Pompei, omaggio al “Giorno della Memoria”.

Oggi, mercoledì 27 gennaio 2021, nella ricorrenza del “Giorno della Memoria”, alle ore 17, nella Chiesa parrocchiale SS. Salvatore è stata celebrata la S. Messa in suffragio di tutti deportati in particolare per i cittadini di Pompei. La S. Messa è stata celebrata dal Rev. Don Giuseppe Esposito, alla presenza del Sindaco Carmine Lo Sapio, dal Col. Vincenzo Lauro, del Col. Petrocelli, dalle Associazioni combattentistiche e d’arma, . Prima della benedizione ha preso parola L organizzatore della cerimonia, il Vice Presidente nazionale dell’associazione internazionale Regina Elena Odv, Gen. Gianni Albano.

Signor Sindaco Carmine Lo Sapio, Rev. Don Giuseppe Esposito, Autorità civili, militari e religiose, rappresentanti delle associazioni Combattentistiche e d’Arma, Signore e Signori,
A nome del Presidente Internazionale dell’Associazione Internazionale Regina Elena, S.A.R. il Principe Sergio di Jugoslavia, che quì rappresento, porgo un referente saluto a tutti e Vi ringrazio per la vostra presenza. Il primo novembre del 2005, con risoluzione unanime, gli Stati membri delle Nazioni Unite decidevano che il 27 gennaio di ogni anno sarebbe stato dedicato alla memoria e, quindi, definito  “Giornata della memoria”. Il 27 gennaio corrisponde al giorno dell’abbattimento dei cancelli d’ingresso del campo di concentramento e di sterminio di Auschwitz. La “Giornata della memoria” è indispensabile per non dimenticare le legislazioni speciali, la farneticante teoria della supremazia della razza ariana, l’invio in campi di concentramento e di sterminio di milioni di innocenti, bambini compresi, lo sterminio nelle camere a gas di milioni di persone, in particolare delle comunità ebraiche perseguitate già da prima del secondo conflitto mondiale. Anche alcuni cittadini della nostra Pompei hanno subito la terribile sorte dei campi di concentramento, ma, fortunatamente, sono tornati. Per questo motivo il Capo dello Stato ha concesso a ciascuno di loro la Medaglia d’Onore. Si tratta di : – Domenico Paduano, scultore di fama mondiale, lo dimostrano le splendide vetrate artistiche che ciascuno di noi può ammirare in questa chiesa.   Fu catturato a Lepanto ed internato nel lager nazista di Amburgo dove riusciva a sopravvivere perché artefice di diverse sculture che regalava ai suoi carcerieri. Ci ha lasciato, fra l’altro, la scultura ritratto della Contessa Marianna  Farnararo De Fusco e dello storico Ludovico Pepe . – Aniello Cicalese, già capo stazione e, successivamente archivista del Santuario Pontificio, Archivio successivamente diretto proprio dal celebrante di questo Sacro Rito. Aniello Cicalese fu catturato a Knin ed internato nel lager nazista di Costemplatz, quindi a Lubecca. Ci ha lasciato una testimonianza forte ed intensa di quello che fu l’orrore dei campi di concentramento e di prigionia. Una traccia vivida della sua esperienza personale e di tutti i detenuti nel suo libro intitolato “La mia prigionia”. – Rodolfo Severino, Nonno del ben noto a tutti, Rodolfo Armenio, nostro delegato per la Campania, nonché intelligente e profondo conoscitore della storia patria. Rodolfo Severino non se ne è fatta solo una bensì due guerre mondiali, la prima da bambino essendo nato nel 1910 e la seconda da soldato di artiglieria. Rodolfo Severino fu imprigionato dai tedeschi l’8 settembre 1943 e liberato l’8 maggio 45. Morto ad appena 48 anni per un arresto cardiocircolatorio, riceveva la Medaglia d’Onore dal Capo dello Stato per interessamento dei familiari, in particolare del già citato nipote Rodolfo. – Giovanni Arpaia, autiere, avviato in guerra nei Balcani, il 12 agosto del 1942 riceveva un encomio solenne per essere rimasto alla guida del mezzo nonostante fosse ferito gravemente alla testa. Catturato dai tedeschi venne internato nella fortezza di Slavoski Broad, trasformata in Gulag 404 dopo una marcia a piedi di 500 km durata 15 giorni.
Che sacrifici enormi hanno fatto questi nostri concittadini per regalarci la libertà della quale da tempo godiamo tutti.
In questa occasione mi sembra oltremodo opportuno accennare a due Monsignori: – Monsignor Raffaele Matrone, cappellano  militare nel calore dell’Africa settentrionale, ad El Alamein, la fatidica quota33, dove gli veniva concessa la Medaglia  di bronzo al Valor Militare, oltre a diverse croci di guerra. – Monsignor Michele D’Auria, cappellano militare nel freddo delle desertiche steppe russe, dove gli veniva concessa la più alta onorificenza : la Medaglia d’argento al Valor Militare   Ringraziando tutti per l’attenzione propongo di accomunare tutti questi eroici nostri concittadini con un applauso. 
Concludo con un pensiero per tutti i Deportati ed IMI, in particolare la secondogenita della Regina Elena, la Principessa Mafalda di Savoia, deportata a Buchenwald il 23 settembre 1943 mentre l’eroico Vice Brigadiere dei Carabinieri Reali Salvo D’Acquisto era fucilato dai nazisti a Torimpietra.

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