Riflessioni in versi in pandemia – “Come un Gabbiano” di Franco Pastore

Alcune poesie tratte dal libro di Franco Pastore: Come un Gabbiano. Dedicato agli eroi della pandemia, che hanno dato la loro vita per curare e salvare vite negli ospedali.

PANDEMIA

Ἡ πανδημία 

 Ritorna l’ansia degli anni di guerra, dolore sparso in tutta la terra. Il mostro infuria, con forza immane, la crudeltà è quasi umana.

 I giorni passano, fugge la vita, ricerchi un senso nell’attesa infinita, ti aggrappi al nulla, alle cose più strane: in fondo al vicolo, abbaia un cane.

 Se esco fuori, sul mio balcone, mi guardo il mare della canzone: è ancora bello, pur da lontano, è l’infinito in un palmo di mano.

 Su di una pianta vedo dei fiori, son tutti bianchi, sembrano cuori, penso alla vita, a cjò ch’è andato, anche stanotte non ho sognato.

 Come un fantasma, in una nube d’estate, ritornerei in grembo a mia madre, per rinascere ancora, in una nuova aurora, in un mondo diverso, come quello d’allora.

PRIMAVERA 2020

Τα ἔαρ 2020 

 Una primavera strana, con un’angoscia  che ti lancia il cuore in una nube di dolore per migliaia di morti che non vedranno più l’alba. 

 Una umanità infinita, che ora dorme nel nulla, mentre il sole ancor brilla ed il mare che scroscia, sotto il chiaro di luna.

Gente vuota che gira, o distratta che mira a quei beni di carta, al potere di sorta ed invece è l’amore, che ti canta infinita,  la canzone della vita.

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