Sul Coronavirus, dal Post

A oggi sono stati segnalati 236.305 casi positivi in Italia.
Sono le 18 e 18.
I dati dell’Istituto Superiore di Sanità indicano che dall’inizio dell’epidemia da coronavirus in Italia ci sono stati 4 morti nella fascia di età fino a 9 anni, mentre non sono stati registrati decessi tra i bambini e i ragazzi con età compresa tra 10 e 19 anni, su un totale di quasi 33 mila morti rilevate per coronavirus in tutte le fasce di età (i decessi sono sicuramente di più e come sappiamo censirli tutti è complicato). Il dato è simile in molti altri paesi interessati dalla pandemia e, negli ultimi mesi, ha spinto diversi ricercatori a indagare quali possano essere le cause di questa differenza.

In generale i giovani hanno migliori condizioni di salute rispetto agli anziani, dovute anche alla capacità del loro sistema immunitario di reagire meglio agli agenti infettivi. I bambini sono inoltre più esposti alle infezioni e hanno quindi più probabilità di avere sviluppato una risposta immunitaria che, con le dovute proporzioni, può poi aiutarli nel caso di altre infezioni, come l’attuale da coronavirus.

Ma alcuni ricercatori hanno notato che a contribuire a fare la differenza potrebbe esserci un altro fattore: i vasi sanguigni.

Nei casi più gravi, la COVID-19 può comportare la formazione di coaguli di sangue che causano ictus, infarto o embolia polmonare. Sembra che i coaguli si formino in seguito ai danni che il coronavirus causa nell’endotelio, il rivestimento interno dei vasi sanguigni, di solito molto liscio proprio per evitare che si formino grumi di sangue. Una ricerca ha messo in evidenza questa circostanza, riscontrando un’infiammazione significativa dell’endotelio di tre pazienti malati di COVID-19. Lo studio ha riguardato un numero molto ristretto di individui e richiederà approfondimenti, ma si aggiunge ad analisi e valutazioni di diversi esperti che hanno osservato casi simili in altri pazienti, ipotizzando che le infiammazioni all’endotelio dovute al coronavirus facciano aumentare il rischio della formazione di trombi.

L’endotelio tende a degenerare con l’invecchiamento, come buona parte dei tessuti che costituiscono il nostro organismo. Nei bambini è solitamente in condizioni migliori rispetto agli anziani, e questa potrebbe essere una delle spiegazioni della bassa letalità nelle fasce della popolazione più giovani, considerato che buona parte dei decessi per COVID-19 deriva da complicazioni a carico dell’apparato circolatorio.

Insieme ad altri meccanismi, questi fattori sembrano essere alla base della maggiore protezione dei bambini contro il coronavirus, ma saranno necessari ulteriori studi ed esperimenti per avere conferme e sfruttare queste conoscenze per migliorare i trattamenti contro la malattia.
LONDON, ENGLAND – JUNE 10: A child has her temperature checked by a teacher before entering Earlham Primary School, which is part of the Eko Trust on June 10, 2020 in London, England. As part of Covid-19 lockdown measures, Earlham Primary School is teaching smaller ‘bubbles’ of students, to help maintain social distancing measures. School staff have put into place many safety measures such as corridor signage for a one way system, regular supervised handwashing, temperature checks on arrival and enhanced cleaning regimes to keep pupils and staff as safe as possible. Bubbles of pupils are limited to six and each have their own well-ventilated space. The Government have announced it is set to drop plans for all English primary pupils to return to school before the end of the summer. (Photo by Justin Setterfield/Getty Images)

In Italia, oggi
Secondo i dati della Protezione Civile comunicati oggi, in Italia dall’inizio dell’epidemia sono stati rilevati 236.305 casi positivi, 163 in più di ieri, quando ne erano stati segnalati 379 in più rispetto al giorno precedente. In realtà l’incremento sarebbe molto più consistente, ma la Regione Campania ha rivisto le stime sui suoi casi totali, riducendo il numero di 229; non sono ancora chiare le motivazioni. In Lombardia è stato segnalato un incremento di 272 casi positivi.

I morti totali a causa del coronavirus sono 34.223, quindi 56 in più di ieri. Nei reparti di terapia intensiva sono ricoverate 227 persone con COVID-19.

Stati Generali
Domani inizieranno a Villa Pamphili a Roma i cosiddetti Stati Generali voluti dal presidente del consiglio Giuseppe Conte. Il programma prevede di realizzare – grazie agli spunti arrivati dai politici e tecnici ospiti dell’evento – un piano per l’utilizzo dei fondi che potrebbero arrivare dal Recovery Fund europeo per garantire all’Italia un rilancio economico dopo la crisi dovuta all’emergenza da coronavirus.

Inchiesta
Oggi Conte è stato intanto ascoltato per più di tre ore dalla pm di Bergamo Maria Cristina Rota sulla mancata istituzione della zona rossa nei comuni lombardi di Nembro e Alzano Lombardo, nonostante ci fosse stato un picco di casi di coronavirus nell’area già dalla fine del mese di febbraio. Dopo Conte è stato il turno della ministra dell’Interno Luciana Lamorgese e del ministro della Salute Roberto Speranza. Alla pm avevano già riferito nei giorni scorsi il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e l’assessore al Welfare Giulio Gallera. Conte ha detto di non temere di essere indagato per epidemia colposa, il reato ipotizzato dai magistrati di Bergamo.

Fase 3
Conte ha firmato giovedì sera un nuovo decreto con nuove regole in vista di lunedì prossimo (15 giugno), quando scadranno le restrizioni imposte finora per contenere l’epidemia. Restano le indicazioni sul mantenimento del distanziamento fisico, sul rimanere in isolamento nel caso di temperatura corporea superiore a 37,5 °C, sul divieto di assembramento nei luoghi pubblici e sull’indossare la mascherina nei luoghi al chiuso accessibili al pubblico, inclusi i mezzi di trasporto.

Dal 15 giugno potranno riprendere le attività di cinema e teatri: gli spettacoli, anche quelli all’aperto, saranno svolti con posti a sedere preassegnati e distanziati e a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi: possono esserci al massimo 1000 spettatori per gli spettacoli all’aperto e 200 spettatori per quelli al chiuso. 

Avrebbero dovuto riaprire anche le discoteche e le sale da ballo, ma in questo caso il governo ha deciso di posticiparne la riapertura al 14 luglio. A partire da oggi, invece, riprendono gli eventi e le competizioni sportive, seppure con qualche limitazione. 

Trovate tutti gli altri dettagli qui.

Anziani
L’Agenzia di Tutela della Salute (ATS) che comprende la città metropolitana di Milano e la provincia di Lodi ha diffuso un rapporto sulle morti nelle residenze sanitarie assistenziali (RSA) negli ultimi mesi, durante l’epidemia da coronavirus. Sono state rilevate circa 2.500 morti in più rispetto a quanto ci si sarebbe normalmente atteso per i primi quattro mesi dell’anno, sulla base dei dati del quadriennio precedente. L’aumento più significativo è stato rilevato verso la fine di aprile, con quattro volte i decessi attesi dalle stime. Nel periodo di riferimento tra il 2016 e il 2019 ad aprile erano morte in media poco meno di mille persone nelle RSA, mentre quest’anno i decessi sono stati 3.657, quindi 2.666 in più. Rapportato alla media degli ultimi cinque anni, lo studio calcola un eccesso di decessi di circa 2.500.

Calcio
Dopo 95 giorni dall’ultima partita di Serie A, stasera il calcio professionistico italiano riprenderà con Juventus-Milan, semifinale di ritorno di Coppa Italia. Si giocherà all’Allianz Stadium di Torino, senza pubblico e con le misure di sicurezza previste dal protocollo della FIGC approvato dal governo: allo stadio saranno ammesse non più di trecento persone fra giocatori, staff, dirigenti, arbitri e altri addetti. Non ci saranno cerimonie prima del calcio d’inizio e tutte le persone autorizzate dovranno attenersi, quando possibile, alle norme di distanziamento. Per esigenze dettate dal nuovo calendario, l’edizione in corso della Coppa Italia si concluderà nel giro di soli sei giorni.
Un uomo cammina tra cerchi disegnati per indicare le distanze da tenere in caso di raduni di persone (David Young/dpa via AP)

Spagna
Da tre settimane in Spagna vengono diffusi dati sempre più confusi sulle morti legate al coronavirus. I numeri segnalati giornalmente dal governo non coincidono con quelli raccolti dalle singole comunità autonome spagnole, enti simili alle nostre regioni: sono molto più bassi, spesso uguali o vicini allo zero, e non sembrano coerenti con l’andamento dell’epidemia nel paese, uno dei più colpiti in Europa. Della questione si è discusso molto in Spagna lo scorso 3 giugno, quando il primo ministro Pedro Sánchez ha detto di fronte al Parlamento: «Oggi abbiamo avuto zero morti come conseguenza della COVID-19». Secondo i dati raccolti dal giornale Confidencial, però, nelle precedenti 24 ore i morti erano stati almeno 34. La situazione è un po’ caotica.

Due cose dal Regno Unito
1. Ad aprile l’economia britannica si è contratta del 20,4 per cento rispetto a marzo a causa del lockdown.
2. British Airways, EasyJet e Ryanair faranno causa al governo britannico: contestano la regola che impone la quarantena a chi arriva nel Regno Unito dall’estero.

Il coronavirus e i modelli matematici “inadeguati” ✍️

India
L’India è tra i paesi del mondo che in questo momento stanno attraversando la fase più critica dell’epidemia da coronavirus. Il numero dei nuovi casi giornalieri accertati è continuato a salire in maniera quasi costante a partire dall’inizio di aprile, ma nelle ultime due settimane la situazione è ulteriormente peggiorata a causa delle riaperture autorizzate dal governo. A preoccupare è soprattutto la situazione degli ospedali pubblici di Mumbai e Delhi, le due città più popolose del paese, dove i posti letto in terapia intensiva stanno finendo e dove molte persone sono state lasciate morire fuori dagli ospedali che non avevano spazio o risorse per ricoverarle.

Durata
Tra le tante cose ancora da capire sul SARS-CoV-2, una in particolare tiene occupati i ricercatori: comprendere come mai alcuni pazienti abbiano delle ricadute, mostrando nuovamente sintomi riconducibili alla COVID-19 a settimane di distanza da quando sembravano avere superato la malattia. Determinare quanto duri il coronavirus nel nostro corpo potrebbe offrire una risposta a questa e molte altre domande. I virologi ipotizzano che la causa delle ricadute possa essere dovuta alla capacità del coronavirus di rimanere a lungo nei tessuti del nostro organismo, riuscendo in alcuni casi a superare le difese immunitarie e a fare qualche danno. Questa condizione è nota da tempo per alcune malattie infettive e viene definita “persistenza virale”, proprio per indicare la capacità di un virus di rimanere per molto tempo nell’organismo che ha infettato, non necessariamente causando nuovi episodi della stessa malattia.

Quanto dura il coronavirus nel nostro corpo?

Mascherine
Comunicare con altre persone, per strada o nei negozi, è sicuramente più difficile se si porta la mascherina. Se si parla con un normale tono di voce, specialmente rispettando il distanziamento fisico, la persona a cui ci si rivolge potrebbe non sentire. In particolare per chi ha problemi di udito, poi, non poter leggere il labiale è un grande svantaggio. Senza contare che si finisce per fare a meno dei sorrisi per rendere più amichevoli le conversazioni.

Quando una persona parla, non comunica solo con le sue corde vocali, ma con l’insieme di voce, corpo ed espressioni del viso; al tempo stesso il destinatario della comunicazione non si limita ad ascoltare il proprio interlocutore, ma inconsapevolmente analizza i suoi gesti, le sue espressioni e le sue parole tutte insieme. Le implicazioni sono molte e articolate, le abbiamo raccontate qui mettendo insieme cosa dicono esperti di comunicazione e di psicologia sociale.

Weekend
Sta per iniziare un nuovo fine settimana, il sedicesimo da quando esiste questa newsletter (se non abbiamo fatto male i conti) e l’ultimo di primavera. Vi lasciamo qualche lettura consigliata, da fare tra una gita fuori porta, una nuotata o una passeggiata in montagna con la vostra persona preferita.
• Com’è “Da 5 Bloods”, il nuovo film di Spike Lee: è disponibile da oggi su Netflix e parla di quattro veterani afroamericani che tornano in Vietnam per cercare un tesoro (ma anche di tanto altro).
• Come ordinare una biblioteca: i consigli di Roberto Calasso, scrittore ed editore, in un saggio appena pubblicato da Adelphi.
• Forse qualcuno ha trovato un tesoro sulle Montagne Rocciose: lo ha detto Forrest Fenn, il collezionista d’arte che aveva scritto di averlo nascosto più di dieci anni fa.
• Mura contro Liala, scrittrici rivali di romanzi d’amore: un estratto da Breve storia della letteratura rosa, che racconta come sono cambiati il genere letterario e l’immagine della donna in due secoli.
I 50 migliori film ora su Netflix: adesso che si può uscire, ogni tanto si sta bene anche a casa.
E tanti auguri, Paperina.

Noi ci sentiamo come sempre lunedì, nel frattempo resteremo vigili e pronti a scrivervi prima, se dovesse succedere qualcosa d’importante. Per rimanere aggiornati potete anche seguirci su Facebook, o su Instagram, o su Twitter o su Telegram. (Siamo gente che si fa trovare.)

Fate cose belle, e mettete la crema. Ciao!

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