SANTA MARIA CAPUA VETERE: FINE PENA MAI, PER SALVATORE BUSICO

Si chiude la lunga vicenda giudiziaria sull’omicidio del giovane Enrico Di Monaco che risale al 2005

SANTA MARIA CAPUA VETERE (Raffaele Raimondo) – Terminati i colpi di scena su un delitto che colpì molto l’opinione pubblica sammaritana. «La  5a Sezione Penale della Corte di Cassazione (presidente dott. Gerardo Sabeone e relatore dott.ssa Rossella Catena) dopo oltre 10 ore di Camera di Consiglio, ha messo il punto finale ad una vicenda drammatica avvenuta 12 anni fa a Santa Maria Capua Vetere: l’omicidio del diciassettenne Enrico Di Monaco. E’ stato sentenziato che il 50enne agricoltore sammaritano Salvatore Busico non solo è stato il mandante dell’omicidio  di Enrico Di Monaco, ma ha anche e soprattutto agito con premeditazione. Dunque carcere a vita, ergastolo per Salvatore Busico, conosciuto come Totore che resta recluso nel carcere di Avellino dove si trova da oltre tre anni. Accolte anche questa volta di nuovo le richieste e le argomentazioni giuridiche del difensore di parte civile, l’avv. Raffaele Crisileo, che sta portando avanti questa battaglia giudiziaria da oltre 12 anni. Accolte anche le richieste del Procuratore Generale d’udienza, il dott. Ciro Angelillis, per quanto riguarda la ricostruzione del fatto. Per la cronaca, la 1a Sezione Penale della Corte di Cassazione aveva   in precedenza annullato la sentenza limitatamente alla sola aggravante della premeditazione sulla quale aveva chiesto un nuovo giudizio ad un’altra sezione della Corte di Assise di Appello di Napoli. Restava però confermato il movente che aveva ricostruito la 2a Sezione Penale della Corte di Assise di Appello di Napoli (presidente Maria Monaco e giudice estensore Loredana Di Girolamo), la quale aveva ribaltato il giudizio della Corte di Assise di Santa Maria Capua Vetere che aveva assolto Busico, stabilendo che Salvatore Busico aveva fatto uccidere il giovane diciassettenne Enrico Di Monaco perché lo ricattava continuamente con richieste di denaro dopo che per suo conto aveva incendiato l’auto di un vicino e per questo motivo gli chiedeva sempre e costantemente denaro in cambio del suo silenzio. La 5a Sezione Penale della Corte di Cassazione qualche giorno fa ha inoltre ritenuto attendibili tutti i testi ed in particolare Alfredo Sergio, ultima persona che quella notte tra il 24 ed il 25 aprile 2005 vide Enrico Di Monaco salire sull’autovettura di Salvatore Busico, come aveva stabilito la 1a Sezione della Corte di Assise di Appello di Napoli presieduta da dott. Mastursi che aveva sposato in pieno la precedente decisione della Seconda Sezione della stessa Corte.  In conclusione dopo il terzo grado di giudizio è stata accertata la colpevolezza dell’ex agricoltore sammaritano mandante dell’ omicidio  del povero Enrico. Ora, dopo 12 anni e mezzo di vicissitudini giudiziarie, per Salvatore Busico è stato disposto l’ergastolo ed il carcere a vita con un “fine pena mai”. Sono state rigettate tutte le richieste della difesa rappresentata dall’avv. Federico Simoncelli e dal prof. Alfredo Gaito. L’avv. Crisileo ci ha lasciato in merito questa dichiarazione “Ho sempre ritenuto Busico Salvatore come l’assassino di Enrico Di Monaco. Mai mi sono arreso! Anche dopo che la Corte di Assise di Santa Maria Capua Vetere lo assolse in primo grado. Ritenni che in quel caso trattavasi di errore giudiziario. Anche dopo due annullamenti con rinvii e la conferma della premeditazione e dell’ergastolo, ritengo di aver avuto ragione. Sono contento perché la Giustizia ha fatto il suo corso naturale e fisiologico. La vita umana è un dono ed è sacra“». Commento emblematico che dovrebbe indurre a riflettere e ad agire di conseguenza in questa temperie in cui si bruciano le esistenze più di quanto si esaltano.

 

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