Sul Coronavirus, dal Post

A oggi sono stati segnalati 207.428 casi positivi in Italia.
Sono le 18 e 24.

Dopo due mesi di misure restrittive, continuano a essere segnalati quasi duemila nuovi casi positivi al coronavirus ogni giorno. Anche se più lentamente, il contagio prosegue e continuerà a farlo anche nella cosiddetta “fase 2”, che seppure con più limitazioni del previsto partirà all’inizio della prossima settimana.

Ma chi sono i “nuovi contagiati” a questo punto dell’epidemia?

La voce “nuovi positivi” negli elenchi giornalieri della Protezione Civile comprende solo gli individui che sono risultati positivi a un test, tramite prelievo con tampone. Come vi abbiamo raccontato già diverse volte, per un lungo periodo in molte regioni i tamponi sono stati effettuati solamente sui pazienti con sintomi ormai evidenti in ospedale e a particolari categorie protette. Ora le cose sono un po’ migliorate, soprattutto in Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna dove si fanno più test e – complici i minori afflussi in ospedale – si è iniziato a cercare i casi positivi tra le categorie e le strutture più a rischio, come quelle che prestano assistenza agli anziani.

Non è un cambiamento da poco: implica che tra i nuovi positivi comunicati nelle ultime tre settimane non ci sono solamente i nuovi contagiati, ma anche individui che avevano già contratto il virus e che ora vengono inclusi nei conteggi. Il numero dei nuovi contagiati va letto quindi insieme a quello sulle persone ricoverate (che sono sempre di meno) e a quello dei tamponi effettuati (che sono sempre di più): e tutti insieme suggeriscono un graduale miglioramento della situazione.

Per esempio, nella prima metà di aprile diverse province lombarde hanno iniziato a fare più tamponi nelle RSA. Nelle province di Milano, Brescia e Como, infatti, l’età media dei casi positivi accertati è aumentata in maniera significativa (non nella provincia di Bergamo, dove probabilmente si è iniziato a testare il personale e i degenti delle RSA in ritardo). La regione Lombardia non ha fornito dati successivi al 15 aprile, non è chiaro per quale motivo.

L’estensione dei test ad altri ambiti indica che ci siano almeno altri tre luoghi nei quali avvengono molti contagi: le case private, gli ambienti di lavoro e gli ospedali, soprattutto quei reparti non destinati ai pazienti malati di COVID-19, dove le misure di sicurezza sono meno elevate e i dispositivi di protezione non sempre disponibili.

Abbiamo consultato esperti, giornalisti e medici per capire meglio quali siano oggi i luoghi e le modalità di contagio più comuni, che non potranno essere trascurate nella delicatissima fase che inizierà la prossima settimana con la graduale attenuazione delle restrizioni.

BERGAMO, ITALY – APRIL 6: A member of the Italian Red Cross visits a patient during her round of home visits to COVID-19 positive patients on April 6, 2020 in Bergamo, Italy.
The number of new COVID-19 cases appears to be decreasing in Italy, including in the province of Bergamo, one of its hardest-hit areas. But as the infection rate slows, life is still far from normal. Roughly 4,800 people have died in Bergamo, nearly one-third of the country’s total death toll, and everyone here knows someone affected: a neighbor, a family member, a relative, a friend or an acquaintance. The Italian Red Cross, which runs an ambulance service here, continues to field constant calls for help. With only a small portion of its 600-person volunteer crew and 38 paid staff able to report for duty, those who remain work shifts of up to 20 hours long. (Photo by Marco Di Lauro/Getty Images)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In Italia, oggi
I dati comunicati oggi dalla Protezione Civile dicono che dall’inizio dell’epidemia sono stati rilevati 207.428 casi positivi in Italia, 1.965 in più rispetto a ieri, quando erano stati 1.872 in più rispetto al giorno precedente. I morti dall’inizio dell’epidemia sono 28.236, quindi 269 in più rispetto a ieri. Nei reparti di terapia intensiva sono ricoverate 1.578 persone.

 
Mascherine e guanti
Ieri il presidente della regione Lombardia, Attilio Fontana, ha firmato due ordinanze in vista dell’inizio della “fase 2” il prossimo 4 maggio: confermano norme già decise e introducono alcune modifiche. Sarà ancora necessario indossare la mascherina quando si esce di casa ed è stato introdotto l’obbligo di indossare i guanti, nel caso in cui si utilizzino i mezzi pubblici. Il resto lo trovate qui.
Le regole decise dal Comune di Milano per l’accesso ai parchi pubblici.

Plasma
Da un mese, alcuni ospedali nel Nord Italia stanno conducendo sperimentazioni cliniche che prevedono l’utilizzo del sangue dei convalescenti da COVID-19, da iniettare nei pazienti che hanno la malattia causata dal coronavirus. Il protocollo sperimentale ha portato ai primi esiti positivi e riprende esperienze analoghe condotte all’estero negli ultimi mesi, soprattutto negli Stati Uniti e prima ancora in Cina, il paese che per primo ha dovuto affrontare l’epidemia. Il primo protocollo sperimentale è gestito dal Policlinico di Pavia, che a breve dovrebbe pubblicare uno studio con informazioni e dettagli sui primi risultati.

Funerali
La CEI, l’assemblea permanente dei vescovi italiani della Chiesa cattolica, ha diffuso le norme che le parrocchie dovranno rispettare nelle prossime settimane durante la celebrazione dei funerali religiosi, permessi a partire dal 4 maggio. Come richiesto dal governo, a ciascuna cerimonia potranno partecipare al massimo 15 persone: all’ingresso ci dovrà essere un addetto per la misurazione della temperatura corporea e per vietare l’accesso a chi risulti avere più di 37,5 °C.

Prestiti
Il principale strumento scelto dal governo per affrontare le conseguenze della crisi economica causata dal coronavirus, cioè la garanzia pubblica sui prestiti chiesti alle banche dalle imprese in difficoltà, sta avendo qualche difficoltà. Parte del problema sono i ritardi con cui i fondi di garanzia sono erogati, ma ci sono anche lentezze burocratiche e difficoltà dovute ad alcune scelte fatte dalle banche. Inoltre, c’è il rischio che parte delle risorse stanziate non finisca a chi ne ha effettivamente bisogno.

New York
Se ne parla molto da ieri: mercoledì la polizia di New York ha scoperto alcune decine di corpi in decomposizione ammassati all’interno di due furgoni, parcheggiati fuori da un’agenzia di pompe funebri a Brooklyn. Il proprietario dell’agenzia, Andrew Cleckley, ha detto di «avere finito lo spazio»: ha spiegato che qualche giorno prima uno dei suoi autisti era arrivato al forno crematorio della città alle sei della mattina, trovando davanti a sé una quindicina di furgoni in attesa di far cremare decine di corpi. Le autorità sanitarie dello stato di New York hanno detto che indagheranno sull’accaduto, ma il caso dell’agenzia di Cleckley potrebbe non essere isolato. L’epidemia da coronavirus a New York ha provocato per diverse settimane più di 800 morti al giorno, il quadruplo rispetto al normale.

Altre tre cose dal mondo
1. Il primo ministro russo Mikhail Mishustin è risultato positivo al coronavirus.
2. La Germania riapre musei e parchi, ma ha rimandato una decisione sulle scuole.
3. Ryanair prevede di tagliare fino a 3mila posti di lavoro a causa della crisi dovuta al coronavirus.

Muslim devotees maintain social distancing as they offer Friday prayers at the Data Darbar Mosque during Islamic holy fasting month of Ramadan in Lahore on May 1, 2020. (Photo by ARIF ALI / AFP)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La preghiera del venerdì con il distanziamento fisico nella moschea di Data Darbar, a Lahore, in Pakistan (ARIF ALI / AFP)

 

 

 

 

 

 

 

Patate
In Belgio i produttori di patate stimano che la crisi dovuta al coronavirus farà accumulare fino a 750mila tonnellate di merce invenduta: quanto basta per riempire circa 30mila grossi tir. Il segretario della principale associazione di categoria ha invitato i cittadini a consumare patate almeno due volte a settimana, e ha chiesto che siano avviate campagne di sensibilizzazione sul tema. Il Belgio è uno dei maggiori produttori europei di patate, ed è famoso per le sue patatine fritte.

Ciabatte
Ci sono pochi argomenti polarizzanti come quello sulla bellezza e comodità delle Crocs, le famose calzature in plastica leggera che sono una via di mezzo tra una scarpa e uno zoccolo. Un’indagine di mercato negli Stati Uniti ha notato che tra il primo trimestre del 2020 e quello del 2019 la vendita di calzature è diminuita del 24 per cento, escludendo le pantofole. La categoria che sta patendo meno l’epidemia è quella delle calzature per il tempo libero, come le infradito, gli scarponcini e gli zoccoli, cioè quella in cui ricadono le Crocs. Le vendite sono cresciute sia all’ingrosso sia al dettaglio, nel settore dell’ecommerce. Le Crocs sono molto usate in ambiente ospedaliero, e questo spiega in parte l’aumento in un periodo di emergenza sanitaria, ma forse è aumentato anche l’uso domestico: perché tanto durante il lockdown non te le vede nessuno, ai piedi.

Con o senza ciabatte, stiamo per entrare nell’ultimo fine settimana di questa lunga e isolata “fase 1”, anche se non è ancora chiarissimo quanto sarà diverso un weekend della “fase 2”. Meglio non pensarci troppo a lungo, e provvedere a qualche distrazione tra sabato e domenica.
Questa volta vi consigliamo 14 libri e podcast da ascoltare, un po’ di cose non scontate su Alfred Hitchcock (morì 40 anni fa) e una serie molto misteriosa. A proposito di serie: le novità di Netflix di maggio: vi consigliamo la visione integrale di Boris, appena tornato disponibile per lo streaming.

Ah, che sbadati, buon primo maggio!

Noi come sempre ci sentiamo lunedì, ma restiamo pronti a scrivervi prima se ci fossero grandi imprevisti.
Staccate un po’, ve lo siete guadagnato. Ciao!

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