Quando la seconda dose? – Sul Coronavirus, dal Post

Chi di voi ha già ricevuto la prima dose del vaccino contro il coronavirus sa che negli ultimi giorni c’è stata un po’ di confusione sui tempi per ricevere la seconda, soprattutto dopo le nuove valutazioni del Comitato tecnico scientifico (CTS) sull’opportunità di estendere l’intervallo tra le due dosi arrivando a raddoppiarlo. 

La confusione è aumentata in seguito ad alcune dichiarazioni molto riprese della direttrice medica di Pfizer Italia, Valentina Marino, che aveva commentato le indicazioni del CTS ricordando che «il vaccino è stato studiato per una seconda somministrazione a 21 giorni». Marino aveva poi invitato ad «attenersi a quello che è emerso dagli studi scientifici perché questo garantisce i risultati che hanno permesso l’autorizzazione».

I responsabili del CTS in seguito hanno ricordato di essersi basati sull’esperienza di quanto avvenuto finora nel Regno Unito e negli altri paesi dove si è deciso di ritardare le seconde somministrazioni, anche tenendo in considerazione le valutazioni delle autorità sanitarie degli Stati Uniti che indicano come accettabile un richiamo entro i 42 giorni.

Visto che si è sentito e letto un po’ di tutto, meglio fare un rapido ripasso sui tempi delle seconde dosi.

La data della somministrazione della seconda dose varia in base al tipo di vaccino che si è ricevuto e ad altre eventuali valutazioni mediche, che devono comunque portare a stabilire una data entro gli intervalli di tempo indicati dalle autorità sanitarie.

Nella maggior parte dei casi, la data della seconda somministrazione viene comunicata dal personale sanitario quando si riceve la prima dose o al momento della prenotazione. In alcune circostanze può essere richiesto un rinvio, se per esempio si hanno impedimenti, ma in linea di massima conviene attenersi alle indicazioni ricevute non solo per motivi sanitari, ma anche per non complicare l’organizzazione della campagna vaccinale in una fase in cui devono essere vaccinate ancora decine di milioni di persone.

Pfizer-BioNTech
La seconda dose non può essere somministrata prima di 21 giorni, come indicato dalle stesse aziende che hanno ricevuto l’autorizzazione di emergenza in base a questo intervallo, la cui efficacia è stata verificata nei test clinici. Il CTS ha indicato che tra la prima e la seconda dose possono trascorrere comunque fino a 42 giorni.

Moderna
L’azienda produttrice consiglia di procedere con la seconda dose a 28 giorni di distanza dalla prima. È comunque possibile ritardare il richiamo e anche per questo vaccino il CTS indica la possibilità di attendere fino a 42 giorni.

AstraZeneca
La seconda dose può essere somministrata in un intervallo compreso tra 28 e 84 giorni dalla prima somministrazione. Alcuni studi hanno evidenziato una migliore protezione nel caso in cui il richiamo avvenga nel corso della dodicesima settimana, quindi a ridosso dello scadere degli 84 giorni. Studi e valutazioni sono ancora in corso, ma viene comunque consigliato di effettuare la seconda dose il più avanti possibile nel tempo, naturalmente entro gli 84 giorni.

Johnson & Johnson
È simile a quello di AstraZeneca, ma è stato sperimentato con diverse condizioni e con l’obiettivo di verificare se una sola dose fosse sufficiente per proteggere dalle forme gravi di COVID-19. Viene quindi somministrato con un’unica dose e non necessita di richiamo qualche settimana dopo, come avviene invece con gli altri vaccini autorizzati finora.

Alcune regioni hanno iniziato a estendere l’intervallo tra le due dosi come indicato dal CTS, come spieghiamo più estesamente qui, chi ha ricevuto la prima dose sarà avvisato nel caso in cui l’appuntamento per la seconda slitti di qualche giorno o settimana.


Il centro vaccinale all’interno degli studi cinematografici di Cinecitt‡ inaugurato dal presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, Roma, 20 aprile 2021. ANSA/MASSIMO PERCOSSI
Turismo europeo
Da domenica 16 maggio non ci sarà più l’obbligo di quarantena per chi arriva in Italia dai paesi dell’Unione Europea, da quelli dell’area Schengen che non fanno parte dell’Unione (Norvegia, Svizzera, Liechtenstein e Islanda, oltre a Principato di Monaco, San Marino e Vaticano), dal Regno Unito e da Israele. 
La settimana
Nell’ultima settimana sono stati rilevati 56.967 nuovi casi positivi, il 22 per cento in meno rispetto ai sette giorni precedenti. È una nuova riduzione significativa dopo quella che vi avevamo segnalato lo scorso venerdì e, in prospettiva, nelle prossime settimane dovrebbe comportare anche una riduzione dei pazienti ricoverati e dei decessi. I decessi nell’ultima settimana sono stati 1.482, quasi il 14 per cento in meno rispetto ai sette giorni precedenti.
Nell’ultimo rapporto pubblicato dall’Istituto superiore di sanità (ISS) sull’andamento dell’epidemia, si parla degli effetti sempre più evidenti della campagna vaccinale sulla mortalità: l’età mediana dei morti – 77 anni – è in diminuzione e ha raggiunto i livelli più bassi da marzo 2020. «Questi risultati, insieme all’andamento dell’incidenza e dei ricoveri, fanno supporre che nelle prossime settimane assisteremo a un calo più accentuato nelle fasce d’età target della vaccinazione» dice l’ISS.

Anche i dati che mostrano la capacità di individuazione e tracciamento dei casi sono incoraggianti, perché il calo è stato molto contenuto: significa che nonostante vengano trovati molti meno casi rispetto alle ultime settimane i sistemi sanitari continuano ad eseguire un adeguato numero di tamponi. Il rapporto tra tamponi e casi trovati è mostrato nel grafico qui sotto che mostra la percentuale di positività dei tamponi e dei test antigenici. La linea si è abbassata notevolmente nelle ultime settimane: è un segnale incoraggiante, perché significa che l’epidemia è sempre più sotto controllo. È bene fare attenzione, però: osservare i livelli estremamente bassi toccati durante la scorsa estate può essere fuorviante, perché nel frattempo sono cambiate le politiche di tracciamento adottate dalle regioni.
Nell’ultima settimana non è stata superata la media di 500mila somministrazioni giornaliere, obiettivo della struttura commissariale. Giovedì 13 maggio sono state eseguite 495mila vaccinazioni, un dato che si consoliderà nelle prossime ore e potrebbe superare la soglia di 500mila dosi.

Qui trovate tutti gli altri dati, regione per regione.

Proposta
I presidenti delle Regioni hanno presentato al governo una proposta per cambiare il complesso sistema di parametri attualmente utilizzato per decidere i colori delle regioni e quindi le conseguenti misure restrittive. Dicono di voler semplificare il modello con il superamento dell’indice Rt, uno dei principali indicatori utilizzati per monitorare l’epidemia, e arrivare in tempi brevi all’abolizione del sistema a colori adottato dallo scorso novembre.

Il modello proposto si basa su due soli indicatori: l’incidenza settimanale e la percentuale di posti letto occupati da malati di COVID-19 in terapia intensiva e negli altri reparti sul totale dei posti disponibili. I criteri che regolano le chiusure sono: con un’incidenza settimanale superiore ai 250 casi ogni 100mila abitanti area rossa, tra i 150 e i 249 casi ogni 100mila abitanti area arancione, gialla se tra i 50 e i 149 contagi settimanali ogni 100mila abitanti. L’area bianca è prevista con un’incidenza settimanale fino a 49 casi ogni 100mila abitanti.

Il governo dovrebbe valutare le proposte nei prossimi giorni, e sembra probabile che saranno accolte in larga parte. Contemporaneamente, si parla di un posticipo dell’orario di inizio del coprifuoco.

Dai 40
Da lunedì 17 maggio le regioni potranno avviare le prenotazioni per la vaccinazione contro il coronavirus alle persone dai 40 anni in su. Alcune regioni si sono attrezzate per farlo da subito, altre attenderanno alcuni giorni per portarsi avanti con le vaccinazioni già avviate nelle altre fasce di età. In Lombardia, per esempio, dal 20 maggio potranno prenotarsi per il vaccino contro il coronavirus le persone tra i 40 e i 49 anni, dal 27 maggio quelle tra i 30 e i 39 anni e dal 2 giugno quelle tra i 16 e i 29 anni

Revisione
Mercoledì la Commissione Europea ha stimato che l’economia dell’Unione Europea crescerà del 4,2 per cento nel 2021 e del 4,4 per cento nel 2022, innalzando quindi in modo significativo le sue precedenti previsioni che stimavano una crescita per i due anni rispettivamente del 3,7 e del 3,9 per cento. Le nuove previsioni dipendono soprattutto dall’andamento della campagna vaccinale nell’Unione Europea e dalle conseguenti riaperture in tutti i paesi dopo le numerose restrizioni dovute al coronavirus. Anche le campagne vaccinali e il risanamento progressivo delle economie nel resto del mondo aiuteranno l’economia europea, con l’aumento delle esportazioni globali.

San Marino
Il governo della Repubblica di San Marino dal 17 maggio inizierà a offrire ai turisti la possibilità di vaccinarsi contro il coronavirus con lo Sputnik V, sviluppato e prodotto dalla Russia. La somministrazione sarà possibile per tutte le persone non residenti a San Marino, ma non per gli italiani. Senza mascherina
«Vaccinati o mascherati» è un video di un paio di secondi che il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha pubblicato sui social network per spiegare alla popolazione che le persone completamente vaccinate possono fare a meno della mascherina nei luoghi al chiuso. Il messaggio, molto semplice e immediato, è basato sulle nuove indicazioni delle autorità sanitarie federali statunitensi e ha l’obiettivo di incentivare ulteriormente il ricorso alla vaccinazione, ma ha ricevuto critiche dagli esperti che ritengono prematuro l’abbandono delle mascherine in circostanze che potrebbero essere ancora a rischio.

La nuova decisione si porta dietro numerose incertezze sia dal punto di vista sanitario sia per quanto riguarda il comportamento dei singoli, con il rischio che persone non vaccinate fingano di esserlo per non indossare la mascherina al chiuso. La maggior parte degli esperti ritiene che fosse opportuno aspettare ancora un po’, prima di rimuovere una delle precauzioni più importanti per rallentare la diffusione dei contagi.
Un uomo con un’urna contenente le ceneri di un famigliare morto per il coronvirus, in un crematorio all’aperto nella periferia di Bengalore (AP Photo/Aijaz Rahi)
Espansione
La gravissima seconda ondata che sta interessando l’India da due mesi si sta spostando dalle grandi città e dagli stati più popolosi del nord e dell’ovest verso quelli rurali del sud, che stanno incontrando le stesse enormi difficoltà riscontrate nel resto del paese in queste settimane: mancanza di ossigeno per le terapie, difficoltà nel monitorare l’andamento dell’epidemia, e un altissimo numero di morti che si accumulano senza che le procedure di cremazione riescano a tenere il passo.

Gli stati continuano a non imporre lockdown come quelli – molto efficaci – adottati nella prima ondata, un anno fa. La percentuale di persone che hanno ricevuto almeno una dose di vaccino è molto bassa, sotto al 10 per cento della popolazione (in Italia, per confronto, è superiore al 30 per cento). E i primi studi sulla variante che si è diffusa localmente, la B.1.617, suggeriscono sia più contagiosa. Mercoledì sono stati registrati 4.205 morti per COVID-19, il dato quotidiano più alto dall’inizio della pandemia, e 348.421 contagi. Ma si suppone che i valori reali siano molto più alti, per i limiti del sistema di test nel paese: secondo certe stime i decessi potrebbero essere fino a cinque volte più alti.

Finale
La finale di UEFA Champions League tra le squadre di calcio Manchester City e Chelsea, in programma sabato 29 maggio, si giocherà allo stadio do Dragao di Porto, in Portogallo, e non all’Ataturk di Istanbul come previsto inizialmente. Il cambiamento della città ospitante è stato deciso dalla UEFA per problemi organizzativi legati alla pandemia: la Turchia è stata infatti inserita dal governo inglese tra le destinazioni turistiche sconsigliate ai propri cittadini. L’organizzazione della finale in Portogallo permetterà alle due squadre inglesi di avere 6.000 tifosi ciascuna sugli spalti.

Evitabile?
La pandemia da coronavirus poteva essere in gran parte evitata con una risposta internazionale più rapida, secondo una commissione indipendente di esperti che ha esaminato le cause della crisi globale dovuta al coronavirus. L’Independent Panel for Pandemic Preparedness and Response, incaricato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ha pubblicato un rapporto che si è concentrato sulle contromisure per contenere il virus adottate nelle prime settimane del 2020 dall’OMS, dalla Cina e dai governi internazionali. Dice che c’è urgentemente bisogno di un nuovo sistema di risposta globale contro le malattie infettive, in modo da evitare che una diffusione locale si tramuti nuovamente in una pandemia. Molti esperti segnalavano questa esigenza da anni e la sottovalutazione dei rischi è stata una parte del problema.

Radio
I radioamatori impiegano strumenti che consentono di trasmettere e ricevere segnali radio attraverso bande di frequenza appositamente assegnate per entrare in collegamento gli uni con gli altri e sperimentare la trasmissione delle comunicazioni a grandi distanze. Si stima che al mondo ce ne siano circa 3 milioni, ciascuno con un’autorizzazione e un proprio codice identificativo. Con la graduale riduzione delle restrizioni contro il coronavirus, molti di loro hanno ripreso a fare piani per andare letteralmente in capo al mondo. Spesso fanno viaggi lunghi e molto avventurosi per raggiungere le località più remote del pianeta e allestire le loro stazioni mobili, con cui poi comunicano con operatori di tutto il mondo, distanti migliaia di chilometri.

Uno di questi luoghi, il secondo più desiderato dopo la Corea del Nord, è l’Isola Bouvet, un’isola disabitata coperta prevalentemente da ghiaccio che si trova nel sud dell’oceano Atlantico e appartiene alla Norvegia. È decisamente isolata.

Naso
Nell’ultimo anno a causa del coronavirus milioni di persone hanno perso temporaneamente la capacità di percepire e riconoscere gli odori, e molti di loro si sono accorti per la prima volta quanto l’olfatto sia importante e centrale nelle nostre esistenze. Ritenuto sacrificabile e il meno importante tra i nostri sensi, l’olfatto è stato trascurato a lungo dalla ricerca scientifica e anche per questo buona parte del suo funzionamento rimane un mistero. Complice la pandemia e i molti malati di COVID-19 che hanno segnalato di averlo perso per giorni, a volte per mesi, i ricercatori hanno iniziato a mostrare un rinnovato interesse su ciò che determina la nostra capacità di distinguere il profumo di una torta appena sfornata dall’odore della benzina.

I meccanismi di base che fanno funzionare l’olfatto ci sono abbastanza familiari: l’aria inalata attraversa il naso che rileva qualcosa e invia un segnale al cervello, che elabora quell’informazione dandoci la consapevolezza di avere appena percepito un odore. Sotto questa descrizione piuttosto intuitiva e sommaria c’è un’enorme quantità di dettagli che non comprendiamo ancora perfettamente: sappiamo che cosa succede, ma non abbiamo tutti gli elementi per spiegare come. L’olfatto è un mistero.

Podcast
Dopo l’olfatto, finiamo con l’udito e con una novità che ci fa contenti. Abbiamo una nuova applicazione per ascoltare i podcast che produciamo qui al Post, potete scaricarla sul vostro telefono Android cliccando qui o sul vostro iPhone cliccando qui. È gratuita e vi consente non solo di avere un archivio di quanto abbiamo fatto finora, ma soprattutto di ascoltare i nuovi podcast che stiamo preparando. E qui arriva una seconda novità.

Da lunedì 17 maggio sull’app troverete “Morning“, un nuovo podcast condotto dal vicedirettore del Post, Francesco Costa, che ogni mattina vi racconterà le notizie più importanti sui quotidiani e le cose di attualità da tenere d’occhio. Visto che è una cosa che si ascolta, trovate dettagli e informazioni in più direttamente sull’app del Post, nella sezione “Morning”.

Realizzare un’applicazione e produrre podcast originali richiede molte risorse: non potremmo farlo senza l’aiuto degli abbonati al Post, ai quali siamo grati. E grazie ai molti di voi che in questo anno di newsletter hanno scelto di essere nostri complici e di darci una mano

Noi ci sentiamo come sempre martedì prossimo, nel frattempo potete ascoltarci sull’app. Ciao!

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