Sul Coronavirus, dal Post

A oggi sono stati segnalati 215.858 casi positivi in Italia.
Sono le 18 e 15.

La prima morte per coronavirus di un detenuto in Italia è stata registrata il 2 aprile scorso: era un uomo di 76 anni che stava scontando la pena nel carcere della Dozza, a Bologna. Secondo i dati forniti dal Garante Nazionale dei privati di libertà, al primo maggio i casi di COVID-19 rilevati tra i detenuti sono stati 159 e 215 tra il personale. I morti ufficialmente sono stati tre, ma ci sono forti dubbi sul censimento fatto finora nelle carceri sulla diffusione del contagio.

I responsabili dell’associazione Antigone, che si occupa di giustizia e diritti dei detenuti, ci hanno spiegato che in questo periodo avere notizie affidabili dalle carceri è ancora più complicato del solito, anche perché in diversi casi alcuni racconti piuttosto allarmati e preoccupanti arrivati direttamente dai detenuti si sono rivelati esagerati o imprecisi. Le persone detenute vivono del resto in condizioni di frequente affollamento, dove è difficile se non impossibile praticare il distanziamento fisico, sviluppando comprensibili ansie e preoccupazioni per la loro salute.

Fare stime precise sul contagio nelle carceri è inoltre difficile perché a oggi non esistono dati pubblici su quanti detenuti siano stati sottoposti al tampone. A metà aprile, il segretario nazionale del sindacato UILPA Polizia Penitenziaria, per esempio, aveva detto che circa la metà dei test effettuati alla Dozza di Bologna erano risultati positivi, un dato molto alto che suggerisce che i contagi possano essere molto più frequenti di quanto segnalato anche in altri istituti.

I dati più recenti, riferiti al 4 maggio scorso, ci dicono che i detenuti in Italia sono 53.139 e che la capienza massima delle carceri è di circa 47mila posti. Il sovraffollamento rimane il problema principale, anche se è diminuito sensibilmente da fine febbraio, quando i detenuti erano 61.230. La riduzione si è verificata in seguito a una diminuzione degli ingressi (perché si commettono meno reati con il lockdown) e perché si è fatto un maggior ricorso alle misure alternative al carcere, proprio per provare a tenere la situazione sotto controllo.

Le difficoltà più grandi si sono presentate nelle carceri dove si è reso necessario l’isolamento dei detenuti risultati positivi al coronavirus, o con sintomi che facessero comunque sospettare la COVID-19. In mancanza di spazi sufficienti, alcune carceri hanno dovuto predisporre il trasferimento dei detenuti in altre strutture, con il rischio concreto di portare altrove il contagio.

A inizio marzo in diverse carceri ci sono state proteste, sedate anche con la violenza secondo alcune associazioni, per il sovraffollamento e le condizioni di vita dei carcerati, non strettamente legate all’emergenza sanitaria per il coronavirus. Su un episodio particolarmente violento al carcere di Santa Maria Capua Vetere sta indagando la procura, dopo le segnalazioni di una rivolta repressa da centinaia di agenti di polizia penitenziaria con metodi molto violenti.

La diffusione dell’epidemia ha anche fatto sì che dall’8 marzo le visite di persona nelle carceri siano state sospese, per ridurre il rischio di contagi, ma creando sofferenze e stress sia per i detenuti sia per i loro familiari. Alcuni istituti hanno consentito di fare un maggior numero di telefonate e videochiamate, ma con problemi tecnici e soprattutto decisioni poco coordinate tra le carceri.

Le preoccupazioni di chi segue le condizioni e i diritti dei detenuti non riguardano soltanto il presente, ma anche il futuro. Al momento mancano piani precisi su come riorganizzare le visite e più in generale la gestione delle attività nelle carceri, nella fase di convivenza con il virus, per evitare che il contagio prosegua in un contesto che aveva già mostrato di essere in grande difficoltà prima dell’epidemia.

Foto Claudio Furlan – LaPresse
08 Marzo 2020 Milano (Italia)
News
Rivolta dei detenuti al carcere San Vittore a causa delle nuove misure per l emergenza coronavirus
Photo Claudio Furlan/Lapresse
09 March 2020 Milan (Italy)
Inmates rebellion at San Vitttore prison for the new coronavirus measures

In Italia, oggi
La Protezione Civile ha comunicato oggi che dall’inizio dell’epidemia di coronavirus in Italia sono stati rilevati 215.858 casi positivi, 1.401 in più di ieri, quando erano stati 1.444 in più rispetto al giorno precedente. I morti totali sono 29.958, quindi 274 in più di ieri. Nei reparti di terapia intensiva sono ricoverate 1.311 persone.

Il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Antonio Brusaferro, parlando alla commissione Affari Sociali della Camera, ha detto che l’Italia è fra i paesi che fanno più tamponi al mondo (fino a 70mila al giorno), ma che il numero crescerà ancora nelle prossime settimane. Ha poi ricordato che in questa nuova fase è «prioritario» fare i tamponi ai «contatti stretti» dei casi positivi.

 
L’altro Nord
La cronaca del contagio da coronavirus in Italia ha coinvolto per settimane soprattutto Lombardia, Emilia-Romagna, Piemonte e Veneto, le regioni più popolose e con più contagi e decessi. Ma l’epidemia ha riguardato estesamente anche altre regioni del Nord Italia: Liguria, Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige. In questi territori il contagio ha avuto evoluzioni diverse, ma ci sono alcuni dati che, rapportati alle popolazioni locali, risultano preoccupanti quanto quelli di regioni molto più raccontate.

In Valle d’Aosta, seppur contenuti in numeri assoluti, i dati dell’epidemia sono tra i peggiori se confrontati con la popolazione, di 126mila abitanti. I casi registrati, 1.146, equivalgono allo 0,91% della popolazione: il dato più alto in tutta Italia.

In Trentino i casi registrati sono stati 4.280, su una popolazione di circa 540mila persone: cioè lo 0,79%, una percentuale pari a quella della Lombardia e seconda soltanto alla Valle d’Aosta in Italia. I decessi, 437, sono stati in proporzione alla popolazione in linea con il Nord.

Trovate il resto con molti altri dati e analisi qui.

Maturità
La ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, ha spiegato come sarà quest’anno l’esame di maturità e quali saranno i cambiamenti che è stato necessario introdurre a causa dell’epidemia da coronavirus, tramite un’ordinanza in fase di pubblicazione. Gli esami inizieranno il 17 giugno e ci sarà solamente un colloquio, che si svolgerà di persona, e che durerà al massimo un’ora; la commissione d’esame sarà composta da membri interni e da un presidente esterno.

Il colloquio seguirà tre passaggi. Nel primo lo studente dovrà discutere «un elaborato sulle discipline di indirizzo» su un argomento che sarà concordato precedentemente. Poi il candidato dovrà affrontare un breve testo di lingua e letteratura italiana studiato durante il quinto anno. La terza prova consisterà nell’analisi di materiale scelto e proposto dalla commissione sempre sulla base di quanto svolto durante l’ultimo anno.

Il dipinto di Banksy per l’ospedale di Southampton ?

Cassa integrazione
Centinaia di migliaia di lavoratori in tutta Italia non ricevono denaro da marzo a causa dei problemi nella gestione della cassa integrazione, il principale strumento scelto dal governo per attenuare l’impatto della crisi economica causata dal coronavirus sui lavoratori. Le difficoltà nell’implementazione della principale forma di cassa integrazione, la Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (CIGO), si devono alle dimensioni senza precedenti della crisi (il numero di richieste sembra avviato a superare nettamente quello durante il picco della crisi del 2008) e alla mancanza di personale dell’INPS (resa più problematica dai numerosi pensionamenti causati dalla riforma nota come “quota 100”).

Statue con le mascherine al Trocadero
(Pascal Le Segretain/Getty Images)

Statue con le mascherine al Trocadero, Parigi – Francia (Pascal Le Segretain/Getty Images)

Messe
Dal prossimo 18 maggio si potranno nuovamente celebrare le messe alla presenza dei fedeli in Italia. Durante le celebrazioni dovrà essere tenuta la distanza di sicurezza di un metro, mentre all’ingresso e all’uscita dalle chiese di un metro e mezzo. I partecipanti dovranno indossare le mascherine protettive e non sarà concesso di accedere ai luoghi di culto a chi presenti sintomi influenzali/respiratori o abbia una temperatura corporea pari o superiore ai 37,5 °C.

Angela Merkel dice che ora la Germania può permettersi “un po’ di audacia” ?

Ripensamenti
Donald Trump ci ha ripensato e ora dice che non scioglierà la task force per affrontare l’emergenza del coronavirus negli Stati Uniti.
La Polonia ci ha ripensato e ha rinviato le elezioni presidenziali a data da destinarsi, dopo diversi giorni di incertezze su come gestire il voto durante l’epidemia.

In breve, dal mondo
?? La Spagna ha prorogato lo stato di emergenza per il coronavirus fino al 24 maggio.
?? La settimana della moda maschile di Parigi si svolgerà, ma solo online, dal 9 al 13 luglio, come in Italia la settimana successiva.
?? Il Giappone ha autorizzato l’uso del farmaco remdesivir per trattare i pazienti con COVID-19.

Tutti citano quel romanzo di Gabriel García Márquez ?

Birra
A fine febbraio diversi giornali avevano segnalato che le vendite della birra messicana Corona fossero crollate in Cina, perché in molti associavano il suo nome a quello del coronavirus. Era una notizia imprecisa: la crisi c’era, ma riguardava la vendita di birra in generale ed era causata, come per altri beni di consumo, dalle restrizioni imposte per contenere il contagio. Il gruppo belga AB InBev – il più grande produttore e rivenditore di birra al mondo, che controlla le aziende Budweiser, Corona e Stella Artois – aveva ridotto di circa 285 milioni di dollari (265 milioni di euro) le vendite in Cina a febbraio a causa del coronavirus. Corona, però, ora sta effettivamente attraversando un momento complicato.

Domande?
Oltre a continuare a ricevere molti apprezzamenti (grazie, davvero), la nostra inchiesta sulla gestione dell’epidemia in Lombardia ha fatto nascere numerose domande e curiosità. Cercheremo di rispondere domani, nel corso di una diretta video che potrete seguire sul Post a partire dalle 17: sarà aperta a tutti e gli abbonati – il cui contributo è essenziale per sostenere il Post – possono già lasciare qui le loro domande.
Se avete amici all’estero che non se la cavano benissimo con l’italiano, potete girargli la traduzione in inglese dell’articolo. Thank you.

Noi ci sentiamo domani, anche in diretta. Ciao!

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