Perché le vaccinazioni vanno a rilento – Sul Coronavirus, dal Post

Esattamente un anno fa, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) pubblicò la propria prima valutazione sui casi “senza causa nota” di polmonite in Cina, che sarebbero stati poi ricondotti con certezza a un nuovo coronavirus. In attesa di maggiori dettagli dalle autorità locali, l’OMS non raccomandò limitazioni ai viaggi aerei, ma invitò a mantenere alta l’attenzione. Oggi, col proverbiale senno di poi, quella valutazione appare per lo meno incauta, ma all’epoca mancavano appunto molte informazioni sull’anomalo aumento di polmoniti a Wuhan che si sarebbe poi tradotto nella più grave pandemia degli ultimi tempi.

Se ci avessero raccontato che cosa sarebbe successo nei 12 mesi dopo – con mezzo mondo con le mascherine e periodici lockdown capaci di fermare intere nazioni – avremmo faticato a crederci. 

Probabilmente saremmo rimasti increduli anche se all’epoca ci avessero raccontato che entro un anno avremmo avuto a disposizione un vaccino contro la pandemia. Anzi, più di uno. 

A tal proposito, negli ultimi giorni ci sono state critiche e discussioni sulla campagna vaccinale contro il coronavirus in Italia, con accuse di lentezze e perdite di tempo da parte delle istituzioni.

Dopo la prima somministrazione “simbolica” di 9.750 dosi, lo scorso 30 dicembre è stata effettuata da parte di Pfizer-BioNTech una consegna di 469.950 dosi destinate al nostro paese. I flaconcini sono stati distribuiti alle regioni, che a loro volta hanno avviato le somministrazioni negli ospedali e nelle case di cura (nelle loro varie forme), per proteggere personale sanitario e anziani ricoverati, considerati più a rischio.

Secondo il rapporto più recente fornito dal governo, a oggi sono state vaccinate oltre 180mila persone. Se osserviamo le dosi consegnate, notiamo che la Lombardia ne ha ricevute più di tutti (circa 80mila), seguita dalla Sicilia (46.510) e dal Lazio (45.805). Se però osserviamo la percentuale di dosi somministrate, i più virtuosi sono Provincia Autonoma di Trento (67,7 per cento), Lazio (63,8 per cento) e Toscana (56 per cento). Buona parte delle regioni più popolose sono comunque al di sopra del 30 per cento, fatta eccezione per la Lombardia al 12,2 per cento.

E proprio in Lombardia, la regione più interessata dalla pandemia, molti sindaci hanno chiesto di accelerare i tempi di somministrazione dei vaccini. L’assessore al Welfare della regione, Giulio Gallera, ha ricevuto critiche per alcune sue decisioni che hanno ritardato le somministrazioni. Gallera ha invitato ad attendere qualche giorno per fare valutazioni, ma si parla di una sua probabile sostituzione.

In Calabria si sta già pensando a riorganizzare il sistema di gestione delle vaccinazioni, mentre in Liguria e in Molise c’è stato qualche problema con le siringhe per le somministrazioni. Altre regioni si stanno muovendo rapidamente, come il Piemonte con quasi 18mila vaccinazioni sulle 41mila dosi di cui dispone.

Differenze anche marcate sono dovute soprattutto all’autonomia sanitaria delle regioni, che hanno potuto fare scelte diverse nella gestione della campagna vaccinale, come era del resto avvenuto nei mesi scorsi per gestire l’emergenza sanitaria. 

Rimangono intanto non pochi aspetti da chiarire sulle fasi successive della vaccinazione, che riguarderà decine di milioni di persone.

Dubbi
Il vaccino è considerato una risorsa essenziale per fermare la pandemia, eppure tra chi potrebbe già riceverlo c’è chi ha scelto di attendere, sollevando dubbi e perplessità sulla sua utilità o sulla sua sicurezza. Lo scetticismo deriva in alcuni casi da una scarsa conoscenza del vaccino, o dei metodi impiegati per verificarne sicurezza ed efficacia. Può anche dipendere da una diffidenza più generalizzata nei confronti dei vaccini, in parte comprensibile e che in questi anni si è rafforzata tra le campagne dei cosiddetti “no vax” e quelle in senso opposto di chi promuove l’importanza delle vaccinazioni, talvolta con toni forti e sprezzanti nei confronti di chi sceglie di non vaccinarsi. 

Abbiamo messo insieme una guida pratica, e comprensiva, verso chi è sospettoso e incerto su una cosa che del resto fino a ieri non c’era, ma che potrebbe aiutarci molto contro la pandemia. Se avete qualche conoscente dubbioso, è il momento buono per segnalargli questo articolo.
 

Nuove limitazioni
Oggi il governo ha diffuso un comunicato stampa per annunciare un nuovo decreto legge, discusso ieri dal Consiglio dei ministri, per introdurre nuove restrizioni in tutta Italia a partire dal 7 gennaio, quando saranno scadute in parte le regole attualmente in vigore. Vediamole in sintesi.

🚫 Tra il 7 e il 15 gennaio sarà vietato “spostarsi tra regioni o province autonome diverse, tranne che per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute”. È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione, ma non si possono raggiungere seconde case in altra regione o provincia autonoma.

🟠 Il prossimo fine settimana (9-10 gennaio) tutta Italia sarà arancione: ci si potrà quindi spostare liberamente all’interno del proprio comune. Ci si potrà inoltre spostare nei comuni entro 30 chilometri, a patto di abitare in un comune con al massimo 5mila abitanti (sono esclusi i capoluoghi di provincia).

👩‍👩‍👧 Fino al 15 gennaio, nei territori eventualmente inseriti nella cosiddetta zona rossa, ci sarà la possibilità di spostarsi – una sola volta al giorno in un massimo di due persone – verso una sola abitazione privata che si trova nella propria regione. La persona o le due persone che si spostano potranno portare con sé i figli minori di 14 anni (o altri minori di 14 anni sui quali le stesse persone esercitino la responsabilità genitoriale) e le persone disabili o non autosufficienti che convivono con loro.

Oggi e domani (Epifania), zona rossa per tutti 🔴

Scuola
L’insegnamento in presenza nelle scuole superiori riprenderà lunedì 11 gennaio per il 50 per cento degli studenti, e non il 7 gennaio, come era stato precedentemente deciso. Le regole per le scuole elementari e medie sono diverse, e negli ultimi giorni alcune regioni hanno annunciato l’introduzione di ulteriori limitazioni.

Elezioni
Le elezioni regionali calabresi previste per il 14 febbraio saranno posticipate a causa della pandemia da coronavirus: si terranno l’11 aprile. Le nuove elezioni si sono rese necessarie in seguito alla morte, a ottobre, di Jole Santelli, che era stata eletta presidente della regione nel febbraio 2020.

Sci
Sabato scorso, il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha firmato un’ordinanza che rinvia al 18 gennaio l’apertura degli impianti sciistici, in precedenza prevista per il 7 gennaio. L’ordinanza era stata esplicitamente chiesta al ministro dalle regioni e dalle province autonome, in attesa che tutte le regioni si accordino su linee guida comuni per regolare l’uso degli impianti.

Quando iniziano i saldi invernali 2021, regione per regione 🛍
Due uomini si sottopongono al tampone per il coronavirus (AP Photo/Eranga Jayawardena)

Lockdown
Lunedì sera, in diretta televisiva, il primo ministro britannico Boris Johnson ha annunciato un nuovo lockdown per l’Inghilterra, per provare a ridurre la diffusione del coronavirus in seguito a un aumento notevole dei contagi. Alle persone sarà richiesto di stare a casa se non per spese essenziali, lavori che non possono essere svolti da casa o ragioni sanitarie. Le scuole funzioneranno solo a distanza: “Abbiamo fatto tutto il possibile per tenere le scuole aperte fino a oggi”, ha detto Johnson, aggiungendo che il problema non è il rischio per i bambini e i ragazzi ma la possibilità che una volta contagiati mettano in pericolo persone più a rischio.
Anche la prima ministra scozzese, Nicola Sturgeon, ha confermato un lockdown nazionale, a partire dalla mezzanotte di martedì 5 gennaio fino alla fine del mese.

Il Regno Unito ha iniziato a somministrare il vaccino di AstraZeneca 💉

Importazione
Il 26 dicembre si è scoperto che nelle Filippine a partire da settembre sono state somministrate dosi di un vaccino proveniente dalla Cina. A oggi, nessun vaccino è stato autorizzato dal governo filippino. A fine dicembre lo stesso presidente delle Filippine, Rodrigo Duterte, aveva ammesso in un discorso pubblico che molte persone e alcuni militari erano già stati vaccinati.

Veloce
Israele è tra i paesi al mondo ad avere vaccinato, in percentuale, il maggior numero di abitanti. Secondo i dati di fine anno, gli israeliani ad aver già ricevuto la prima delle due dosi del vaccino contro il coronavirus sono più di un milione, su una popolazione totale di circa 9 milioni. In Israele le vaccinazioni – per ora solo con il vaccino sviluppato da Pfizer-BioNTech – sono iniziate il 19 dicembre e c’è già stato un giorno in cui le vaccinazioni quotidiane sono state più di 150mila.

La Cina ha autorizzato il suo primo vaccino 🇨🇳

Oltre al coronavirus
Questa newsletter si occupa di notizie e storie intorno al coronavirus, ma ripensando all’anno da poco finito sono accadute un sacco di cose non strettamente legate alla pandemia e che in altri periodi avrebbero avuto più rilevanza sui giornali, sui social network e in definitiva nelle nostre conversazioni. Dai giganteschi incendi in Australia all’uccisione di Qassem Suleimani, passando per il giorno più caldo in Antartide e la guerra in Etiopia, può essere utile fermarsi un momento per controllare cosa ci siamo persi. Potete farlo qui.

Quali economie in via di sviluppo otterranno dei vantaggi dalla pandemia? 💰

Domani è l’Epifania. Se preferite non pensare a che cosa si porta via, potete controllare tutti i giorni festivi e i ponti che avremo nell’anno appena iniziato. La newsletter comunque resta: ci sentiamo venerdì. Ciao!

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