Santa Maria Capua Vetere: “La nobiltà del cigno”, un grande successo

Il Centro Studi Danza “Mena Di Maio” ha incantato il pubblico del Garibaldi. Applauditissima la partecipazione straordinaria di Yonatan Stakenburg che ha danzato con Dell’Ovo e Aterrano

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SANTA MARIA CAPUA VETERE (Raffaele Raimondo) – Puntuale è tornato, come ogni anno, prodigo di delizie lo spettacolo coreutico allestito dal Centro Studi Danza “Mena Di Maio”.                         

L’atteso evento artistico, con l’emblematico titolo “La nobiltà del cigno”, ha incantato il pubblico del Garibaldi nell’indimenticabile serata di lunedì 20 giugno. Ideazione originale concepita da Mena Di Maio, Fabio Gison ed Angelo Smimmo che con Giuseppe Laurenza han firmato le raffinate coreografie, su musiche, manco a dirlo, di Pëtr Il’ič Čajkovskij. Serena Russo e Roberta Di Stasio assistenti coreografe. 

In palcoscenico due Cigni (Swans) d’eccezione: Federica Dell’Ovo e Carla Aterrano. Con loro il Principe (Giuseppe Laurenza) e Rothbart (Angelo Smimmo). E poi, in gran coro, la Nobiltà: Michela Castagna, Serena Russo, Laura Formato, Giorgia Lepore, Camilla Menale, Imma Simone. Anita Capanna, Asia Marrandino, Chiara Rendina, Chiara Belculfiné, Sara Di Caterino, Alessia Sodano. Federica Ciccarelli, Laura Di Chiara, Francesca Di Lettera, Angelica Izzo, Giorgia Leardi, Lorenza Lepore, Anastasia Martino, Matilde Iannotta, Noemi Luberto, Melissa Santella, Gaia Russo. Miryam Arciero, Annarita Arena, Beatrice Nicoletti, Martina Picillo, Aurora Capuano, Giulia Pascale, Miriam Sodano. (Giusy Palmese, Roberta Di Stasio, Serena Russo).                                                                                

Al clou Dreams per le coreografie e l’esibizione straordinaria di Yonatan Stakeburg, solista alla Dutch National Opera & Ballet di Amsterdam.                                                                                                    

Il prestigioso know-how del Centro Studi Danza “Mena Di Maio” ha fatto da aurea base all’edizione 2016 del saggio, ma anche stavolta non sono mancate nuove sfide e nuovi picchi artistici per gli spettatori già adusi ogni anno a belle sorprese. Un’attenta psicologa, a fine spettacolo, non si stancava di sfoderare aggettivi: bellissimo, entusiasmante, emozionante…, perfino commovente il filmato di ringraziamento che le allieve hanno riservato alla loro Maestra per eccellenza.                  Quando a noi è toccata la fortuna, nel recente passato, di conversare con l’inimitabile Mena Di Maio, ci si è aperto lo scrigno, abbiamo capito un po’ dei suoi segreti, soprattutto abbiamo compreso che son tante le chiavi di volta di un successo che viene da lontano e si proietta nel tempo, instancabilmente. Ma, di certo, alla sommità vi sono l’amore sconfinato per l’arte, la disciplina morale ad illuminar le rigorose tecniche, la folgorante osmosi di relazionalità profonda e comune, continua ricerca di creatività. E perciò, a mani ancora calde per gli scroscianti applausi, il pensiero e l’attesa già volano all’edizione prossima, con la sicurezza di poter prendere parte ad un’ennesima grande avventura dello spirito e dell’arte.

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