STOCCOLMA di Antonio Mocciola

Associazione Teatrale T.A.O.

Presenta

DOMENICA 10 OTTOBRE 2021 ORE 19

TEATRO AVAMPOSTO

via Sedile di Porto 55, NapolI

STOCCOLMA

Di Antonio Mocciola

Con Antonio De Rosa e Michele Capone

Regia Maria Verde

Musiche originali Antonio Gillo

Collaborazione all’allestimento Bruno Garofalo

Assistente alla regia Katia Girasole

Addetto luci Antonio Passante

Si ringrazia Egidio Carbone per la preziosa ospitalità

ANTEPRIMA NAZIONALE SOLO PER GIORNALISTI E ACCREDITATI, NECESSARIO POSSESSO GREEN PASS

TESTO FINALISTA PREMIO DRAMMATURGIA CARLO ANNONI 2021

Vessato e umiliato dal professore universitario che gli nega ripetutamente la promozione all’ultimo esame, quello decisivo per la laurea in Giurisprudenza, uno studente (Michele Capone) rapisce, sevizia e tiene in catene il suo aguzzino (Antonio De Rosa). In un sottilissimo gioco psicologico, in cui sono in palio la liberazione, per il professore, e la promozione tramite il ricatto, per lo studente, il gioco delle forze, apparentemente in mano al giovane, si ribalta continuamente, finendo, come è inevitabile, nella sfera sentimentale. I due uomini si raccontano, si sfiorano, si detestano, fino alla resa dei conti. Ma la Sindrome di Stoccolma, alla fine, prevale. Con conseguenze inimmaginabili.

v.m.18 anni

Note di regia

Federico, l’allievo e Gianluca, il professore. Il primo, una specie di Barbablù in versione edulcorata; il secondo vittima, che instaura a tratti un rapporto di interdipendenza con il proprio carceriere. “Stoccolma” appare inizialmente, come la sintetica immagine di un thriller d’autore, dove primeggia l’affermazione di uno spirito di rassegnazione e di rinuncia al vero. Il rosso desiderio di vendetta, l’intimo dolore e l’insana paura di non essere all’altezza, accecano la “ratio” e la sensibilità di un animo giovane, gettando un’ombra funesta sulla verità e la bellezza, connaturate nella sua stessa esistenza. Il respiro vitale di una età matura e socialmente affermata, ottenebrato da disattese evoluzioni di relazioni familiari, descrivono l’incapacità di una esistenza serena e di uno inadeguato proporsi nei rapporti interpersonali e professionali. Due anime che lottano per opporsi e contrastare un sentire, che non appartiene alla autenticità della bellezza della verità di una vita “normale”. Gli stenuanti ed umilianti tentativi di sottomissione da un lato, e l’apparente accondiscendenza dall’altro, in cui il pudore e la vergogna quasi si annullano, conducono pian piano, vittima e carceriere nudi, uno di fronte all’altro, come davanti ad un specchio virtuale, in cui ognuno di loro, diviene soggetto e riflesso. Il “ritorno”, l’alleanza e la solidarietà… Un “filo” sottile che, si attorciglia e tesse una tela che incatena, unisce e rinvigorisce il desiderio di andare oltre ogni identificazione con la manifestazione umana, oltre il dolore, oltre la paura, oltre la mente.

link video teaser

INFO E ACCREDITI

mocciola.stampa@gmail.com

392 0368048

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