Sul Coronavirus, dal Post

A oggi sono stati segnalati 213.013 casi positivi in Italia.
Sono le 18 e 18.

Ammettetelo, se vivete in città un poco vi eravate abituati al minor traffico e alla maggiore silenziosità delle strade. Probabilmente vi siete accorti della differenza negli ultimi due giorni, con la ripresa di diverse attività per la “fase 2” e il conseguente aumento del traffico stradale, seppure non ancora ai livelli di prima della pandemia. Le strade sono tornate a riempirsi e la qualità dell’aria ha iniziato a risentirne, cosa che non è mai un buona cosa per i nostri polmoni.

L’inquinamento atmosferico è una delle principali cause delle malattie respiratorie al mondo, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità causa ogni anno la morte di circa 4,2 milioni di persone in tutto il pianeta. I decessi si concentrano nelle aree più industrializzate e urbanizzate, dove le emissioni di gas inquinanti e di polveri sottili sono maggiori e interessano quote della popolazione più rilevanti. Anche per questo motivo, negli ultimi mesi diversi ricercatori hanno avviato studi per capire se ci possa essere un legame tra scarsa qualità dell’aria e COVID-19, la malattia causata dal coronavirus e che interessa soprattutto l’apparato respiratorio.

Un gruppo di ricerca dell’Università di Harvard (Stati Uniti) ha prodotto lo studio finora più citato, basato su alcuni modelli statistici e ora in attesa di una revisione alla pari da altri esperti (va preso con qualche cautela, quindi). I ricercatori hanno analizzato i dati sulle malattie respiratorie in oltre tremila contee statunitensi, notando un tasso di letalità più alto tra le persone esposte per molti anni alle sostanze inquinanti nell’aria. Gli autori ipotizzano che il legame sia dovuto al fatto che le persone nelle zone inquinate vivono già con un rischio più alto di soffrire di malattie respiratorie e cardiache.

In Italia, invece, uno studio condotto analizzando la situazione in Lombardia ed Emilia-Romagna non è arrivato a conclusioni chiare, ma ha comunque consigliato di tenere in considerazione l’inquinamento nel Nord Italia come un potenziale “co-fattore aggiuntivo” per gli altri livelli di letalità da COVID-19 rilevati nella zona.

Dimostrare una correlazione tra inquinamento dell’aria e una malattia è sempre complicato, anche per questo per ora l’Istituto Superiore di Sanità ha invitato a grandi cautele, sostenendo che sia ancora prematuro parlare di una “correlazione tra inquinamento atmosferico e l’epidemia di COVID-19”. Diversi altri esperti concordano sulla necessità di cautele, ricordando che sarà necessario raccogliere altri dati prima di avere risposte affidabili.

In linea generale, comunque, è noto ormai da tempo che l’inquinamento atmosferico comporta conseguenze per la salute, facendo aumentare il rischio di malattie dell’apparato respiratorio e di quello cardiocircolatorio. Il tema potrebbe diventare sempre più rilevante nei prossimi mesi, con l’attenuazione delle misure restrittive e un aumento del traffico, che potrebbe anche essere favorito dalla scelta di molte persone di muoversi con mezzi propri, per evitare il trasporto pubblico (con capacità limitata per garantire il distanziamento fisico).

Diverse amministrazioni si stanno dando da fare per provare a prevenire il problema, cogliendo l’occasione per ripensare la mobilità nelle città. Cambiare approcci e abitudini – favorendo per esempio la mobilità individuale sostenibile, come la bicicletta – non sarà semplice e resterà una delle sfide più importanti per i prossimi mesi di pandemia.

In Italia, oggi
La Protezione Civile ha comunicato che dall’inizio dell’epidemia in Italia sono stati rilevati 213.013 casi positivi, 1.075 in più di ieri, quando erano stati 1.221 più del giorno precedente. I morti totali sono 29.315, quindi 236 in più di ieri. Nei reparti di terapia intensiva ci sono 1.427 pazienti con COVID-19.

 

 

R0
Oggi il presidente della Lombardia, Fabrizio Sala, ha detto che il numero di riproduzione di base (R0) nella sua regione “è inferiore alla media nazionale”: 0,75 contro 0,80. Ha sostenuto che il numero sia stato ottenuto incrociando “tutti i dati che ci arrivano dai ricercatori”, senza fornire molti altri dettagli tecnici. In realtà, un dato singolo su R0 non dice molto sull’effettivo andamento dei contagi. Può essere utile un ripasso di R0, visto che continueremo a leggerne spesso e a sentirne parlare molto nei prossimi giorni: indica la quantità di individui che in media vengono contagiati da una persona con una malattia infettiva, in una popolazione totalmente esposta alla malattia, come avviene quando inizia a diffondersi un nuovo virus. Se è superiore a 1 cattive notizie e se resta al di sotto buone notizie? In linea di massima sì, ma c’è dell’altro.

Mascherine
L’uso delle mascherine è obbligatorio in tutta Italia quando si accede ai luoghi pubblici, compresi i mezzi di trasporto, e in tutte le occasioni in cui non sia possibile mantenere la distanza di almeno un metro dal prossimo. In alcune regioni, come la Lombardia, c’è inoltre l’obbligo di indossarle sempre, anche per strada. Dovremo convivere con questi dispositivi di protezione individuale, come dicono le leggi, per diversi mesi e quindi è meglio conoscere pregi e differenze delle varie versioni esistenti: dalle mascherine monouso a quelle con materiali filtranti, passando per quelle di tessuto.

Bolsonaro
In Brasile è in corso un’accesa battaglia legale che coinvolge il presidente Jair Bolsonaro, sospettato di avere mentito sui test condotti per verificare se fosse positivo al coronavirus. La scorsa settimana un tribunale di San Paolo ha deciso che Bolsonaro debba presentare la documentazione medica relativa ai tamponi; sabato un altro giudice della regione aveva sospeso la decisione; ieri  il tribunale federale di Brasilia ha respinto una richiesta dell’Ufficio del procuratore generale che chiedeva di rivedere la decisione che obbligava Bolsonaro a presentare la documentazione medica. I giudici hanno stabilito ora che l’ultima parola spetta al procedimento già in corso a San Paolo. Per Bolsonaro, che per settimane ha minimizzato i rischi dell’epidemia, è solo l’ultima di una serie di grane legali intorno al coronavirus.

Congiunti, fase 2 ✍️

Confini chiusi
Oggi per il secondo giorno consecutivo dall’inizio delle misure di isolamento per il coronavirus, la Nuova Zelanda non ha registrato nessun nuovo contagio: i casi confermati nel paese sono stati finora 1.487, mentre i morti 20. Il governo della prima ministra Jacinda Ardern aveva introdotto pesanti limitazioni già dal 25 marzo, quando i casi erano ancora pochissimi, una scelta che in seguito ha ricevuto molti apprezzamenti per la sua efficacia e lungimiranza. Ardern ha detto comunque che la possibilità che i confini vengano riaperti anche ad altri paesi e che riparta il turismo è lontana: «Non apriremo i confini al resto del mondo ancora per molto tempo»

Gli spalti vuoti di uno stadio con la raffigurazione di alcuni spettatori in occasione della prima partita della nuova stagione di baseball a Incheon, in Corea del Sud (AP Photo/Lee Jin-man)

Ritorno
L’India sta organizzando uno dei più grandi rimpatri di persone della storia recente, per riportare a casa centinaia di migliaia di lavoratori indiani che si trovavano all’estero quando è iniziata l’emergenza del coronavirus. Poche settimane dopo l’inizio dell’epidemia e l’introduzione da parte di tantissimi paesi del mondo di limitazioni ai viaggi, l’India aveva già organizzato il rimpatrio di qualche centinaio di persone da Italia e Iran, dove inizialmente la situazione sembrava peggiore che altrove. Ora il rimpatrio potrebbe riguardare più di 200mila persone, che si trovano per lo più negli Emirati Arabi Uniti, in Kuwait, in Oman, Qatar, Arabia Saudita e Bahrein. Altri rimpatri saranno organizzati anche dal Regno Unito e dagli Stati Uniti.

Ciclismo
L’UCI, l’organizzazione che regola il ciclismo mondiale, ha comunicato un nuovo calendario di eventi con il quale intende recuperare, da agosto in poi, le gare che in questi mesi non si sono potute correre per via del coronavirus. La prima corsa sarà la Strade Bianche, il primo agosto. La Milano-Sanremo dovrebbe corrersi l’8 agosto, il Tour de France si svolgerebbe dal 29 agosto al 20 settembre e il Giro d’Italia dal 3 al 25 ottobre. Se tutte le gare dovessero effettivamente svolgersi, ci sarebbero alcune sovrapposizioni: la Vuelta di Spagna inizierebbe prima della fine del Giro, e durante il Giro si svolgerebbero importanti corse di un giorno come il Giro delle Fiandre o la Parigi-Roubaix.

Israele
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ieri ha presentato un nuovo piano per l’epidemia che entrerà in vigore giovedì: è piuttosto ambizioso e prevede riaperture più estese e rapide di quelle di molti altri paesi del mondo che sono entrati nella cosiddetta “fase due”. Israele non è stato particolarmente interessato dall’epidemia da coronavirus: finora ha registrato poco più di 16mila casi e 234 morti.

Aerei
Forse avete visto nei giorni scorsi alcune illustrazioni grafiche di come potremmo tornare a usare gli aeroplani, lasciando sedili vuoti per garantire il distanziamento e con pannelli di plastica trasparente, per offrire un migliore isolamento. Diversi esperti sono però scettici sull’utilità di queste soluzioni e segnalano che le compagnie aeree dovrebbero adottarne di molto più sofisticate, e non è detto che possano essere sufficienti. La pandemia sta causando danni senza precedenti a tutte le principali compagnie aeree, che da mesi hanno dovuto ridimensionare la loro offerta di voli e affrontare un drastico calo dei loro profitti.

Oggi chiudiamo ringraziandovi più del solito per gli apprezzamenti e i complimenti che ci avete inviato per la nostra inchiesta sulla gestione dell’epidemia in Lombardia.
E grazie a chi ha deciso di abbonarsi per sostenere iniziative come questa e tutte le altre cose che fa il Post, per tutti.

Ci sentiamo domani, riconoscenti. Ciao!

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