Tra cielo e mare – Il mondo culinario al servizio dei disabili

Dalla passione e dalla competenza della dottoressa Alfonsina Longobardi, psicoterapeuta, è nata l’associazione “Tra cielo e mare”, con finalità di promozione.

La proficua idea della dottoressa Longobardi ha consentito ai giovani con disagi psichici di inserirsi nel mondo del lavoro, nello specifico in quello culinario, ottenendo con costanza e pazienza grandi risultati. La dottoressa ci ha spiegato che, essendo anche fisioterapeuta, ha a che fare da 13 anni con il disagio e tramite quest’iter lavorativo, ha voluto proseguire gli studi per capire cosa ci fosse alla base delle problematiche psichiche. Grazie al suo coraggio, supportato dal desiderio di conoscere,si è impadronita di quelle tecniche psicologiche, che la mettono costantemente a contatto con persone disagiate; di qui il suo impegno a trasmettere ai profani gli elementi indispensabili a capire che il limite tra “normalotà” e “anormalità” è labile, leggero e, pertanto, facilmente valicabile.

La sua associazione si appoggia al locale Nonna Giulia di Lettere e, nell’incantevole scenario del golfo di Napoli, dove l’azzurro del cielo si fonde con l’azzurro del mare, avvia i ragazzi con disagi mentali nel mondo culinario.

Lo scenario partenopeo, la tranquillità dei monti di Lettere, l’aria leggera ed il clima sereno e familiare del ristorante, incoraggiano un sempre maggior numero di famiglie ad iscrivere all’associazione i proprio figli, cercando di arginare le loro patologie e soprattutto cercando di integrare in un universo più vasto, questi ragazzi non sempre accettati dalla comunità.

Il ristorante Nonna Giulia, uno dei rarissimi ristoranti italiani a promuovere l’integrazione sociale, mette a disposizione il proprio locale alla disabilità, fornendo laboratori di pittura e di cucina. I giovani dell’associzione si sono prodigati nella produzione di sottaceti, propria del locale, collaborando anche nel lavoro di sala.

Le difficoltà non sono mancate – ci spiega la dottoressa Longobardi – in quanto la cucina e la sala sono piene di utensili pericolosi per i ragazzi, ma con buona volontà si è cercato di avviarli ad una manualità più sicura. Ciò ha condotto ad un doppio, incoraggiante risultato: dal punto di vista medico, la manualità e la fisicità ha realizzato pienamente il fine della integrazione consentendo ai medici di ridurre l’uso dei farmaci. Dal punto di vista umano, poi, l’associzione Tra cielo e mare ha aiutato soprattutto noi “normali” a capire che dietro un’apparente incomunicabilità, si nasconde la nostra paura di confrontarci con situazioni di disagio. Un primo passo, dunque, per abbattere tutte le barriere è buttar giù la paura e, con essa, il falso preconcetto che tra la “normalità” e l’ “anormalità” ci sia un limite oltre il quale è impossibile andare. L’integrazione sarà possibile solo se capiamo che la spontaneità e la serenità sono le uniche chiavi per entrare in un meraviglioso mondo di umanità semplice e genuina. L’associzione ha promosso l’integrazione con varie iniziative, come L’allegria dell’epifania e Cenando sotto un cielo diverso. I clienti del ristorante, dopo una fase iniziale d’incertezza, si sono lasciati andare senza remore, approcciandosi con i disabili dell’associzione, sono molto calorosi e hanno molto da offire, senza nulla chiedere in cambio.

Questo è, in sostanza, il messaggio che la dottoressa Longobardi cerca di diffondere: abbracci e sorrisi, prima ancora delle cure mediche!

Maria Rosaria Maresca

0 Comments

No comments!

There are no comments yet, but you can be first to comment this article.

Leave reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *