3,4 per cento nel secondo trimestre (quest’ultimo dato è provvisorio). Nel complesso, il mercato immobiliare sta reggendo, ma molto dipenderà da come andrà l’economia nei prossimi mesi, e non solo in Italia.
In this picture taken on Aug. 3, 2017 a partial view of the vertical forest residential towers at the Porta Nuova district, in Milan, Italy. If Italy’s fashion capital has a predominant color, it is gray not only because of the blocks of uninterrupted neoclassical stone buildings for which the city is celebrated, but also due to the often-gray sky that traps in pollution. The city has ambitious plans to plant 3 million new trees by 2030_ a move that experts say could offer relief to the city’s muggy and sometimes tropical weather. (AP Photo/Luca Bruno)

Trump
Ieri il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è stato dimesso dall’ospedale militare dove era stato ricoverato venerdì per essere sottoposto ad alcune terapie, dopo che aveva mostrato i primi sintomi della COVID-19. Trump ha pubblicato sui social network un breve video che mostra il suo ritorno alla Casa Bianca, accompagnato da una musica piuttosto epica. Su Twitter, il presidente ha detto di sentirsi “benissimo” e ha invitato a non temere il coronavirus, senza citare mai il fatto che negli Stati Uniti almeno 210mila persone sono morte a causa della COVID-19. Molti dettagli sulle sue effettive condizioni di salute continuano a non essere chiari, a causa di una comunicazione poco trasparente e a tratti contraddittoria. 

Putin, invece, vive in una bolla.

Giro
Sabato scorso a Monreale, in Sicilia, è iniziata l’edizione 103 del Giro d’Italia, che sarebbe dovuta partire il 9 maggio scorso da Budapest, in Ungheria. I piani sono inevitabilmente cambiati a causa della pandemia: questa edizione sarà la prima a essere corsa d’autunno, dopo un Tour de France a sua volta insolitamente corso d’agosto. Abbiamo messo insieme una guida per questo strano Giro.

Hey, Siri, sono malato?
Un paio di settimane fa vi avevamo raccontato l’applicazione che prova a riconoscere un’eventuale COVID-19 dalla tosse. Ci sono altri centri di ricerca e startup al lavoro per realizzare sistemi in grado di rilevare la malattia causata dal coronavirus dalle variazioni della propria voce. Sembra qualcosa di avveniristico, ma in realtà la diagnostica vocale è un settore esplorato da diverso tempo e con risultati incoraggianti nelle sperimentazioni condotte finora. L’idea è di offrire ai medici uno strumento in più per le loro diagnosi non solo di problemi respiratori, ma anche di malattie come il Parkinson, l’Alzheimer e la depressione. Un giorno questi sistemi potrebbero essere utilizzati anche dagli assistenti personali sui nostri smartphone, con non poche implicazioni per la privacy.

Cinema
La pandemia continua a condizionare pesantemente il settore dell’intrattenimento, a causa dell’impossibilità di organizzare eventi con un alto numero di persone, soprattutto se al chiuso come nel caso delle sale cinematografiche. E così l’uscita di No Time To Die, il nuovo film di James Bond, è stata rinviata al 2021; quella del rifacimento di Dune a ottobre del prossimo anno invece che questo dicembre, come era stato previsto. Infine, il nuovo The Batman sarà nei cinema a marzo del 2022 e non a ottobre del 2021.

Noi ci sentiamo invece venerdì, senza rinvii. Ciao!
 

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