La terra dell’oro bianco

Dopo lo scandalo estivo della mappa di Obika (che aveva soppresso la provincia di Caserta), un’altra bufera si è abbattuta sul consorzio Mozzarella DOP con le “dimissioni irrevocabili” del direttore Antonio Lucisano (un manager di qualità ed apprezzato). Alla base di questa nuova crisi sembra che vi siano i criteri di assegnazione dei fondi per la campagna di marketing e di promozione del prodotto a livello locale ed internazionale. Infatti, per il prossimo anno è prevista la replica della bella ed importante manifestazione “Le strade della mozzarella”, una vera finestra sul mondo che vede protagonista la provincia di Salerno. Al contrario, finora Terra di Lavoro è rimasta fuori da queste attività, nonostante sia l’area prevalente per quantità e qualità di DOP – oltre il 60% del prodotto lavorato ed esportato.
Sembra proprio che una sorte di maledizione continui ad accanirsi sull’oro bianco, uno dei prodotti tipici e di eccellenza delle nostre terre. Non si capisce bene di chi sia la colpa principale di una perdurante esclusione ed emarginazione di un prodotto unico e tipico, una vera ricchezza per la nostra economia e per la nostra civiltà. Nell’assemblea che organizzammo come Piazze del Sapere all’inizio di settembre gli autorevoli relatori presenti – espressione di istituzioni ed enti importanti come l’assessore Stefano Giaquinto della Provincia, il presidente della Camera di Commercio Tommaso De Simone e lo stesso direttore Lucisano – accolsero la nostra proposta di realizzare un evento dal titolo “La Terra dell’oro bianco” per valorizzare a livello globale la nostra DOP.
Anche per questo ci appare poco chiara la nuova crisi che attanaglia il Consorzio, che ha il ruolo preminente di tutelare, valorizzare e promuovere con servizi adeguati ed in tutte le forme il lavoro e la produzione di tanti allevatori e trasformatori (artigiani ed imprese industriali). Ma a pensarci bene si manifesta come l’ennesima prova di quella sorta di virus che condiziona tanti settori economici e produttivi della nostra provincia, vittime di un malinteso senso di competitività, i quali non riescono a fare rete e integrazione di competenze, rifiutano di collaborare tra di loro ed anche con le istituzioni e con le altre forze sociali del territorio. Ancora una volta stenta a prendere piede e a crescere quella cultura che fa la forza dell’economia del “Made in Italy” in tante regioni, fondata sulla capacità lungimirante di organizzare filiere e distretti produttivi. E pensare che qui ci sono tutte le condizioni per poterlo fare e rendere più competitivi tanti comparti: da quello agroalimentare a quello del turismo culturale, da quello aerospaziale a quello dell’artigianato di qualità.
A tal fine un contributo determinante dovrebbe venire proprio da quegli enti intermedi – coma la Provincia e la Camera di Commercio – in stretta collaborazione con le associazioni datoriali e professionali (a partire da quelle degli allevatori e produttori), che dovrebbero darsi da fare per elaborare progetti, servizi e proposte volti a promuovere azioni di sviluppo, locale e di innovazione per valorizzare i nostri prodotti tipi (in alcuni casi delle vere eccellenze a livello mondiale) nel campo economico-sociale ma anche culturale e civile.

Pasquale Iorio
Le Piazze del Sapere Caserta, 23 novembre 2014

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