Sul Coronavirus, dal Post

A oggi sono stati segnalati 239.706 casi positivi in Italia.
Sono le 18 e 32.
L’aria condizionata sarà un problema durante la pandemia?

Con l’arrivo dell’estate, in molti hanno iniziato a chiederselo e il tema è piuttosto dibattuto, anche tra i ricercatori che hanno realizzato studi e analisi sulla diffusione del coronavirus negli ambienti chiusi.

In questi mesi è diventato evidente che il SARS-CoV-2, il coronavirus che causa la COVID-19, si trasmette tramite le gocce di saliva che produciamo quando parliamo ad alta voce, cantiamo, tossiamo o facciamo uno starnuto. Le gocce di dimensioni più grandi (droplet) rimangono in sospensione nell’aria per poco tempo e si depositano poi sulle superfici, che possono diventare veicolo di contagio se toccate da persone non infette che poi si toccano la faccia con le mani sporche. 

Le gocce di dimensioni più piccole restano invece in sospensione nell’aria più a lungo (aerosol), e c’è il sospetto che in particolari condizioni di umidità e di scarso ricambio dell’aria possano causare nuovi contagi, soprattutto se si condividono per lungo tempo gli stessi spazi chiusi con una persona contagiosa. A questa conclusione sono arrivati diversi ricercatori in giro per il mondo, compiendo analisi di piccoli focolai originati in particolari contesti come uffici affollati, ristoranti e mezzi di trasporto. Questi casi avevano in comune lo scarso ricambio d’aria e tempi di permanenza piuttosto lunghi nello stesso ambiente chiuso.

Sulla base di queste ricerche, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC, un’agenzia indipendente dell’Unione Europea) ha sintetizzato le evidenze scientifiche finora disponibili sui sistemi di aerazione e coronavirus:

• La trasmissione della COVID-19 avviene di norma negli spazi chiusi.
• A oggi non ci sono prove circa infezioni da SARS-CoV-2 causate da aerosol infetti distribuiti tramite i condotti dei sistemi di climatizzazione. Il fattore di rischio è indicato come molto basso.
• Sistemi di ventilazione ben tenuti, compresi i condizionatori, filtrano tranquillamente i droplet più grandi contenenti il SARS-CoV-2. È possibile che gli aerosol (piccolissime gocce) circolino più facilmente tramite i sistemi di ventilazione all’interno di un edificio o di un veicolo e tramite i condizionatori, se mantengono il ricircolo dell’aria.
• Il flusso d’aria prodotto da un sistema di ventilazione potrebbe facilitare la diffusione dei droplet prodotti dalle persone infette a grandi distanze, all’interno di ambienti chiusi.
• I sistemi di ventilazione potrebbero avere un ruolo nel ridurre il rischio di trasmissione negli ambienti chiusi a patto che aumentino il tasso di ricambio d’aria, riducano il ricircolo e aumentino l’introduzione di aria dall’esterno.

In estrema sintesi: l’aria condizionata può essere utilizzata, a patto che si provveda a mantenere puliti gli impianti e che ci sia sempre un adeguato ricambio d’aria. Abbiamo raccolto dettagli e consigli qui, visto che siamo pur sempre in estate.

In Italia, oggi
La Protezione Civile ha comunicato che dall’inizio dell’epidemia in Italia sono stati rilevati 239.706 casi positivi, 296 in più rispetto a ieri, quando ne erano stati segnalati 190 in più rispetto al giorno precedente. 

I morti dall’inizio dell’epidemia sono 34.678, quindi 30 in più rispetto a ieri (ci sono stati alcuni ricalcoli). In terapia intensiva sono ricoverate 103 persone con COVID-19.

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“Pazienti ordinari”
Giulio Gallera, l’assessore al Welfare della Lombardia ed esponente di Forza Italia, parlando del ruolo degli ospedali privati durante l’epidemia da coronavirus ha detto: «Gli ospedali privati vanno ringraziati perché hanno aperto le loro terapie intensive e le loro stanze lussuose ai pazienti ordinari». La frase di Gallera – già ampiamente preso di mira in diverse occasioni per la gestione dell’emergenza in Lombardia – è stata molto criticata da esponenti del governo nazionale e da membri dell’opposizione regionale, che hanno fatto notare che i letti degli ospedali privati sono stati pagati dal Servizio Sanitario Nazionale, “non regalati”.

Sport da contatto
Il governo aveva programmato per oggi la ripartenza degli sport di contatto, ma il Comitato tecnico scientifico (CTS) ha comunicato di essere contrario alla ripresa: «In considerazione dell’attuale situazione epidemiologica nazionale con il persistente rischio di ripresa della trasmissione virale in cluster determinati da aggregazioni certe come negli sport da contatto», devono essere rispettate «le prescrizioni relative al distanziamento fisico e alla protezione individuale». Sono ora attese le decisioni a livello ministeriale e più in generale da parte del governo.

L’occasione per non ripensare niente (un editoriale) ✍️

Focolaio
Nelle ultime ore è stato rilevato un nuovo focolaio da coronavirus tra i dipendenti di un magazzino dell’azienda di consegne Bartolini (Brt) a Bologna. L’azienda ha detto di aver già effettuato i tamponi su 200 lavoratori negli scorsi giorni, e che oggi ne ha effettuati altri 170, comprendendo sia i lavoratori della filiale che gli autisti dei mezzi per le consegne. Brt non ha però comunicato il numero esatto di dipendenti risultati positivi al coronavirus, dicendo solo che si tratta di «alcuni positivi asintomatici», i sindacati parlano di svariate decine.

Not yet
Dopo che i primi modesti segnali di miglioramento nel numero dei nuovi casi di coronavirus avevano portato a riaperture e allentamenti delle restrizioni, negli Stati Uniti le cose hanno ricominciato a peggiorare. Negli ultimi giorni i nuovi casi di contagio sono aumentati in oltre 20 stati, e anche se in parte ciò può essere spiegato con l’aumento dei test, in molte zone stanno aumentando i ricoveri (soprattutto nei reparti di terapia intensiva) segno che le cose non vanno bene. La prima ondata non è ancora finita.
Russian sailors march toward Red Square during the Victory Day military parade marking the 75th anniversary of the Nazi defeat in Moscow, Russia, Wednesday, June 24, 2020. The Victory Day parade normally is held on May 9, the nation’s most important secular holiday, but this year it was postponed due to the coronavirus pandemic. (Mikhail Voskresenskiy, Host Photo Agency via AP)

Russia
Ogni anno, il 9 maggio, la Russia ricorda il giorno in cui nel 1945 l’Unione Sovietica annunciò la fine della Seconda guerra mondiale e la sconfitta della Germania nazista. L’evento è ricordato come il Giorno della Vittoria e celebrato ogni anno con una grande parata militare. La parata di quest’anno, che era stata rimandata a causa del coronavirus, si è tenuta ieri. Nonostante in Russia ci siano ancora tanti casi di contagio, è stata organizzata come se il coronavirus non ci fosse: le foto fanno abbastanza effetto, se si pensa a cosa ci diciamo spesso sul distanziamento fisico e gli assembramenti.

Qantas
La compagnia aerea australiana Qantas taglierà 6mila posti di lavoro (circa il 20 per cento di tutta la sua forza lavoro) e nei prossimi mesi manterrà a terra un centinaio di aerei a causa della crisi provocata dalla pandemia da coronavirus. La riduzione degli spostamenti in questi mesi ha messo in crisi molte compagnie aeree, che stanno facendo i conti con meno voli da gestire e costi fissi comunque alti. A proposito, perché si dice che Qantas non casca mai?

Noi ci sentiamo domani, ma coi piedi per terra. Ciao!

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