Risate “Amarcord” con Carosello: in via Margutta la cena è teatrale

Post evento Lunedì 29 febbraio 2016
Le cene teatrali del Margutta proseguiranno con due importanti spettacoli: il 20 marzo e il 17 aprile sarà il turno di “Di Venere e d’arte”
Ad assistere allo spettacolo “Carosello insegna” anche Maria Rosaria Omaggio, una delle grandi interpreti del Carosello di allora, nonché il conduttore televisivo Daniel Della Seta e lo scrittore Marco Lombardi

LA CENATEATRO – Una cena teatrale davvero speciale quella del Margutta Vegetarian Food & Art e della D.d’Arte, dedicata alla celebre trasmissione tv Carosello, per anticipare i festeggiamenti dei 60 anni dalla prima puntata della storica trasmissione tv, che ha trasformato gli annunci pubblicitari in arte e cultura. Lo spettacolo “Carosello insegna” con Ottavia Bianchi, Ketty Roselli e Giorgio Latini, con la regia di Francesco Sala e le musiche al pianoforte di Antonio Nasca, nasce da un’idea di Tina Vannini e Francesca Barbi Marinetti. Ad assistere allo spettacolo romano “Carosello insegna” anche l’attrice Maria Rosaria Omaggio, una delle grandi interpreti del Carosello, nonché il conduttore televisivo Daniel Della Seta e lo scrittore Marco Lombardi.
Scene di film, spot iconici, in bianco e nero e a calori, canzoni rese celebri dalla tv commerciale, diventano il prezioso contorno delle quattro performance teatrali che si alternano ai piatti vegetariani della cena. Un ricco contenitore di citazioni cinematografiche e commerciali per divertire i commensali di ogni età, per un caloroso e sentito omaggio alla tv che fu.
NOTE DI REGIA – “Carosello è una parola magica, buona, inconfondibile – spiega il regista Francesco Sala – Evoca” famiglia”, ma anche crescita di un Paese che stava entrando in un boom economico. La nostra operazione è una rievocazione allegra, che vuole superare la nostalgia del tempo che fu. Riflettiamo giocosamente su quella trasformazione epocale, attraverso scene, video, canzoni, immagini, slogan, motti di un mondo fatato quello del Carosello, che la comunicazione di oggi così sfrontatamente aggressiva, “virale”, per non dire banale, spregiudicata, sempre al passo con la volgarità che spaccia per novità e che non riesce ad eguagliare.
LE PROSSIME CENE TEATRALI – Le cene teatrali del Margutta proseguiranno con due importanti spettacoli: il 20 marzo e il 17 aprile sarà il turno di “Di Venere e d’arte”, con Ottavia Bianchi, Ketty Roselli, Giorgio Latini, e la regia di Francesco Sala; il 15 maggio e il 16 giugno, invece, torna “Mille volte Monica”, l’omaggio a Monica Vitti. Gli spettacoli andranno in scena tra una portata e l’altra della cena: quattro le portate, quattro gli “atti” della messinscena. Start: ore 20,30. Prenotazioni allo 06 32650577 o per mail ad info@ilmargutta.bio. Spettacolo e cena: 35 euro.

INFO SU CAROSELLO
LA STORIA DEL PROGRAMMA – Carosello, andato in onda sul Programma Nazionale e poi sulla Rete 1 della Rai, fu l’appuntamento serale per un’intera generazione di famiglie italiane. Il record di telespettatori raggiunto dai dieci minuti di pubblicità che la RAI mandò in onda per vent’anni, ogni sera (eccetto rarissime occasioni) alle 20:50 dal 3 febbraio 1957, al termine del telegiornale, fu in linea con il boom economico degli anni Cinquanta. L’ultimo dei 7.261 episodi fu trasmesso il 1° gennaio 1977.
Tanti i nomi illustrissimi dello spettacolo che erano stati coinvolti in questo storico progetto: registi quali Luciano Emmer (che ne è considerato l’inventore), Ermanno Olmi, Sergio Leone, Pupi Avati, Pier Paolo Pasolini, Federico Fellini, e attori come Totò, Vittorio Gassman, Dario Fo, Raffaella Carrà, Giorgio Albertazzi, Mina, Nino Manfredi, Gino Bramieri, Virna Lisi, Raimondo Vianello, Eduardo De Filippo, Jerry Lewis.
LE REGOLE DEGLI SPOT – Ogni spot doveva durare 1 minuto e 45 secondi dei quali solo 20-30 potevano essere dedicati alla menzione del prodotto, il nome del quale, comunque non poteva essere ripetuto più di 3 volte. Lo spettacolo doveva essere separato nettamente dal codino pubblicitario finale, e nessuno spot poteva essere ripetuto. Regola, quest’ultima, che cambiò negli anni. Non dovevano contenere immagini o storie che incitassero alla violenza, alla disonestà, al vizio o al sesso: erano così esclusi prodotti come biancheria intima e parole come sudore, forfora o depilazione.

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