Presentazione del libro di Michele Annese

   Devo confessare che ho provato una certa amarezza nel seguire su Facebook la cerimonia della prima presentazione del libro di Michele Annese sulla Biblioteca di Crispiano: 548 pagine di storia e un migliaio di immagini di titoli di giornali che negli anni si sono occupati dell’attività di questo tempio del libro, che è stato un centro di aggregazione noto e apprezzato anche al di fuori della città. Contadini, casalinghe, studenti, intellettuali vi si ritrovavano per leggere giornali e volumi; per discutere, confrontarsi, scambiare opinioni. Direttore Michele Annese, che ha ideato e messo in cantiere iniziative che hanno contribuito alla crescita culturale della città.

   Ho seguito con attenzione la manifestazione, che patrocinata da Martina Franca, si è svolta nel pomeriggio di sabato scorso nella sala consiliare della stessa città. L’ho seguita senza perdere una parola anche per l’amore che provo per Crispiano, “culla” fra l’altro di una notevole personalità del luogo, che  in anni ormai lontanissimi spese le sue energie per il bene del paese: l’onorevole Lo Re; e per la stima che provo per l’autore del volume, Michele Annese, che ha sorvolato la sua opera per accennare ancora una volta ai suoi collaboratori, tutti validissimi, della biblioteca “Carlo Natale”, sede in Via Roma, due passi dalla chiesa della Madonna della Neve e dal Municipio.

   Annese ha parlato con il tono e l’affabilità di chi racconta una fiaba ai nipotini, senza enfasi, senza autocelebrazioni, ma con naturalezza bonaria, con un sorriso amabile e spontaneo. Di fianco a lui, il presidente onorario della Camera dei Deputati Luciano Violante; il presidente della Fondazione Paolo Grassi, Franco Punzi; Il presidente della Fondazione Nuove Proposte Elio Greco; e l’assessore alla Cultura della città dei trulli e del Festival della Valle d’Itria Antonio Scialpi, che ha espresso il saluto della cittadinanza. E non potevano mancare le presenze di Angela Schena, pilota della Casa editrice omonima di Fasano, che ha dato alle stampe il volume, e del sindaco della città delle cento masserie Luca Lopomo.

   Una cerimonia semplice ma con un folto pubblico, accorso anche dai paesi vicini. Tutti soddisfatti, in modo particolare Punzi, che ha poi telefonato ad Annese “per la bella figura che mi hai fatto fare”, perché la sala è grande e si temeva che avrebbe registrato molti posti vuoti, anche perché la gente sta al mare o in campagna. E invece no: la gente ha bisogno di cultura e la biblioteca di Crispiano, con la guida di Michele Annese, in decine di anni di navigazione anche controvento, di cultura non solo a Crispiano ne ha diffusa. Con lui la biblioteca è stata una fucina, un laboratorio. Non ha fornito soltanto libri, ma indetto anche corsi di formazione; ha invitato importanti autori di libri a illustrare, per esempio Bevilacqua, le loro novità, dialogando  con i cittadini; ha mandato testi nei condomini, che le persone hanno puntualmente restituito dopo la lettura; ha messo i libri nelle vetrine dei negozi, comprese le macellerie; ha portato i forestieri nelle masserie per farli assistere a spettacoli teatrali, mentre nelle stalle sonnecchiavano i cavalli, facendo conoscere queste strutture rurali, come, fra le tante, la Pilano, La Monti del Duca, Le Mesole, La Pizzica, la Francesca, le Monache ,  dove si festeggiò alla grande il gemellaggio tra Crispiano e la Grecia (mi sia permesso di ricordare le squisite mozzarelle  e le carnose ciliegie “Ferrovia”, servite “indr’u lìmme”, il contenitore in terracotta, utilizzato dalle  massaie di una volta per lavare i panni strofinandoli “sus’u strecatùre”, una tavola scanalata, rettangolare, oggetto da museo. 

   Sono uno dei “fans” della vecchia biblioteca di Crispiano. Quando vi entravo mi sentivo a casa, come si sentiva a casa l’altra sera a Martina Angela Schena, partecipando alla manifestazione martinese; come si sarebbe sentito a casa  il padre Nunzio, la cui casa editrice venne visitata da persone illustri, come il Dalai Lama, Giovanni Spadolini… (Nunzio era un uomo di grandissime qualità, la cui storia bisognerebbe raccontarla ai giovani nelle scuole come esempio da imitare:  davvero una formica di Puglia).

   Sfoglio ancora una volta “La Biblioteca di Crispiano”, nella sua veste elegante, nella sua impaginazione armoniosa, nel susseguirsi delle foto e dei documenti. Lo sguardo cade su una notizia, certamente pubblicata da “La Gazzetta del Mezzogiorno”, di cui Michele Annese è stato corrispondente per quarant’anni: “Una rassegna sull’arte, la fotografia e la moda”. Segue: “Masserie e chiese rurali. Di scena la vita contadina”. Accompagnato da Annese, anni fa visitai la masseria Lupoli e il suo interessantissimo museo della civiltà contadina, la sua chiesetta con un enorme Crocifisso subito dopo l’ingresso, i vari ambienti, osservando a lungo una vecchietta che sferruzzava su una soglia. A pagina 171, la cronaca di un nuovo edificio per l’Alberghiero, “voluto e realizzato nell’ambito del progetto delle centro masserie, grazie all’onorevole Amalfitano, al preside di Brindisi, professor Pietro Mulè, al commissario del Comune De Carlo e al commissario straordinario Giovanni Galeone, che mise a disposizione la storica Villa Cacace e con annessa pineta”; e una bella foto a colori che ritrae i vari personaggi.

   Altri ritagli: “Il Museo dell’agricoltura fra storia e archeologia”; “Le masserie del Tarantino capolavori tra gli ulivi”; “Una visita di prestigio alla Biblioteca C. Natale, quella del prof. Gabrieli, del Lincei”; “La scuola media a Crispiano, una struttura al servizio del sociale”. Più avanti, “Recital di poesie canzoni e concerto”, nella biblioteca. E ancora “Crispiano-Miscellania, un’opera ricca di storia della comunità”, curata da Michele Annese e presentata nella suggestiva Pineta della Villa Cacace, a Crispiano. A pagina 290 due storiche macchine per scrivere illustrano le cronache di corsi di stenodattilografia nella “C. Naatale”. Ed ecco un convegno sull’Acquedotto del Triglio e… dintorni, corredato di  una foto con lo stesso Annese, monsignor Fonseca, Fragnelli e il sindaco di Allora Liuzzi.

   Per scrivere la storia della Biblioteca “Carlo Natale” attraverso testimonianze e ricordi Annese deve aver sottratto anche molte ore al sonno. Sicuramente ha impiegato tutta la sua pazienza certosina. Ha saccheggiato il suo archivio personale, ha pescato nella sua memoria inossidabile e ha fatto alla sua città il suo ennesimo regalo. Non ho esitazione a definire questo instancabile operatore culturale un elemento più che prezioso, indispensabile, intelligente, colto, disponibile, dalle mille risorse.

   Felice fu a suo tempo l’idea di un gruppo di concittadini di volare alla stazione appena in tempo per tirar giù dal predellino Michele in partenza per il Nord a cercar lavoro, sapendo “come sa di sale lo pane altrui e com’è duro calle lo scendere e ‘l salir l’altrui scale”. Alle suppliche cedette. Rinunciò al viaggio con il treno della speranza e rientrò a casa, pronto a prendere in mano le redini della biblioteca, i cui libri, in verità pochi, erano stati lasciati da un personaggio del paese. Michele li moltiplicò, costituì un’emeroteca, il centro montaliano e accolse, nella sede del corso principale (successivamente si trasferirono in via Roma) anche mostre di pittura, convegni, cicli di incontri d’informazione sanitaria (i “Lunedì della salute”)… E’ stato anche il promotore o l’ispiratore di spettacoli per rievocare i tempi delle feste improvvisate in masseria” (compresi i matrimoni sull’aia fra balli e botti di ottimo vino), la sagra musicale d’autunno… e i corsi di preparazione agli esami.

   E ho citato soltanto alcune delle sue iniziative. La Biblioteca “Carlo Natale” con lui è stata l’anima e il cuore, il fulcro culturale di Crispiano. Un giorno un tale che mi aveva visto in compagnia di Michele, fissandomi mentre attraversavo la villa con il dottor Donato Plantone, già segretario comunale, mi sussurrò: “Se Michele Annese non ci fosse, dovremmo inventarlo. E ci costerebbe fatica”.

   Tutto questo mi è venuto in mente dopo aver seguito su Facebook il video della presentazione a Martina Franca del libro di questo castoro di Crispiano. Chissà quante volte pensa ai giorni della biblioteca di via Roma, agli incontri, alle discussioni, alle decisioni da prendere mentre faceva anche il segretario generale della Comunità Montana. Intanto si occupa dell’Università del Tempo Libero e del Sapere, della quale è presidente la moglie, la professoressa di Lettere in pensione, Silvia Laddomada.

                                                                                                Franco Presicci

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