Sul Coronavirus, dal Post

A oggi sono stati segnalati 101.739 casi positivi in Italia.
Sono le 18 e 30.A volte sapere come ci vedono gli altri aiuta, anche se la loro può essere una visione parziale.

L’Harvard Business Review (HBR), un’importante rivista dell’Università di Harvard (Stati Uniti), ha pubblicato un’analisi dell’epidemia da coronavirus in Italia per capire che cosa non abbia funzionato nel nostro paese, attualmente al primo posto per numero di morti e al secondo per casi positivi rilevati in tutto il mondo, dopo gli Stati Uniti. Non ne usciamo benissimo, anche se molte valutazioni e critiche sono svolte col proverbiale “senno di poi”, quindi con molte più informazioni disponibili rispetto a quelle di cui disponevamo appena un mese fa.

HBR segnala come dopo i primi casi nel lodigiano in Lombardia e a Vo’ in Veneto, per diversi giorni in Italia ci fosse un certo scetticismo nei confronti delle prime misure di isolamento adottate dal governo e dalle Regioni, con alcuni che sostenevano fossero esagerate e sovradimensionate per il problema. Nonostante gli avvisi di diversi esponenti della comunità scientifica, questa “fase di rifiuto” andò avanti per diversi giorni e portò a iniziative discutibili come la campagna #MilanoNonSiFerma e l’aperitivo ai Navigli del segretario del PD Nicola Zingaretti (che una settimana dopo sarebbe risultato positivo al coronavirus, è di oggi la notizia della sua guarigione).

C’era un “pregiudizio di conferma” da parte delle istituzioni: la tendenza a focalizzarsi sulle informazioni che permettono di confermare le proprie posizioni e tesi iniziali, scartando le altre. Anche se l’esperienza in Cina aveva dimostrato che i nuovi casi sarebbero aumentati enormemente in pochi giorni, appariva fuori misura fermare da subito l’intero paese, anche se sarebbe stata la scelta più saggia per bloccare l’epidemia prima che si potesse sviluppare. Le misure avrebbero funzionato, ma contro un evento che non si sarebbe realizzato, e quindi sarebbero apparse esagerate. Per dirla con le parole di HBR: “questo è un gioco dal quale molti politici preferiscono tenersi alla larga”.

Introdurre per gradi le restrizioni avrebbe forse funzionato in un contesto di normalità, ma con l’epidemia in corso non si è rivelata una scelta efficace: per diversi giorni l’Italia ha inseguito la diffusione del coronavirus, invece di prevenirla. La gradualità ha inoltre introdotto maggiori incertezze su cosa si potesse e non si potesse fare, man mano che venivano aggiunte nuove restrizioni. Il governo si stava comunque muovendo in territori inesplorati e inauditi dal Secondo dopoguerra, in una situazione estremamente complessa e con la prospettiva di mettere in pausa l’intera economia nazionale, e le vite di milioni di persone.

HBR segnala anche come la frammentazione del nostro sistema sanitario, gestito su base regionale, abbia reso più difficoltoso il contenimento dell’epidemia. Le Regioni hanno di fatto scelto vie diverse tra loro, per esempio decidendo di fare molti test (Veneto) o molto pochi (Lombardia), ed è mancato un coordinamento nazionale efficace. Gli stessi dati raccolti su base regionale rispecchiano scelte di gestione della crisi sanitaria differenti, rendendo praticamente impossibile la creazione di dati nazionali affidabili utili per valutare l’andamento dell’epidemia e l’eventuale efficacia delle misure assunte.

La vicenda italiana è secondo l’articolo di HBR un punto di partenza importante per prevenire gli errori, in un momento storico così complesso e articolato. I governi devono procedere con approcci integrati, sperimentare più strategie contemporaneamente ed essere pronti a valutarle e a scartare quelle che non funzionano, senza perdere tempo. Il costo di tutto questo sarà enorme, ma l’alternativa sarebbe comunque molto peggio.

In Italia, oggi
La Protezione Civile ha comunicato che il numero totale di casi positivi al coronavirus da inizio epidemia è di 101.739, quindi 4.050 in più di ieri, quando erano stati 5.217 in più rispetto a sabato. L’aumento di oggi è il più contenuto degli ultimi 13 giorni. I decessi finora sono stati 11.591, con un aumento di 812 morti nelle ultime 24 ore. Le persone ricoverate in terapia intensiva sono quasi 4mila e le persone indicate come guarite sono oltre 14.600. La Regione con più casi continua a essere la Lombardia con un totale di 42.161 casi, seguita dall’Emilia-Romagna con 13.531 e dal Veneto con 8.724, seguito subito dal Piemonte con 8.712.

Nuovi fondi
Sabato sera il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha comunicato lo stanziamento di nuovi fondi per aiutare chi è in maggiori difficoltà a causa delle restrizioni imposte per l’epidemia da coronavirus. Tramite un anticipo del fondo di solidarietà comunale, il governo ha messo a disposizione dei comuni italiani 4,3 miliardi di euro da usare per aiutare i cittadini nell’acquisto di prodotti alimentari e di prima necessità. Inoltre, il governo ha messo a disposizione dei comuni altri 400 milioni di euro, da usare già dai primi giorni di questa settimana. Qui trovate il testo del decreto.

Una piccola idea per cominciare ✍️

Ospedali
Da alcuni giorni sono iniziati i lavori per costruire un ospedale di emergenza all’interno della Fiera di Milano, il grande centro congressi parzialmente abbandonato, vicino al centro della città. L’ospedale è stato progettato per ospitare i pazienti che hanno bisogno di cure contro il coronavirus e sarà il più grande tra quelli temporanei lombardi.
A Verduno, vicino ad Alba, in provincia di Cuneo è stato aperto un nuovo ospedale, che sarà impiegato per pazienti con COVID-19. Era già stato costruito e doveva aprire a fine maggio, ma l’inaugurazione è stata anticipata per l’epidemia da coronavirus.

La quarantena di Ernest Hemingway, con moglie e amante ?

Diatribe
È in corso una litigata verbale e legale tra il cantante Fedez e il Codacons, controversa associazione per i diritti dei consumatori. La questione aveva inizialmente a che fare con la raccolta fondi organizzata da Fedez con la moglie Chiara Ferragni per costruire un nuovo reparto di terapia intensiva per i pazienti con coronavirus nell’ospedale San Raffaele di Milano, ma è diventata una storia che ha coinvolto il Codacons stesso e su cui è intervenuto anche il sottosegretario del ministero dell’Interno Carlo Sibilia. Ce n’è per tutti, insomma.

Indice delle cose notevoli ✍️

Altrove
A oggi i contagi accertati da coronavirus hanno superato i 700mila casi in tutto il mondo, mentre le morti accertate sono oltre 35mila.
In Russia, dove sono stati rilevati ufficialmente oltre 1.500 casi e 9 morti, si cominciano a prendere misure restrittive più incisive dopo la settimana di vacanza straordinaria decisa dal presidente Vladimir Putin. A Mosca, dove è stata registrata la maggior parte dei casi, il sindaco Sergei Sobyanin ha deciso che si potrà uscire di casa solo per motivi di salute, per andare a fare la spesa o per portare a passeggio i propri animali domestici.
Argentina e Australia hanno intensificato le misure restrittive ed esteso la loro durata di diverse settimane.
In Giappone è stato rilevato un improvviso aumento dei casi nella città di Tokyo: ci sono stati 68 nuovi casi di contagio, il numero giornaliero più alto dall’inizio dell’epidemia e si teme un ulteriore aumento nei prossimi giorni. Le Olimpiadi sono state intanto rinviate ufficialmente al periodo dal 23 luglio all’8 agosto 2021.
In Austria sarà obbligatorio indossare le mascherine all’interno dei supermercati.
In Ungheria il Parlamento ha approvato un disegno di legge che conferisce sostanzialmente pieni poteri al primo ministro Viktor Orbán: potrà legiferare tramite decreto, senza consultare il Parlamento. Secondo diversi osservatori queste misure daranno a Orbán e al suo governo ulteriori possibilità per limitare i diritti umani nel paese.
La Svezia, invece, fa diversamente da tutti gli altri.

«Gli albanesi e l’Albania non abbandonano mai l’amico in difficoltà» ??

Il Millennium Bridge, vuoto
(Leon Neal/Getty Images)

Il Millennium Bridge, vuoto – Londra, Regno Unito (Leon Neal/Getty Images)

Calcio
Non si gioca più a calcio praticamente ovunque. Non sappiamo ancora con certezza quanto tempo ci vorrà per rivedere una partita di Serie A o di Premier League, o un ottavo di finale di UEFA Champions League: sicuramente non meno di un mese, nel migliore dei casi; forse di più. E, oltre al piano agonistico, ci sono grosse questioni aperte sul piano economico e gestionale: anche le squadre di calcio sono aziende, e come ogni altra azienda hanno visto ridursi moltissimo i loro ricavi con conseguenze che porteranno a ridiscutere contratti, sponsorizzazioni e regole condivise. Ma la lunga pausa potrebbe anche essere un’opportunità, come accadde oltre settant’anni fa, quando la Seconda guerra mondiale fermò il calcio in tutta Europa: in quegli anni si diffusero le idee alla base dei successi di squadre che fecero la storia del calcio, e che lo portarono nella modernità.

Lo sport che ci è rimasto ?

Videochiamate
Molti di voi avranno trascorso parte del fine settimana appena concluso su Skype, Zoom, WhatsApp e gli innumerevoli altri servizi per fare videochiamate, per sentirsi meno soli e far sentire meno soli gli altri. Ci sono anche le videochiamate di lavoro, però, e con qualche dritta potrete ottenere un risultato professionale anche nel tinello di casa, come raccontiamo qui.

Come va questa cosa dell’isolamento? Beh, a giudicare dai dati siamo tutti piuttosto virtuosi. Insomma, ci sembrava giusto iniziare la settimana dicendovi che siamo bravi. Continuiamo così.

A domani, ciao!

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