Sul Coronavirus, dal Post

A oggi sono stati segnalati 243.344 casi positivi in Italia.
Sono le 18 e 10.
Arriverà una “seconda ondata”?

Ne avete sentito parlare da settimane e quasi ogni giorno giornali e telegiornali ne parlano, ma a oggi non ci sono elementi chiari per sostenere che finita l’estate ci sarà una nuova “ondata” dell’epidemia in Italia e in altri paesi. Diversi esperti invitano inoltre a non parlare di “seconda ondata” perché può essere fuorviante: trasmette l’idea che l’emergenza sia stata ormai superata, e questo potrebbe indurre molti a sottovalutare nuovamente i rischi del contagio, facendo meno attenzione alle buone pratiche come distanziamento fisico, usare le mascherine quando necessario, lavarsi spesso e bene le mani, rimanere in auto-isolamento nel caso di sintomi sospetti.

Lo stesso concetto di ondata trasmette l’idea di qualcosa che sia arrivato e poi finito, proprio come un’onda che raggiunge gli scogli, ma la realtà è più complicata. In Italia, per esempio, negli ultimi giorni si sono registrati nuovi focolai e incrementi con più di 200 nuovi casi positivi giornalieri, a indicazione di quanto il coronavirus sia ancora presente tra la popolazione e continui a diffondersi, seppure a un ritmo più contenuto rispetto a qualche mese fa. L’epidemia quindi non si è mai fermata e, con le attuali conoscenze, non è possibile sostenere che sia finita un’ondata o che ne stia per iniziare un’altra appena terminata l’estate.

Molti parlano di “seconda ondata” facendo riferimento a esperienze precedenti con altre malattie infettive che determinarono pandemie, come la cosiddetta “influenza spagnola”. Nella primavera del 1918 la spagnola interessò l’emisfero nord, divenne meno presente nell’estate e si ripresentò poi con maggior forza nell’autunno. Su scala minore, avvenne qualcosa di simile con la pandemia da influenza suina nel 2009.

Entrambe le pandemie furono però determinate da virus influenzali, diversi dall’attuale coronavirus (SARS-CoV-2) che causa la COVID-19. Nel corso del tempo, abbiamo imparato che l’influenza segue per lo più un andamento stagionale, concentrando i propri effetti nella tarda stagione invernale, ma non ci sono ancora conoscenze a sufficienza per affermare che anche il coronavirus abbia una propria stagionalità.

Abbiamo messo insieme che cosa si sa finora sull’andamento della pandemia, e siamo andati a cercare che cosa dicono gli esperti su questa tanto annunciata “seconda ondata”, per capire se ci sia da preoccuparsi in un periodo in cui le preoccupazioni già non mancano: trovate tutti i dettagli qui.

La situazione in Italia
Oggi la Protezione Civile ha comunicato che dall’inizio dell’epidemia in Italia sono stati rilevati 243.344 casi positivi, 114 in più rispetto a ieri, lunedì 13 luglio, quando era stato segnalato un aumento di 169 rispetto a domenica. Tra venerdì e sabato l’incremento era stato di 188, tra sabato e domenica di 234.

I morti totali sono 34.984, quindi 17 in più di ieri. Nei reparti di terapia intensiva sono ricoverati 60 pazienti con COVID-19.

DPCM
Oggi il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha confermato in Senato che il governo prorogherà le misure di contenimento dell’epidemia, che aveva introdotto lo scorso 11 giugno, almeno fino al 31 luglio. Lo farà approvando un nuovo DPCM (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri) in cui saranno presenti le misure restrittive già in vigore, come l’uso della mascherina nei luoghi chiusi (e in tutte le situazioni in cui non sia possibile rispettare la distanza di un metro) e il rispetto dei protocolli di sicurezza all’interno delle attività commerciali e produttive.

Fino alla fine del mese saranno vietati gli assembramenti, ci sarà l’obbligo della misurazione della temperatura all’ingresso dei centri commerciali e saranno perseguite penalmente le violazioni della quarantena obbligatoria. Speranza ha detto che nel nuovo decreto sarà inserita la proroga del divieto d’ingresso per chi ha soggiornato negli ultimi 14 giorni in 13 paesi (Armenia, Bahrein, Bangladesh, Brasile, Bosnia ed Erzegovina, Cile, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldova, Oman, Panama, Perù, Repubblica Dominicana) previsto da un’ordinanza in vigore dalla scorsa settimana. Speranza ha poi detto che non è stata ancora presa nessuna decisione sulla proroga dello “stato di emergenza”.

Cosa ha fatto l’epidemia al mondo dell’informazione ✍️

Stati Uniti
Negli ultimi giorni diversi stati degli Stati Uniti hanno reintrodotto le restrizioni in seguito all’enorme aumento di casi di coronavirus, con incrementi giornalieri superiori a quanto accadeva in primavera. Secondo un calcolo di CNN, 27 stati hanno interrotto le graduali riaperture oppure hanno applicato nuove restrizioni ai movimenti. La Florida è messa male.
Le decisioni dei vari governatori vengono osservate con aperto fastidio dall’amministrazione di Donald Trump, che da settimane minimizza i rischi, sostenendo che l’incremento rilevato sia dovuto al maggior numero di test eseguiti. 

Mascherina
A proposito di Trump, nel fine settimana il presidente degli Stati Uniti si è fatto vedere con la mascherina, dopo che per mesi non si era mostrato particolarmente propenso a incentivarne l’impiego da parte degli statunitensi. La fotografia di Trump con la mascherina è stata ripresa con enfasi da tutti i principali media.

Sport
I maggiori campionati sportivi del Nordamerica si stanno avvicinando alla ripresa. Il basket NBA, chiuso in una bolla al Disney World Resort di Orlando, ripartirà il 30 luglio dopo aver ridotto il numero di squadre. Il baseball lo farà una settimana prima, con misure meno rigide ma pronto a spostare qualsiasi squadra da una città all’altra nel caso ce ne fosse bisogno. Il calcio invece è già iniziato, al Disney World Resort come la NBA, ma con un formato simile a quello di un Mondiale. Qui le date e le cose da sapere per seguirli al meglio.

Bambini
In media i bambini sono meno interessati dalla COVID-19 dal punto di vista clinico, ma hanno subìto comunque diverse conseguenze negli ultimi mesi. La didattica a distanza introdotta con la chiusura delle scuole non è uguale a quella fatta di persona, non ha funzionato bene per tutti (in particolare per i bambini più piccoli) e ci sono grossi dubbi su come andranno le cose da settembre. Ma anche la riduzione dei contatti sociali ha avuto un impatto su bambini e ragazzi: non solo per il valore dell’amicizia, ma anche perché stando insieme ai coetanei – per esempio facendo sport o altre attività dopo la scuola – i bambini imparano a collaborare, a fidarsi degli altri, a essere empatici, e sviluppano la propria personalità. Alcuni studi iniziano a valutare gli effetti del lockdown sui bambini.

Una donna osserva una piena del Fiume Azzurro dovuta alle forti piogge a Wuhan, la città epicentro della pandemia in Cina (Photo by Getty Images)

Minoranze
Per i musulmani che vivono in paesi a maggioranza non musulmana, la gestione del maggior numero di defunti dovuto al coronavirus non è sempre semplice. Il rito funebre tradizionale prevede delle azioni non in linea con le misure sanitarie di precauzione, la cremazione (promossa in alcuni paesi come soluzione poco ingombrante e quindi utile per affrontare l’aumento dei morti) non è permessa, perché considerata contraria alla dignità della persona morta. Inoltre, la chiusura delle frontiere ha reso impossibile il trasporto delle salme nel paese d’origine dei musulmani di origini straniere. Questo in Italia ha messo in evidenza un problema che esisteva già prima dell’emergenza: non ci sono abbastanza cimiteri musulmani.

Confusione
Il SARS-CoV-2 è il coronavirus, la COVID-19 è la malattia. Nonostante se ne parli da mesi, in molti continuano a fare confusione tra i due termini e le due cose. È sufficiente fare una ricerca su Google per trovare centinaia di esempi dell’utilizzo di COVID-19 al posto del coronavirus. Ci cascano un po’ tutti: politici, giornalisti, osservatori e talvolta anche medici, ricercatori e istituzioni. Abbiamo pensato di scrivere un piccolo ripasso, che potrete girare a quel vostro amico o parente che sbaglia sempre, senza farglielo pesare troppo. Lo trovate qui.

Noi ripassiamo giovedì, sempre nel pomeriggio, sempre nella vostra casella della posta in arrivo. Ciao!

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