RIFLESSIONE SUL VANGELO DI DOMENICA 10 OTTOBRE 2021 A CURA DI DON FRANCO GALEONE

XXVIII Domenica del TO (B) – 10 ottobre 2021

La ricchezza: non divisione, ma con-divisione!

Prima lettura: La ricchezza è nulla rispetto alla sapienza (Sap 7,7). Seconda lettura: La parola di Dio è viva, tagliente (Eb 4,12). Terza lettura: Vendi quello che hai, vieni, seguimi! (Mc 10,17).

Prima lettura

1) Qualche breve indicazione sul libro della Sapienza o Sapienza di Salomone o semplicemente Sapienza (greco: Σοφία Σαλωμῶνος/Sofìa Salomònos). È un testo contenuto nella Bibbia cattolica (Settanta e Vulgata) ma non nella Bibbia ebraica (TaNaKh); è considerato ispirato nella tradizione cattolica e ortodossa, mentre è considerato apocrifo per tradizione protestante. È scritto in greco, ma è probabile che il testo originale sia stato scritto in ebraico. La redazione finale è avvenuta nel primo secolo a.C. È stato attribuito al re Salomone. San Girolamo lo attribuì a Filone di Alessandria e così anche san Bonaventura. In realtà l’autore del testo rimane ignoto. Molti studiosi pensano che il libro abbia non un solo autore, ma che sia opera di più autori. La Sapienza, in ordine cronologico, è l’ultimo libro dell’Antico Testamento.

2) Il re Salomone così narra la sua origine: “Anch’io sono un uomo mortale come tutti, formato di carne nel grembo di mia madre, frutto del seme di un uomo e del piacere coniugale” (Sap 7,1-3). Era un bambino eccezionale, ma gli mancava una qualità importante: la sapienza. Nel brano di oggi ci racconta come gli fu donata: “Pregai e mi fu elargita” (v.7). Il riferimento è al celebre sogno sul monte di Gàbaon, dove il Signore gli apparve: “Chiedimi ciò che vuoi e io te lo darò”. E Salomone chiese di saper distinguere il bene dal male (1Re 3,4-15). La scienza ci viene data dai maestri ma la sapienza viene solo da Dio, grazie alla preghiera sul monte: chi si ferma in basso, chi non eleva il cuore a Dio, resta privo della sapienza. E Salomone riconosce che, proprio per averla scelta, il Signore gli ha dato tutti gli altri doni.

Servirsi “del” denaro, e non servire “il” denaro! 3) Vorremmo avere più spazio per analizzare, anche in sede estetica, l’episodio del giovane ricco, tra i più organici del Vangelo di Marco, tra i più densi e drammatici. Un brano molto attuale, in questa nostra società dell’opulenza, nella quale il cristiano è costretto a scegliere tra l’avere e l’essere. Il poeta latino Orazio scrive che “bisogna cercare prima di tutto la ricchezza; la virtù viene dopo i soldi” (Epistole, I, 1,53):è il pensiero di un pagano, ma quanti cristiani la pensano come lui! Il filosofo cinico Cratete, discepolo di Diogene, per dimostrare la sua superiorità sulle ricchezze, aveva con orgoglio gettato in mare i

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