Sul Coronavirus, dal Post

Ci sono 400 casi confermati in Italia.
Di questi, 12 sono morti.
Sono le 18 e 30.Edward Jenner era un medico britannico piuttosto sveglio, e un buon osservatore. Alla fine del Settecento, notò che le donne mungitrici guarite dal vaiolo bovino non sviluppavano l’altra forma di vaiolo, molto più grave e mortale. Capì che, proprio grazie al contagio con una versione della malattia molto meno aggressiva (all’epoca non si sapeva nulla dei virus), le mungitrici erano diventate immuni.

Jenner sperimentò la sua teoria su James Phipps, un bambino di 8 anni figlio del suo giardiniere (sì, erano altri tempi): lo infettò con del pus ottenuto dalle lesioni di una mungitrice che aveva contratto il vaiolo bovino. Il povero Phipps, come previsto, si ammalò e nel giro di pochi giorni guarì perché la malattia era poco aggressiva. Un paio di mesi dopo, Jenner infettò nuovamente il ragazzino, questa volta con materiale proveniente da una persona malata del ben più pericoloso vaiolo. Phipps non si ammalò, confermando la teoria di Jenner sull’immunizzazione. La sua scoperta, due secoli dopo, avrebbe portato alla completa eradicazione del vaiolo grazie ai vaccini, un risultato storico.

La parola stessa “vaccino” deriva da “Variolae vaccinae”, cioè “vaiolo della mucca” in latino, locuzione che Jenner introdusse nel trattato che pubblicò sul tema. Fu il biologo francese Louis Pasteur, fondatore della moderna microbiologia e pioniere nello studio degli agenti che oggi chiamiamo virus, a proporre nel 1881 di utilizzare la parola “vaccino” per definire le inoculazioni in generale, e non solo quella del vaiolo. (Tutto il resto dell’incredibile storia su come nascono i vaccini è qui.)

Oggi la ricerca dei vaccini prevede l’impiego di tecniche e sistemi molto più raffinati. Prendete l’azienda farmaceutica statunitense Moderna, per esempio: ha sviluppato un primo vaccino sperimentale contro il coronavirus, senza avere nemmeno bisogno di portare il virus nei suoi laboratori (con tutti i rischi che avrebbe comportato). In appena un mese, i suoi ricercatori hanno identificato una sezione della sequenza genetica del coronavirus promettente per indurre una reazione immunitaria nell’organismo di chi lo riceve, senza che però si sviluppino i sintomi della malattia (un po’ come aveva fatto Jenner con Phipps).

Il vaccino sperimentale sarà testato a partire da fine aprile, prima di tutto per verificare che sia sicuro: se andrà tutto liscio, sarà poi testato su centinaia di volontari. L’intero processo richiederà un anno di lavoro, e nulla garantisce un esito positivo. Vale la pena tentare, però, e nel frattempo saranno pronti altri vaccini da sperimentare allo stesso scopo.

Nel frattempo, la situazione in Italia.
Secondo gli ultimi dati ufficiali forniti dalla Protezione Civile alle 18 di mercoledì 26 febbraio, in Italia ci sono stati 400 casi di contagio confermati da coronavirus (SARS-CoV-2) in nove regioni italiane, anche se la stragrande maggioranza è in Lombardia (258), Veneto (71) ed Emilia-Romagna (47). Altre positività al virus sono state confermate in Liguria (11), in Piemonte (3), nel Lazio (3), in Sicilia (3), in Toscana (2), in Trentino-Alto Adige (1) e nelle Marche (1).
Le morti confermate legate al coronavirus sono invece 12: 9 in Lombardia, 2 in Veneto e una in Emilia-Romagna (di una persona che però proveniva da Lodi, Lombardia). Nella maggior parte dei casi, avevano condizioni di salute precarie e altre malattie. La Protezione Civile ha parlato anche di tre persone guarite.

Negli ultimi due giorni ci sono stati nuovi contagi da coronavirus (SARS-CoV-2) in diversi paesi europei, e sembra che quasi tutti in un modo o nell’altro siano collegati all’Italia, in particolare alla Lombardia, la regione più interessata finora. Al momento non sono state prese misure ai confini, se non qualche controllo puntuale su casi sospetti. Alcuni governi, come quello spagnolo, hanno sconsigliato però i viaggi in Nord Italia «se non per ragioni imprescindibili»; altri, come quelli francese e britannico, hanno introdotto misure di autoisolamento per le persone appena tornate dall’Italia.
Gli ultimi casi di coronavirus in Europa sono stati registrati tra lunedì e martedì in Spagna, Austria, Croazia, Svizzera, Francia e Germania. I casi nel mondo sono ormai più di 80mila.

Da giorni, politici e giornali di destra chiedono al governo italiano di «chiudere i porti» alle navi che portano i migranti soccorsi nel Mediterraneo, sostenendo che così potremmo isolarci meglio dai rischi di contagio. In realtà, al momento ci sono pochissime possibilità che il coronavirus possa essere portato in Italia dai migranti che arrivano dalla Libia (mentre gli italiani e le persone di passaggio in Italia lo stanno portando in diversi paesi del mondo).
Intanto una nave da crociera della compagnia italiana MSC Crociere è stata respinta da due porti caraibici per timore del coronavirus.

La buona notizia di oggi è che la donna cinese ricoverata da un mese a Roma per il coronavirus è risultata per la prima volta negativa ai test, dopo quasi un mese in ospedale. I medici dell’Istituto Spallanzani hanno fatto un gran lavoro, considerato quanto fossero peggiorate le condizioni della paziente nelle settimane dopo il contagio.

Ci sentiamo domani, e lasciate in pace i figli dei giardinieri. Ciao!

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