Sul Coronavirus, dal Post

A oggi sono stati segnalati 4.636 casi positivi in Italia.
Sono le 18 e 35.Oggi l’inizio è un po’ tosto, ma necessario: parliamo di morti.

L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha diffuso un primo rapporto sui decessi di 105 persone che erano risultate positive al coronavirus in Italia. Lo studio è stato realizzato basandosi su un questionario preparato dall’ISS e fatto compilare ai medici degli ospedali che avevano in cura i malati, per lo più nel Nord Italia. I risultati riguardano solo una parte delle 197 morti di individui con coronavirus registrate finora. Osservando asetticamente i numeri, è un set di dati ridotto, ma che offre già alcuni elementi sulla situazione straordinariamente complessa che stiamo affrontando.

L’età media dei 105 pazienti era di 81 anni, per tre quarti erano di sesso maschile e in due casi su tre erano individui già con problemi di salute, di varia serietà. Sono passati mediamente cinque giorni dai primi sintomi al momento del loro ricovero, mentre i tempi di peggioramento delle condizioni cliniche sono stati stretti: 4 giorni dal ricovero al decesso (dato mediano).

La maggior parte dei decessi – pari al 42,2 per cento – si è avuta nella fascia di età tra gli 80 e gli 89 anni, mentre nel 32,4 per cento dei casi l’età era tra i 70 e i 79 anni. Il 14,1 per cento dei deceduti aveva più di 90 anni, l’8,4 per cento tra i 60 e i 69 anni e il 2,8 per cento tra i 50 e i 59 anni. La patologia pregressa più diffusa era l’ipertensione (74,6 per cento dei casi), seguita da cardiopatia ischemica (70,4 per cento) e dal diabete mellito (33,8 per cento).

Secondo le valutazioni dell’ISS, questi dati – per quanto preliminari – confermano “le osservazioni fatte fino a questo momento nel resto del mondo sulle caratteristiche principali dei pazienti, in particolare sul fatto che gli anziani e le persone con patologie preesistenti sono più a rischio. Si tratta di persone molto fragili, che spesso vivono a stretto contatto e che dobbiamo proteggere il più possibile”. Il temporaneo isolamento e la riduzione della vita sociale servono proprio a questo: a tutelare i più deboli mentre tuteliamo anche noi stessi.

In Italia continuano ad aumentare i casi
Dall’inizio dell’epidemia, i casi positivi al coronavirus rilevati in Italia sono 4.636, i morti totali sono 197, 49 in più di ieri (oggi è il giorno con più decessi, ieri erano stati 41). Le persone indicate come guarite sono 523, mentre nei reparti di terapia intensiva ci sono 462 persone. Le tre regioni con più casi totali sono nell’ordine Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto.

Molinette
Le Molinette di Torino sono il terzo ospedale più grande d’Italia (la più importante struttura ospedaliera del Piemonte) e sono alle prese con un grande grattacapo. Due pazienti arrivati domenica al pronto soccorso per quella che sembrava un’influenza sono poi risultati positivi al coronavirus: secondo le prime ricostruzioni avevano omesso di dire che loro figlio lavora a Lodi, il focolaio dell’epidemia in Italia, e che fosse andato a trovarli di recente a Torino. Il timore di un esteso contagio nell’ospedale ha reso necessaria la chiusura di uno dei reparti di Medicina interna e la quarantena per parte del personale sanitario. La direzione dell’ospedale sta inoltre valutando come ricostruire i contatti avuti dalla coppia, e la presenza di eventuali persone esposte al contagio.

Vaticano
Una persona è risultata positiva al test per il coronavirus nella Città del Vaticano, che finora non aveva registrato casi. Il direttore della sala stampa del Vaticano, Matteo Bruni, ha annunciato che venerdì mattina «sono stati temporaneamente sospesi tutti i servizi ambulatoriali della Direzione Sanità e Igiene dello Stato per poter sanificare gli ambienti», ma ha precisato che il Pronto Soccorso ha continuato a funzionare.

Un servizio da vedere
Piazza Pulita ha trasmesso un servizio che mostra la situazione in questi giorni nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Cremona, in Lombardia, uno di quelli che ospitano più pazienti con sintomi gravi che hanno contratto il coronavirus. Al momento delle riprese, l’ospedale ospitava 148 pazienti positivi al coronavirus, di cui 11 in terapia intensiva e 24 in ventilazione, cioè aiutati dalle macchine a respirare. Sono sette minuti preziosi per farsi un’idea di cosa succeda negli ospedali in questi giorni, e delle grandi difficoltà che deve affrontare il personale sanitario.

Scuole chiuse e?
Come sanno soprattutto genitori, zii e nonni, scuole e università in Italia saranno chiuse almeno fino al 15 marzo per decreto governativo, in modo da ridurre il rischio di nuovi contagi. Il governo ha però invitato i docenti a proseguire con lezioni in remoto, ma affidandosi di fatto al loro spirito d’iniziativa e questo sta comportando molte complicazioni. C’è chi sta provando a usare Skype e altri programmi per le videoconferenze, e chi si arrangia inviando compiti da fare su gruppi WhatsApp. C’è poi il problema di bambini e adolescenti abituati a utilizzare gli smartphone, ma molto meno i computer, per non parlare della mancanza di connessioni Internet fisse a velocità sufficienti in diverse zone del paese. L’attuale crisi poteva essere il momento ideale per raccogliere i frutti di uno sviluppo coerente del digitale in Italia, se solo fosse esistito.

Ciclismo
La Tirreno-Adriatico, la Milano-Sanremo e il Giro di Sicilia – tre corse ciclistiche che si sarebbero dovute correre nelle prossime settimane – sono state annullate a causa del coronavirus. RCS Sport, che si occupa dell’organizzazione di tutte e tre le corse, ha spiegato di aver «verificato che non esistono le condizioni per garantire quanto previsto dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana del 4 marzo 2020, e per garantire la salvaguardia della salute pubblica e della sicurezza di tutte le persone coinvolte».

Centomila
Nel mondo risultano ormai più di centomila casi da coronavirus da quando è iniziata l’epidemia in Cina, il paese finora più interessato dai contagi. Dopo la Cina, i paesi con più casi positivi sono Corea del Sud, Iran e Italia. Naturalmente questo numero fornisce una misura parziale delle persone contagiate dal coronavirus, visto che è possibile contrarre la malattia COVID-19 anche in forma molto lieve e che non tutti i paesi accertano i contagi con gli stessi criteri.

NEW YORK, NY – MARCH 5: Travelers wear medical masks at Grand Central station on March 5, 2020 in New York City. Six people have been infected with the COVID-19 virus in New York state, all linked to a 50-year-old lawyer who lives in Westchester County and works in Manhattan. (Photo by David Dee Delgado/Getty Images)

Stati Uniti
Negli Stati Uniti il numero di persone contagiate dal coronavirus (SARS-CoV-2) è arrivato a 233 – ma potrebbe crescere molto nei prossimi giorni quando aumenterà il numero dei test effettuati – e i morti sono 14: i contagi sono avvenuti in 17 stati del paese, ma la grande maggioranza si trova nello stato di Washington, sulla costa occidentale, dove sono morte in tutto 13 persone. Nove di queste si trovavano in una casa di cura per anziani della periferia di Seattle, dove è stata registrata anche un’altra decina di contagi.

Crociere e coronavirus
La nave Costa Fortuna della compagnia Costa Crociere è stata bloccata questa mattina nel porto di Phuket, in Thailandia, ed è stato impedito lo sbarco ai circa 1.600 passeggeri, tra cui 282 italiani. Costa Crociere ha spiegato che l’attracco della nave è stato impedito «a seguito di restrizioni imposte dal governo della Thailandia nelle ultime ore sullo sbarco di ospiti di nazionalità italiana che abbiano transitato in Italia negli ultimi 14 giorni». La situazione sanitaria a bordo, dicono ancora, «è chiara e non vi è alcun caso sospetto sulla nave fra gli ospiti italiani o di altre nazionalità».

Disinfettanti calmierati
La Francia ha stabilito per decreto il prezzo massimo dei gel idroalcolici, quelli per disinfettare le mani: fino a 2 euro per confezioni da 50 ml, a 3 euro per 100 ml, a 5 euro per 300 ml e a 15 euro per bottiglie da un litro. Qualche giorno fa, il ministro dell’Economia Bruno Le Maire aveva segnalato alcuni «casi isolati» di venditori che stavano approfittando della situazione per offrire questi articoli a «prezzi inaccettabili». Qualcosa di analogo era successo anche in Italia, soprattutto sui siti più grandi per l’ecommerce.

“Paziente 1” tedesco
Forse avrete letto su qualche giornale o visto sui telegiornali la notizia dell’identificazione di un “paziente 1” in Germania che avrebbe dato inizio all’epidemia di coronavirus in Italia e in altri paesi europei. È stata ripresa soprattutto da account e pagine sovraniste sui social network, che l’hanno usata per mostrare che non siamo noi ad avere contagiato l’Europa, ma loro (immaginate loro scritto tutto maiuscolo e seguito da molti punti esclamativi). In realtà, le cose stanno diversamente: la notizia del “paziente 1” è nota da fine gennaio e non è una novità, mentre non ci sono ancora prove definitive per sostenere che abbia da solo innescato la serie di contagi in Italia e nel resto d’Europa, per stessa ammissione di chi sta studiando la diffusione del coronavirus.

Il coronavirus e l’Unione Europea
I governi europei affrontano come possono le emergenze legate al nuovo coronavirus. Ma spolverando un modo di dire super abusato: dov’è l’Unione Europea? Bella domanda. La sanità è naturalmente una competenza condivisa e gli stati sono restii a cedere parte del controllo all’Unione Europea, che comunque si è attivata, soprattutto attraverso il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), che ha il compito di seguire l’andamento del contagio fornendo dati e indicazioni per coordinare gli sforzi.
Se volete saperne di più, e vorrete saperne di più, potete iscrivervi alla newsletter di Konrad, la sezione del Post che racconta l’Unione Europea. Siete ancora in tempo per ricevere il prossimo numero (vi arriverà sabato mattina): iscrivetevi partendo da qui.

Compiti a casa
Visto che le scuole e le università sono chiuse, abbiamo pensato anche noi a un compito a casa per voi. In realtà, i compiti li abbiamo già fatti noi, a voi spetta solo distribuire i fogli, diciamo.
Con incontenibile meticolosità, abbiamo smontato punto per punto quei messaggi assurdi che vi arrivano su WhatsApp con informazioni prive di fondamenti scientifici sul coronavirus e pieni di notizie allarmistiche. Trovate l’articolo qui: giratelo a chi ve li ha mandati, e salverete il mondo.

Noi torniamo lunedì, ma ci facciamo sentire prima nel caso succeda qualcosa di imprevisto.
Buon fine settimana. Ciao!

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