PRESENTAZIONE eBOOK “IO PERSONA NELLA MIA TOTALITA” di TANIA PARENTE – Edizioni Italia

Sabato 22 agosto 2020 – LIDO LUISE (Castel Volturno)   

Tania Parente

Prima di parlare del libro è opportuno, secondo me, fare una breve presentazione di Tania Parente con un excursus che ci fornisca  varie informazioni su di lei: nata a Capua, lei vive a Grazzanise (Caserta).

Insegnante specializzata, laureata in Scienze dell’Educazione e Psicologia Clinica, counsellor sistemico-relazionale, orientatore didattico, esperta di somatopsichica, formatrice formatori, Presidente del Centro Studi Onlus “Don Lorenzo Milani”. Progetta e conduce corsi di formazione e aggiornamento professionali per insegnanti, si occupa di educazione e disturbi specifici dell’apprendimento in età evolutiva, di problematiche legate ai disturbi di attenzione e iperattività e dei disturbi dello Spettro autistico. Collabora, da formatrice, con l’Istituto “Eden” di Santeramo in Colle (Bari) (Ente di Educazione Naturale).

Ha pubblicato “Concetto di Scienza e Metodo di Giovanni Vailati, Edizioni Italia, 2017.

Come si può notare il suo è un curriculum di grande rispetto, ma io vorrei aggiungere che Tania Parente è una fucina di idee con la capacità di forgiare menti, ingegni, personalità. Una persona continuamente in movimento, una sorgente d’acqua viva sempre zampillante. Io che ho avuto il piacere di interagire con lei in diverse occasioni posso solo dire  che sono veramente felice d’averla incontrata. 

Ma ora veniamo al libro “Io persona nella mia totalità” nella premessa scritta dalla stessa autrice leggiamo che – Il concetto di persona costituisce, nel panorama contemporaneo, un oggetto non facilmente collocabile secondo coordinate precise. Comunemente è associato ad altri termini quali soggetto, individuo, io, confondendosi in un orizzonte indicante una realtà unitaria che trova in se stessa, in tutto o in parte, la causa della propria esistenza.

L’unitarietà, tuttavia, non rappresenta adeguatamente la ricchezza ontologica e semantica della persona: con quest’ultima, infatti, si intende indicare, da una parte, un essere caratterizzato da potenzialità che attendono di essere attuate e, dall’altra, l’accoglimento di un numero elevato di significati che difficilmente possono trovare un punto di sintesi.

Pur riconoscendo fin dall’antichità la centralità e la pregnanza del concetto di persona, la cultura occidentale, lo ha frequentemente sostituito con termini ritenuti equivalenti. Qualunque termine si scelga per indicare la realtà individuale, è innegabile che quest’ultima ha conquistato un’autonomia sempre più ampia nei confronti della comunità di appartenenza, producendo, nelle sue forme estreme, quel ripiegamento narcisistico così diffuso nella cultura occidentale. E’ corretto parlare di affrancamento dai vincoli di natura ideologica, sociale ed economica che per molti secoli hanno caratterizzato lo sviluppo umano.

Paradossalmente, accanto a questa dinamica liberatrice, è comparso un fenomeno dal significato del tutto opposto: ossia il progressivo depauperamento delle facoltà critiche individuali e l’adesione a manifestazioni massificanti.

Ciò implica che, una volta conquistata la propria autonomia, il soggetto ha rinunciato a rafforzare le prerogative acquisite, concentrando le proprie energie verso la conservazione del benessere materiale e delegando la gestione della cosa pubblica ad altri: libertà e nuovi assoggettamenti caratterizzano la condizione dell’uomo contemporaneo, riaprendo, al contempo, l’interrogativo su quella che è o che dovrebbe essere l’immagine del suo “Io”.

Il testo si compone unicamente da tre capitoli:

  • PER UNA PEDAGOGIA DELLA “PERSONA UMANA”
  • IL RICONOSCIMENTO DELLA DIVERSITA’
  • FORMAZIONE DOCENTI E APPROCCI METODOLOGICI

Per quanto riguarda il primo punto: l’aver conquistato, nell’ambito della cultura moderna, una autonomia rispetto alle altre scienze dell’uomo, ha consentito alla pedagogia di riflettere sui significati e sulle dimensioni dei propri interventi, cercando di andare ben al di là di quelli che, per secoli, erano stati i suoi fini, sappiamo come tanti secoli di educazione abbiano privilegiato gli obiettivi educativi della socialità e della politica. Secondo Bertagna la pedagogia della persona umana, personalismo pedagogico, personalizzazione educativa e educazione personalizzata, sono tutte espressioni che, oggi, paiono cautelare meglio di pedagogia dell’uomo, dai rischi di riduzionismo naturalistico o scientifico.

Per quanto riguarda il secondo punto: una riflessione sugli aspetti legati ad ogni qualsivoglia forma di svantaggio trova nella cultura pedagogica della personalizzazione una concreta possibilità di risoluzione. Ne è testimonianza l’attenzione posta, a questo tema, dal Legislatore nel momento in cui, essendo stata approvata la Legge Delega n.53 del 2003, nonché alla fase successiva, cioè la stesura di Documenti attuativi, tra cui le Indicazioni Nazionali, nei quali si fa esplicito riferimento all’importanza per la scuola primaria, di sostenere il “confronto interpersonale” affinché il fanciullo possa arricchire la propria “visione del mondo e della vita”. Dopo molte vicissitudini, allo stato attuale, con le esperienze accumulate in decenni di pratica didattica e con la sapienza giuridica maturata dal Legislatore, si continua a riflettere sul principio in base al quale, la scuola, come comunità educante, “accoglie ogni alunno nello sforzo quotidiano di costruire condizioni relazionali e situazioni pedagogiche tali da consentirne il massimo sviluppo. Una scuola non solo per sapere dunque ma anche per crescere, attraverso l’acquisizione di conoscenze, competenze, abilità, autonomia, nei margini delle capacità individuali, mediante interventi specifici da attuare sullo sfondo costante e imprescindibile dell’istruzione e della socializzazione”.

Per quanto riguarda, invece, la Formazione docenti e approcci metodologici, tutte le riflessioni fatte sarebbero pure affermazioni di principio, in un dibattito anche molto importante ed articolato, ma resterebbero tali se non trovassero un riscontro nell’attività che, ogni giorno, qualsiasi docente, svolge in aula. Bisogna tenere conto che i percorsi di insegnamento – apprendimento diversi nella loro specificità, rispettosi delle differenze personali, in relazione ad interessi, capacità, attitudini, ritmi e stili cognitivi, storie di vita e di apprendimento, sono comunque accomunati dal fine a cui tendono, la crescita personale di ciascun allievo, definita secondo i principi delle norme generali dettate dallo Stato. Resta valido, in ogni caso, il presupposto secondo il quale la scuola, facendo ricorso alle possibilità offerte dai piani personalizzati, che nel caso degli alunni in difficoltà restano l’unica strategia praticabile, deve essere messa nelle condizioni di garantire il rispetto del valore intrinsecamente ed indistintamente riconosciuto all’alunno, non in quanto “diverso”, ma, alla stregua degli altri, persona umana. Matilde Maisto                                                                                        

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