Riabilitazione intensiva, seminario di studi alla Villa delle Magnolie

Riabilitazione intensiva, seminario di studi, alla Villa delle Magnolie
La riabilitazione intensiva in ambito internistico e post-chirurgico: stato dell’arte e prospettive, è questo il tema del seminario di studi in programma sabato 16 maggio, presso la Villa delle Magnolie a Castel Morrone, a partire dalle ore 9. L’appuntamento è valido come corso Ecm per medici-chirurghi e garantisce a tutti i partecipanti otto crediti. Di primissimo livello la pleatea dei relatori. Ad aprire i lavori i padroni di casa Giuseppe Esposito direttore amministrativo Villa delle Magnolie, Gianluigi Di Stasio, direttore sanitario e Vincenzo Del Villano, direttore scientifico della struttura sanitaria di Castel Morrone. E’ poi il turno degli ospiti Prof. Domenico Bonaduce: Direttore Dipartimento Scienze Mediche Traslazionali – Università degli Studi di Napoli “Federico II”, Prof. Pasquale Abete: Professore Associato di Medicina Interna – Università degli Studi di Napoli “Federico II”, Prof. Mario Petretta: Professore Associato Medicina Interna – Università degli Studi di Napoli “Federico II”, Paolo Pepino: Responsabile Cardiochirurgia Casa di Cura Pineta Grande – Castel Volturno, Salvatore Del Gaudio: Responsabile Medicina d’Urgenza Casa di Cura Pineta Grande – Castel Volturno, Prof. Francesco Barillà: Professore Aggregato di Cardiologia – Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, Prof. Paolo Golino: Professore Ordinario di Cardiologia – SUN – Caserta, Maurizio Capece: Responsabile Terapia Intensiva e Cardiochirurgia Casa di Cura San Michele Maddaloni, Luigi Argenziano: Responsabile UTIC Casa di Cura Pineta Grande – Castel Volturno. Prenderanno poi la parola il Prof. Bruno D’Agostino: Professore Associato di Farmacologia Seconda Università degli studi di Napoli, Gianluca Testa : Ricercatore Dipartimento di Medicina e di Scienze della Salute – Università del Molise – Campobasso, Loredana Tibullo: Dirigente Medico Medicina d’Urgenza Ospedale Moscati di Aversa, Paolo Ferraro: Responsabile Emodinamica e Cardiologia Interventistica della Casa di Cura San Michele Maddaloni, Gennaro Coronella: Aiuto Cardiochirurgia Casa di Cura Pineta Grande – Castel Volturno. A spiegare l’importanza dell’appuntamento di sabato è il professor Petretta, che anticipa alcuni degli argomenti che saranno affrontati durante i lavori. «Il Convegno ha lo scopo di offrire una aggiornata ed approfondita analisi dello stato dell’arte e delle prospettive della riabilitazione intensiva in ambito internistico e post-chirurgico, avvalendosi delle competenze di esperti e qualificati relatori – ha sottolineato – Come è noto, la riabilitazione mira a massimizzare l’indipendenza funzionale attraverso la stabilizzazione della funzione, la riduzione della disabilità e la prevenzione di complicanze secondarie, attraverso un processo educativo che incoraggia l’indipendenza dell’individuo. In altre parole è un processo di cambiamento attivo attraverso il quale una persona disabile acquisisce e usa le conoscenze e le abilità necessarie per rendere ottimali le proprie funzioni fisiche, psicologiche e sociali La riabilitazione non è quindi sinonimo di fisioterapia o rieducazione neuromotoria ma è parte integrante di un percorso riabilitativo, che rientra all’interno di un progetto comune in cui l’obiettivo finale del percorso, è il miglioramento della qualità di vita del soggetto». Petretta focalizza l’attenzione su quelle che sono le finalità dei percorsi riabilitativi. «La riabilitazione va intesa come un processo che offre prestazioni appropriate ai bisogni della persona disabile in maniera coordinata e congrua, attraverso un programma personalizzato e multidisciplinare, che ha lo scopo di migliorare la salute, il benessere psico-fisico, sociale, formativo e lavorativo, favorendo il reinserimento, ove possibile, nella vita sociale e nelle attività utili e produttive – ha sottolineato – In Medicina Interna l’intervento riabilitativo viene finalizzato verso quattro obiettivi: il recupero di una competenza funzionale che, per ragioni patologiche, è andata perduta; l’evocazione di una competenza che non è comparsa nel corso dello sviluppo; la necessità di porre una barriera alla regressione funzionale cercando di modificare la storia naturale delle malattie cronico-degenerative riducendone i fattori di rischio e dominandone la progressione; la possibilità di reperire formule facilitanti alternative. Allo scopo di contrastare in modo ottimale la varietà di sintomi e di problemi che si presentano durante il decorso clinico, è necessario un approccio interdisciplinare che coinvolga varie figure professionali – l’equipe riabilitativa – e diversi tipi di interventi riabilitativi, da effettuare nelle fasi intensive in strutture all’avanguardia, specializzate e adeguatamente organizzate allo scopo».

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