Sul Coronavirus, dal Post

A oggi sono stati segnalati 2.502 casi positivi in Italia.
Sono le 18 e 40.L’insegnante privato di Abū ʿAlī al-Ḥusayn ibn ʿAbd Allāh ibn Sīnā capì in fretta di avere a che fare con un ragazzino molto sveglio: si racconta che a dieci anni avesse già imparato a memoria il Corano e che si fosse poi appassionato all’aritmetica, arrivando a padroneggiarla come pochi. Crescendo, si appassionò alla filosofia e a 16 anni apprese la teoria medica, scoprendo e sperimentando nuovi metodi di cura sui pazienti che assisteva gratuitamente. Secondo le cronache dell’epoca, Avicenna (il nome con cui Ibn Sinā è conosciuto in Occidente, per fortuna sua e nostra) era un genio dagli innumerevoli interessi.Nato a Bukhara nell’antica Persia (l’attuale Uzbekistan) nell’estate del 980, Avicenna condusse buona parte dei propri studi in città, all’epoca una delle più importanti del mondo musulmano. Oltre all’aritmetica e alla filosofia, si appassionò alla fisica, all’astronomia, alla letteratura e alla medicina. E fu proprio raccogliendo i propri studi ed esperimenti su quest’ultima disciplina che a 45 anni completò la scrittura del Canone della medicina, un trattato che sarebbe diventato uno dei pilastri della medicina in Europa, rimanendo incontrastato per secoli.Il Canone fu tra i primi trattati a teorizzare il contagio tra persone, per esempio attraverso la respirazione, e che si possano contrarre malattie dall’acqua o dal terreno. Avicenna intuì che la tubercolosi del polmone fosse contagiosa e capì che altre malattie fossero dovute a contaminazioni, che implicavano la presenza di parassiti. Molte delle teorie espresse da Avicenna avrebbero richiesto secoli per essere perfezionate e integrate (a volte dopo essere state dimenticate e riscoperte), grazie al lavoro di numerosi altri scienziati, che infine arrivarono a provare in maniera certa che le malattie infettive sono causate da agenti esterni, come batteri e virus. (Ci torneremo, promesso.)

Una miniatura che ritrae Avicenna

I meccanismi delle malattie infettive rimasero per lo più oscuri ad Avicenna, e alcuni di essi continuano a essere fonte di qualche grattacapo, nonostante oggi ci siano molte più conoscenze e strumenti a disposizione rispetto alla Persia di oltre un millennio fa. È anche per questo motivo che non tutte le domande sull’attuale epidemia hanno risposte complete e definitive. Impariamo nuove cose ogni giorno, e altre le deriviamo da cosa si è appreso in passato, grazie ad altre malattie.

Quanto resiste il coronavirus sulle superfici 
Analizzando le ricerche su altre malattie causate dai coronavirus, come la SARS e la MERS, i virologi hanno per esempio notato che i coronavirus tendono a vivere per diverso tempo all’esterno degli organismi: ore o giorni, a seconda delle condizioni (è una caratteristica in comune con molti altri tipi di virus). Il coronavirus della SARS, per esempio, può rimanere attivo su superfici poco porose come metallo, vetro e plastica fino a 9 giorni. Considerato che ha diverse cose in comune col coronavirus della SARS, si può ipotizzare che anche l’attuale SARS-CoV-2 abbia una resistenza simile nell’ambiente esterno (per fare i precisi, un virus all’esterno di un organismo è un virione).

Il coronavirus, come tutti gli altri virus che infettano le nostre vie aeree, si diffonde attraverso le piccole gocce di saliva che produciamo quando parliamo, tossiamo e starnutiamo. Queste goccioline possono raggiungere direttamente un’altra persona, causando il contagio, oppure possono depositarsi sulle superfici o essere depositate dall’infetto, per esempio se tocca qualcosa dopo essersi tossito o starnutito nella mano. Chi arriva dopo, se tocca la stessa superficie e poi si porta le mani alla faccia, ha un maggior rischio di essere contagiato.

Quando sono stati registrati alcuni casi da coronavirus a Hong Kong in un tempio buddista, le autorità sanitarie locali hanno raccolto campioni da maniglie, lavandini e altri oggetti, sui quali è poi risultata la presenza del virus. Era sicuramente passato diverso tempo dal momento in cui le superfici erano state infettate, anche se non sappiamo di preciso quanto.

Come avrete intuito anche questa faccenda rientra nella categoria di cose per cui non c’è ancora una risposta chiara e definitiva. Le variazioni delle condizioni ambientali possono influire molto sulla capacità dei coronavirus di resistere sulle superfici, cosa che rende più complicate stime e previsioni sulla loro durata. Quello che è certo è che una superficie può essere infetta a prescindere da quanto appare pulita o sporca. Per questo è importante lavarsi le mani bene e di frequente, evitando poi di toccarsi di continuo la faccia.

Le notizie di oggi dall’Italia
I casi totali da coronavirus in Italia dall’inizio dell’epidemia sono diventati 2.502, circa 500 in più rispetto a ieri (quando invece c’era stato un aumento di 342). Lo ha reso noto la Protezione Civile nella quotidiana conferenza stampa di aggiornamento di martedì pomeriggio. Attualmente le persone positive al coronavirus sono 2.263: mille di loro sono in isolamento domiciliare, 1.034 ricoverate con sintomi e 229 in terapia intensiva. L’88 per cento delle persone attualmente positive si trova in Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto. I deceduti risultati positivi al coronavirus sono 79, 27 in più di ieri, e le persone guarite sono in tutto 160, 11 in più rispetto a ieri. L’Istituto Superiore di Sanità finora ha confermato 778 casi. Nella giornata di martedì sono stati accertati i primi casi in Molise, Basilicata e Trentino.

Cosa succederà è tutto da capire.

Due magistrati positivi
A Milano sono risultati positivi ai test due magistrati che lavorano al Palazzo di Giustizia: entrambi sono stati ricoverati all’ospedale Sacco di Milano e non sono in gravi condizioni. Circa trenta persone tra magistrati e personale amministrativo del tribunale di Milano si sono messe in isolamento volontario per 14 giorni, e il presidente del Tribunale, Roberto Bichi, ha disposto la sanificazione degli uffici delle due sezioni dove lavorano i magistrati e rinviato a dopo aprile tutte le udienze civili non urgenti, a causa della «diminuzione di risorse» del personale.

Scuole
La Liguria ha deciso la chiusura delle scuole fino alla fine della settimana, accodandosi a Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte.

Nel mondo
I contagi da coronavirus nel mondo sono ormai oltre 90mila, con la maggior parte dei casi registrata in Cina. I decessi di persone risultate positive al test sono stati finora oltre 3.100. Il paese più interessato dopo la Cina, con circa 80mila casi, è la Corea del Sud con 5.186 casi e 34 morti. In Iran la situazione continua a essere molto difficile, con notizie di almeno 2.300 contagiati e 77 decessi. C’è però il forte sospetto che il numero dei contagi sia più alto di quello comunicato. In Francia i casi sono circa 200 e in Germania oltre 160.

Olimpiadi
In Giappone, dove ci sono stati 274 casi, la ministra con delega all’organizzazione delle Olimpiadi, Seik Hashimoto, ha detto che il governo sta facendo tutto il possibile per far sì che queste si svolgano come previsto dal 24 luglio al 9 agosto, ma ha aggiunto che potrebbero anche essere posticipate più avanti nel 2020.

Trump e contagi
Stanno aumentando anche i casi di contagio negli Stati Uniti, dove al momento si contano 103 contagiati e 6 morti (questi ultimi si trovavano tutti in una casa di cura per anziani di Seattle, nello Stato di Washington). Lunedì il presidente Donald Trump ha detto che entro la fine di questa settimana saranno effettuati circa un milione di test in tutti gli Stati Uniti, cosa che potrebbe far aumentare di molto il numero dei casi positivi nei prossimi giorni. Fino a domenica il sito dei CDC (i centri per la prevenzione e il controllo delle malattie) segnalava il numero dei tamponi effettuati nel paese, ma da lunedì questi dati sono stati rimossi, senza nessuna spiegazione.

La Federal Reserve, la banca centrale degli Stati Uniti, ha tagliato i tassi d’interesse di mezzo punto percentuale, portandoli a un intervallo tra l’1 e l’1,25 per cento. Nel suo comunicato, ha spiegato di avere assunto questa decisione per contrastare eventuali effetti sull’economia del coronavirus: in linea di massima, un tasso di interesse più basso rende più conveniente per le banche prestare il denaro e più facile fare credito ai cittadini e alle imprese. Quello deciso oggi è il maggiore taglio dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve dalla crisi economica del 2008.

Siamo andati un po’ lunghi, tagliamo corto anche noi, prima che cali il vostro tasso d’interesse. A domani!

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