“Sabato Corso Trieste si veste a festa”

“Sabato Corso Trieste si veste a festa” leggo stamani sui giornali e pare che ci aspetti l’ennesimo week endall-inclusive con artigiani-antiquari-collezionisti-casari-giocattolai e mangiafuoco alla rinfusa lungo la strada dello struscio.

La solita kermesse improvvisata e raccogliticcia, senza un senso o un’idea alla base e sì che, in tempi di magra come questi, di solito mancano i soldi e non certo le idee. Ed è proprio in ragione di tale “magra” che fatico ad assumere una posizione di dissenso nei confronti di un’iniziativa perché detesto il bastiancontrariesimo e non mi limiterò alla critica, ma innanzitutto vorrei capire il perché. Perché si perpetua questa abitudine da sagra di paese? Perché si continuano ad allestire bancarelle lungo Corso Trieste?
Perché si oscurano le vetrine dei negozi che invece dovrebbero essere incentivati a restare aperti la domenica attraverso opportune agevolazioni? Perché la strada principale della città deve diventare, d’improvviso, preda di decine di golosi solo di zuccheroni e mandorle caramellate? Nelle città normali le sagre si svolgono nelle frazioni, nei quartieri, nelle periferie; servono a riappropriarsi di un’identità perduta e, pertanto, si può tollerare qualche caduta di stile. E’ già complicato tollerare le bancarelle dinanzi al Centro Direzionale in occasione della festa di San Benedetto che dura due giorni, ma per “il Corso” è impossibile non mettersi ad urlare: Perché??? Ho ancora negli occhi quella bellissima iniziativa di Coldiretti, relegata al “secondo tratto” mentre 200 metri più in la i cancelli della Flora erano chiusi e Piazza Carlo III come sempre deserta.

Era la solita fila di bancarelle con le auto parcheggiate dinanzi ad esse, ma i prodotti erano di qualità e l’idea c’era: il mercatino dell’agroalimentare di qualità. Se quindi l’idea dell’amministrazione fosse questa: organizzare mercatini a tema, allora, io sarò dalla loro parte ma circa la location non credo ci sia discussione possibile: i mercatini si fanno nelle piazze, non lungo le strade. Piazza Carlo III, Piazza Sant’Anna, Piazza Gramsci, la Flora, Piazza Cattaneo, Piazza Mercato, soprattutto. Fino a Piazza Pitesti la città è piena di aree che paiono disegnate, senza considerare Piazza Vanvitelli che, se buttassimo giù quella schifezza di Casa Comunale, potrebbe arrivare a formare un bellissimo unicum con Piazza Cattaneo, ma questa è un’altra storia.

Nel frattempo invito tutti i miei concittadini ad essere comunque in Piazza sabato e domenica, confidando che almeno ci risparmino lo stand del Bimby e il gruppo da ballo con
tammorra e borraccia.

Paolo Farina
Consigliere Comunale

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