Quale futuro per la città di Caserta?… A proposito della camorra dei colletti bianchi.

BY GIOVANNA PAOLINO
Quale futuro per la citta’ di Caserta ?
In questa campagna elettorale, che e’ appena iniziata, il cittadino ascolta molte proposte e programmi, che , individualmente considerati, sembrano essere coinvolgenti.
Eppure la citta’ di Caserta e’ immersa in problemi e problematiche, che non lasciano possibilita’ di replica. Problemi che non sono attribuili solo agli ultimi 20 anni di amministrazione , ma risalgono ad una gestione politica nazionale , e poi locale, che, dalla fine della seconda guerra mondiale, ha sempre utilizzato Caserta per logiche clientelari . Una sorta di sfruttamento consolidato nel tempo e nella mentalita’ degli stessi casertani : ora che la miniera d’oro si e’ esaurita tutti sono pronti a mettersi in discussione per recuperare il tempo perduto. Ma il tempo dell’oro e’ finito.
Ieri, nel suo coinvolgente discorso, Carlo Marino ha detto : ” Caserta non e’ citta’ di camorra”. Una frase intensa, piena di amore per questa citta’, che ha emozionato tutti i presenti, anche quelli piu’ scettici. E’ vero, Caserta non e’ citta’ di camorra, ma ci e’ diventata.
A Caserta , oggi, vige la Camorra come alternativa delegata da forze non tanto occulte a ritrovare, ovviamente per sfruttare, quel filo di oro che consenta a una miniera prosciugata , chiamata Caserta, di sopravvivere.
La Camorra non e’ quella della microcriminalita’ e dello spaccio, quella della prostituzione e del racket. Qui stiamo parlando della camorra dei colletti bianchi che si e’ insinuata nei circuiti e nei vertici sociali, politici ed economici della citta’ , intrecciandosi con le pratiche giuridiche , senza consentire piu’ al cittadino di comprendere e di operare quello che veramente sta accadendo. Si potrebbero portare infiniti esempi a conferma di queste affermazioni : noi casertani li viviamo quotidianamente e quotidianamente li subiamo. Tutte le piu’ importanti istituzioni pubbliche sono commissariate e sono commissariati anche i partiti politici. Ma questa e’ solo la punta dell’iceberg. E a nulla, i fatti parlano, e’ servito fino ad ora l’encomiabile sforzo delle Forze dell’Ordine.
La Camorra , o criminalita’ organizzata, non cedera’ facilmente il passo alla voglia di riscatto e di rinnovamento che la soffocante citta’ di Caserta urla . Essa si occultera’ in forme e modi diversi per compiacere le istanze sociali, ma poi la ritroveremo , immobili , nelle continue e occulte violazioni ai principi della legalita’. La camorra e’ anche conformismo alle violenze e ai soprusi, una sorta di mentalita’ diffusa dalla quale e’ difficile staccarsi di cui anche i cittadini sono responsabili.
La camorra serve all’economia, alla politica , ai disoccupati , agli studenti che cercano lavoro, agli arrivisti che aspirano a salire la carriera sociale. E serve soprattutto quando una citta’ e ‘ povera, economicamente e moralmente, come la nostra.
Noi ci auguriamo che ciascuno dei candidati in corsa per Palazzo Castropignano riesca a realizzare i propri programmi e gli impegni assunti con la citta’. Il problema sara’ neutralizzare la Camorra , quella dei Colletti Bianchi: se non si risolve questo punto, la citta’ di Caserta non andra’ da nessuna parte.

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